La ricerca (PRIN-PNRR “Remploy, Reconsidering Graduate Employability: Educational Pathways for Transitions to Work”), indaga le transizioni dei laureati in pedagogia da e verso il mondo del lavoro. A partire dagli studi italiani sulle professioni educative e dalla letteratura critica sull’employability (O’Neill et al., 2017), la prospettiva sistemica (Galimberti, 2024) configura la transizione come processo situato e stratificato, condizionato dalle relazioni tra stakeholders (università, studenti, laureati, datori di lavoro, politici), dalle specificità formative della disciplina, dalle pratiche socio-culturali e dal ruolo assunto dalle istituzioni nel favorire transizioni significative e soddisfacenti. Ognuno degli attori ha una specifica responsabilità (Cheng et al., 2022; Formenti et al., 2024). L’indagine ha implementato 15 interviste a datori di lavoro, professionisti esperti, docenti accademici e rappresentanti politici e 2 cicli di 3 incontri ciascuno con studenti/esse e neolaureati. Il metodo cooperativo usato per le interviste e gli incontri ha invitato i partecipanti a esplorare l'esperienza personale, le rappresentazioni estetiche e le pratiche legate alla transizione verso ruoli di secondo livello, per costruire una teoria soddisfacente e articolata del fenomeno indagato. I risultati evidenziano la complessità della transizione da e verso il lavoro pedagogico, caratterizzata dal disorientamento, dal frequente ricorso al senso comune, tra aspettative deluse e mancanza di dialogo. I movimenti nella transizione non appaiono lineari e la definizione della figura professionale mantiene una grande opacità nonostante la legge 55/24. I partecipanti hanno intrapreso gli studi di alta formazione pedagogica in momenti diversi della loro vita, con motivazioni e aspettative diverse, spesso arrivando da settori differenti. Ciò merita un approfondimento nell’ottica della personalizzazione e dell’apprendimento permanente. Per quanto riguarda gli ambiti lavorativi, in particolare nel terzo settore la motivazione a formarsi sembra nascere sia da un bisogno di crescita professionale e costruzione di senso, sia dalla ricerca di una maggiore solidità professionale (aspirazione al riconoscimento e avanzamento di carriera), ma ciò si scontra con la prassi degli enti, dove la principale determinante nella promozione a ruoli di coordinamento è l’esperienza pregressa all’interno dello stesso ente a prescindere dalla formazione universitaria, vista talvolta con ambivalenza. I risultati possono aiutare l’università a ripensare il proprio ruolo nei processi di transizione (Sin & Amaral, 2017), favorire il dialogo trasformativo con i datori di lavoro e le istituzioni politiche, immaginare spazi di dialogo riflessivo per supportare transizioni più fluide e significative.
Luraschi, S., Formenti, L., Greggio, G. (2026). Ri-orientare il sistema: il caso dei laureati/e in discipline pedagogiche. In BOOK OF ABSTRACT Convegno Siped 2026 Torino L'università del futuro, il futuro dell'università. Verso un ecosistema dell'apprendimento per la promozione di una cultura della pace, della non violenza e del dialogo (pp.171-171). Torino : Università di Torino e Siped.
Ri-orientare il sistema: il caso dei laureati/e in discipline pedagogiche
Luraschi, S.
Primo
;Formenti, L.
Secondo
;
2026
Abstract
La ricerca (PRIN-PNRR “Remploy, Reconsidering Graduate Employability: Educational Pathways for Transitions to Work”), indaga le transizioni dei laureati in pedagogia da e verso il mondo del lavoro. A partire dagli studi italiani sulle professioni educative e dalla letteratura critica sull’employability (O’Neill et al., 2017), la prospettiva sistemica (Galimberti, 2024) configura la transizione come processo situato e stratificato, condizionato dalle relazioni tra stakeholders (università, studenti, laureati, datori di lavoro, politici), dalle specificità formative della disciplina, dalle pratiche socio-culturali e dal ruolo assunto dalle istituzioni nel favorire transizioni significative e soddisfacenti. Ognuno degli attori ha una specifica responsabilità (Cheng et al., 2022; Formenti et al., 2024). L’indagine ha implementato 15 interviste a datori di lavoro, professionisti esperti, docenti accademici e rappresentanti politici e 2 cicli di 3 incontri ciascuno con studenti/esse e neolaureati. Il metodo cooperativo usato per le interviste e gli incontri ha invitato i partecipanti a esplorare l'esperienza personale, le rappresentazioni estetiche e le pratiche legate alla transizione verso ruoli di secondo livello, per costruire una teoria soddisfacente e articolata del fenomeno indagato. I risultati evidenziano la complessità della transizione da e verso il lavoro pedagogico, caratterizzata dal disorientamento, dal frequente ricorso al senso comune, tra aspettative deluse e mancanza di dialogo. I movimenti nella transizione non appaiono lineari e la definizione della figura professionale mantiene una grande opacità nonostante la legge 55/24. I partecipanti hanno intrapreso gli studi di alta formazione pedagogica in momenti diversi della loro vita, con motivazioni e aspettative diverse, spesso arrivando da settori differenti. Ciò merita un approfondimento nell’ottica della personalizzazione e dell’apprendimento permanente. Per quanto riguarda gli ambiti lavorativi, in particolare nel terzo settore la motivazione a formarsi sembra nascere sia da un bisogno di crescita professionale e costruzione di senso, sia dalla ricerca di una maggiore solidità professionale (aspirazione al riconoscimento e avanzamento di carriera), ma ciò si scontra con la prassi degli enti, dove la principale determinante nella promozione a ruoli di coordinamento è l’esperienza pregressa all’interno dello stesso ente a prescindere dalla formazione universitaria, vista talvolta con ambivalenza. I risultati possono aiutare l’università a ripensare il proprio ruolo nei processi di transizione (Sin & Amaral, 2017), favorire il dialogo trasformativo con i datori di lavoro e le istituzioni politiche, immaginare spazi di dialogo riflessivo per supportare transizioni più fluide e significative.| File | Dimensione | Formato | |
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