Introduzione: I comportamenti prosociali sono condotte sociali positive volte a beneficiare gli altri senza trarne un vantaggio (Eisenberg et al., 2015). Gli studi hanno mostrato che i comportamenti prosociali correlano positivamente con la conoscenza delle emozioni, la teoria della mente e il linguaggio (Ensor e Hughes, 2005; Girard et al., 2017; Imuta et al., 2016). Tuttavia, è ancora poco chiaro quali siano gli specifici pattern di associazione tra queste abilità e le varie tipologie di comportamento prosociale, dal momento che ognuna di esse si distingue per i processi socio-cognitivi coinvolti nell’azione (Dunfield, 2014). Lo scopo di questo studio è pertanto quello di indagare il contributo di conoscenza delle emozioni, teoria della mente e linguaggio sui comportamenti prosociali di aiuto e condivisione, controllando anche gli effetti di età e genere. Metodo: Sono stati coinvolti 140 bambini di 2 e 3 anni (M = 35.5 mesi; SD = 6.77; 75 femmine, 74 maschi). I comportamenti prosociali sono stati rilevati con la Griglia Osservativa del Comportamento Prosociale, creata ad hoc per questo studio. Ogni bambino è stato osservato 20 minuti durante il gioco libero con i pari. I comportamenti di aiuto sono stati codificati quando il bambino forniva ad un compagno aiuto strumentale o informazioni necessarie per raggiungere un obiettivo (es. aiutare a trasportare una scatola pesante; indicare un gioco che sta cercando), mentre quelli di condivisione quando cedeva una risorsa in suo possesso ad un compagno che la desiderava (es. dare la propria palla ad una bambina che vuole giocarci). Ad ogni bambino è stata inoltre somministrata una batteria di prove: la Puppet Interview (Camodeca e Coppola, 2010) per valutare la conoscenza delle emozioni; i compiti di Desiderio altrui e di Vera credenza (Wellman e Liu, 2004 e Wellman, 1991) come prove di teoria della mente; il PPVT-R (Stella et al., 2000) come misura di linguaggio. Risultati: Le analisi di regressione logistica ordinale hanno mostrato che i comportamenti di aiuto sono determinati in modo statisticamente significativo dalla conoscenza delle emozioni (b = 0.22, p = .006) e dal genere, a favore delle bambine (b=-0.90, p = .027), mentre il linguaggio ha una tendenza alla significatività statistica (b=0.026, p = .069). La varianza dei comportamenti di condivisione, invece, è spiegata in modo statisticamente significativo dalle abilità di teoria della mente (b =0.93, p = .036) e dal linguaggio (b= 0.042, p = .019), mentre l’età gioca un ruolo marginale (b= 0.067, p = .057). Conclusioni: I risultati ottenuti supportano l’idea di comportamento prosociale come costrutto multidimensionale (Dunfield, 2014), infatti le due tipologie di comportamento prosociale hanno pattern di associazione diversi con le abilità prese in esame. Inoltre, i risultati offrono ai professionisti che lavorano con bambini di 2 e 3 anni spunti per progettare programmi di intervento efficaci volti a promuovere i comportamenti prosociali

Conte, E., Grazzani, I., Pepe, A. (2018). Aiutare e condividere a 2 e 3 anni: il contributo della conoscenza delle emozioni, della teoria della mente e del linguaggio. Intervento presentato a: Congresso Nazionale AIP, sezione Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione, Torino, Italia.

Aiutare e condividere a 2 e 3 anni: il contributo della conoscenza delle emozioni, della teoria della mente e del linguaggio

Conte, E;Grazzani, I;Pepe, A
2018

Abstract

Introduzione: I comportamenti prosociali sono condotte sociali positive volte a beneficiare gli altri senza trarne un vantaggio (Eisenberg et al., 2015). Gli studi hanno mostrato che i comportamenti prosociali correlano positivamente con la conoscenza delle emozioni, la teoria della mente e il linguaggio (Ensor e Hughes, 2005; Girard et al., 2017; Imuta et al., 2016). Tuttavia, è ancora poco chiaro quali siano gli specifici pattern di associazione tra queste abilità e le varie tipologie di comportamento prosociale, dal momento che ognuna di esse si distingue per i processi socio-cognitivi coinvolti nell’azione (Dunfield, 2014). Lo scopo di questo studio è pertanto quello di indagare il contributo di conoscenza delle emozioni, teoria della mente e linguaggio sui comportamenti prosociali di aiuto e condivisione, controllando anche gli effetti di età e genere. Metodo: Sono stati coinvolti 140 bambini di 2 e 3 anni (M = 35.5 mesi; SD = 6.77; 75 femmine, 74 maschi). I comportamenti prosociali sono stati rilevati con la Griglia Osservativa del Comportamento Prosociale, creata ad hoc per questo studio. Ogni bambino è stato osservato 20 minuti durante il gioco libero con i pari. I comportamenti di aiuto sono stati codificati quando il bambino forniva ad un compagno aiuto strumentale o informazioni necessarie per raggiungere un obiettivo (es. aiutare a trasportare una scatola pesante; indicare un gioco che sta cercando), mentre quelli di condivisione quando cedeva una risorsa in suo possesso ad un compagno che la desiderava (es. dare la propria palla ad una bambina che vuole giocarci). Ad ogni bambino è stata inoltre somministrata una batteria di prove: la Puppet Interview (Camodeca e Coppola, 2010) per valutare la conoscenza delle emozioni; i compiti di Desiderio altrui e di Vera credenza (Wellman e Liu, 2004 e Wellman, 1991) come prove di teoria della mente; il PPVT-R (Stella et al., 2000) come misura di linguaggio. Risultati: Le analisi di regressione logistica ordinale hanno mostrato che i comportamenti di aiuto sono determinati in modo statisticamente significativo dalla conoscenza delle emozioni (b = 0.22, p = .006) e dal genere, a favore delle bambine (b=-0.90, p = .027), mentre il linguaggio ha una tendenza alla significatività statistica (b=0.026, p = .069). La varianza dei comportamenti di condivisione, invece, è spiegata in modo statisticamente significativo dalle abilità di teoria della mente (b =0.93, p = .036) e dal linguaggio (b= 0.042, p = .019), mentre l’età gioca un ruolo marginale (b= 0.067, p = .057). Conclusioni: I risultati ottenuti supportano l’idea di comportamento prosociale come costrutto multidimensionale (Dunfield, 2014), infatti le due tipologie di comportamento prosociale hanno pattern di associazione diversi con le abilità prese in esame. Inoltre, i risultati offrono ai professionisti che lavorano con bambini di 2 e 3 anni spunti per progettare programmi di intervento efficaci volti a promuovere i comportamenti prosociali
No
abstract + poster
comportamenti prosociali, cognizione sociale, linguaggio
Italian
Congresso Nazionale AIP, sezione Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione
Conte, E., Grazzani, I., Pepe, A. (2018). Aiutare e condividere a 2 e 3 anni: il contributo della conoscenza delle emozioni, della teoria della mente e del linguaggio. Intervento presentato a: Congresso Nazionale AIP, sezione Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione, Torino, Italia.
Conte, E; Grazzani, I; Pepe, A
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/206066
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