Tasso di crescita del PIL superiore al 6% (Buzzanca 2005), ottime università che sfornano, ogni anno oltre 200 mila ingegneri (Rendina 2003), lingua inglese parlata ovunque fluentemente, una popolazione oltre il miliardo di abitanti, con un ceto di nuovi ricchi che raggiungerà, nel giro di 4-5 anni, la rispettabile cifra di 107 milioni di superconsumatori (Bagnoli 2005)… ma anche scarse infrastrutture e problemi di approvvigionamento energetico, forte burocratismo, spiccate disuguaglianze sociali e geografiche, eccessiva regolamentazione del mercato del lavoro (Mutinelli e Rabbiosi 2003b), un’economia nella quale il ruolo dell’agricoltura risulta ancora trainante (Breda 2005): questa è l’India del nuovo millennio, con quell’incredibile gioco di luci ed ombre che, da un lato, colloca il Paese al decimo posto tra le nazioni più industrializzate, ma, dall’altro, rivela i tratti di un’economia che non ha ancora pienamente compiuto il suo cammino di sviluppo. Come si pongono le multinazionali (IMN) italiane dinnanzi a questo gigante in movimento? Scopo del presente lavoro è quello di tracciare un quadro sull’esperienza delle nostre aziende che hanno saputo trovare un passaggio in India, esperienza talvolta scandita da grandi successi, altre volte messa a dura prova dalle contraddizione di un Paese che ha le proporzioni di un continente.

Friso, D., Gattai, V. (2005). Passaggio in India per le multinazionali italiane. ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE, 1, 151-164.

Passaggio in India per le multinazionali italiane

GATTAI, VALERIA
2005

Abstract

Tasso di crescita del PIL superiore al 6% (Buzzanca 2005), ottime università che sfornano, ogni anno oltre 200 mila ingegneri (Rendina 2003), lingua inglese parlata ovunque fluentemente, una popolazione oltre il miliardo di abitanti, con un ceto di nuovi ricchi che raggiungerà, nel giro di 4-5 anni, la rispettabile cifra di 107 milioni di superconsumatori (Bagnoli 2005)… ma anche scarse infrastrutture e problemi di approvvigionamento energetico, forte burocratismo, spiccate disuguaglianze sociali e geografiche, eccessiva regolamentazione del mercato del lavoro (Mutinelli e Rabbiosi 2003b), un’economia nella quale il ruolo dell’agricoltura risulta ancora trainante (Breda 2005): questa è l’India del nuovo millennio, con quell’incredibile gioco di luci ed ombre che, da un lato, colloca il Paese al decimo posto tra le nazioni più industrializzate, ma, dall’altro, rivela i tratti di un’economia che non ha ancora pienamente compiuto il suo cammino di sviluppo. Come si pongono le multinazionali (IMN) italiane dinnanzi a questo gigante in movimento? Scopo del presente lavoro è quello di tracciare un quadro sull’esperienza delle nostre aziende che hanno saputo trovare un passaggio in India, esperienza talvolta scandita da grandi successi, altre volte messa a dura prova dalle contraddizione di un Paese che ha le proporzioni di un continente.
Articolo in rivista - Articolo scientifico
India, investimenti diretti esteri, Italia
Italian
Friso, D., Gattai, V. (2005). Passaggio in India per le multinazionali italiane. ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE, 1, 151-164.
Friso, D; Gattai, V
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