Introduzione. L'AI viene impiegata sempre più frequentemente nei contesti organizzativi, per esempio in processi di feedback e sviluppo professionale (Duan et al., 2021). Il feedback generato dall'AI può essere percepito come coerente e personalizzato (Tong et al., 2021), ma l’origine automatizzata può ridurre la performance (Luo et al., 2020). Secondo la Feedback Intervention Theory (Kluger & DeNisi, 1996), il feedback è più efficace quando non minaccia il sé del ricevente; per questo, l'integrazione di words of affirmation auto-riportate potrebbe favorirne la ricezione. Obiettivi. Lo studio esplora il ruolo della fiducia iniziale verso l’AI nella ricezione di feedback generati artificialmente in un contesto lavorativo reale. In particolare, indaga se operatori con maggiore fiducia verso l’AI mostrino una valutazione più positiva del feedback, maggior performance percepita e readiness to learn nel tempo. In via esplorativa, inoltre, confronta feedback tecnico standard e feedback con words of affirmation. Metodo. È stato condotto uno studio pilota randomizzato di tre settimane presso un call center inbound. I partecipanti (N = 9) sono stati assegnati a una condizione sperimentale (feedback + words of affirmation; n = 4) o di controllo (feedback tecnico; n = 5), con misurazioni in quattro wave (T0–T3). Risultati. Le analisi preliminari mostrano che la fiducia iniziale verso l’AI (T0) è positivamente associata alla performance in-role al T1 e alla readiness to learn al T1. Inoltre, è emersa una relazione positiva con diverse dimensioni della valutazione del feedback nei tempi successivi (es. soddisfazione per la sessione al T3, soddisfazione per il sistema al T2 e T3, utilità del feedback al T2 e T3 e accuratezza al T2). Limiti. La natura pilota e la ridotta numerosità rendono lo studio non generalizzabile. Aspetti innovativi. Lo studio rappresenta un primo tentativo di integrare il tema della fiducia nell’AI nello studio del feedback in un contesto lavorativo reale.
Beretta, E., Simbula, S., Koyuturk, C., Ognibene, D., Gatti, P. (2026). Feedback e intelligenza artificiale nei contesti di lavoro: uno studio pilota. In Libro degli abstract. XXII Congresso Nazionale AIP · Sezione di Psicologia per le Organizzazioni. «L’adiacente possibile» (pp.74-74).
Feedback e intelligenza artificiale nei contesti di lavoro: uno studio pilota
Beretta E
Primo
;Simbula SSecondo
;Koyuturk C;Ognibene D;Gatti PUltimo
2026
Abstract
Introduzione. L'AI viene impiegata sempre più frequentemente nei contesti organizzativi, per esempio in processi di feedback e sviluppo professionale (Duan et al., 2021). Il feedback generato dall'AI può essere percepito come coerente e personalizzato (Tong et al., 2021), ma l’origine automatizzata può ridurre la performance (Luo et al., 2020). Secondo la Feedback Intervention Theory (Kluger & DeNisi, 1996), il feedback è più efficace quando non minaccia il sé del ricevente; per questo, l'integrazione di words of affirmation auto-riportate potrebbe favorirne la ricezione. Obiettivi. Lo studio esplora il ruolo della fiducia iniziale verso l’AI nella ricezione di feedback generati artificialmente in un contesto lavorativo reale. In particolare, indaga se operatori con maggiore fiducia verso l’AI mostrino una valutazione più positiva del feedback, maggior performance percepita e readiness to learn nel tempo. In via esplorativa, inoltre, confronta feedback tecnico standard e feedback con words of affirmation. Metodo. È stato condotto uno studio pilota randomizzato di tre settimane presso un call center inbound. I partecipanti (N = 9) sono stati assegnati a una condizione sperimentale (feedback + words of affirmation; n = 4) o di controllo (feedback tecnico; n = 5), con misurazioni in quattro wave (T0–T3). Risultati. Le analisi preliminari mostrano che la fiducia iniziale verso l’AI (T0) è positivamente associata alla performance in-role al T1 e alla readiness to learn al T1. Inoltre, è emersa una relazione positiva con diverse dimensioni della valutazione del feedback nei tempi successivi (es. soddisfazione per la sessione al T3, soddisfazione per il sistema al T2 e T3, utilità del feedback al T2 e T3 e accuratezza al T2). Limiti. La natura pilota e la ridotta numerosità rendono lo studio non generalizzabile. Aspetti innovativi. Lo studio rappresenta un primo tentativo di integrare il tema della fiducia nell’AI nello studio del feedback in un contesto lavorativo reale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


