La prefazione presenta il volume Educare all’affettività e alla sessualità come il risultato di un percorso integrato di ricerca, formazione universitaria e dialogo con la società civile. Il progetto, nato da una ricerca promossa dalla Fondazione Una Nessuna Centomila e realizzata presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, muove dalla constatazione della persistente assenza, in Italia, di un’educazione all’affettività e alla sessualità strutturata e comprensiva nelle scuole, in contrasto con gli standard internazionali e con gli impegni derivanti dalle convenzioni ONU ed europee in materia di diritti dell’infanzia, salute, integrità personale e prevenzione della violenza. La ricerca adotta come riferimento il paradigma della Comprehensive Sexuality Education, che considera l’educazione sessuale non soltanto nella sua dimensione biologica e sanitaria, ma anche in quelle emotiva, relazionale, sociale e culturale. Attraverso l’analisi delle linee guida internazionali, il confronto tra undici paesi europei e l’Italia e una serie di interviste a esperti, docenti, attivisti e soggetti politici, lo studio evidenzia il ritardo strutturale italiano e individua pratiche e modelli formativi potenzialmente trasferibili nel contesto nazionale. Dai risultati della ricerca è nato un corso pilota di alta formazione, realizzato tra febbraio e maggio 2026 presso l’Università di Milano-Bicocca e rivolto principalmente a docenti, educatori, educatrici e formatori. Il percorso, interdisciplinare e articolato intorno ai temi dell’affettività, del corpo, dell’identità, dell’inclusione, della violenza di genere, dell’autonomia e del consenso, ha mostrato l’esistenza di una forte domanda di competenze specifiche e la necessità di rendere questa formazione sistematica e replicabile. Da qui deriva la proposta di un modello modulare capace di adattarsi a differenti contesti universitari, scolastici e formativi e di coinvolgere non soltanto chi opera nell’educazione, ma più ampiamente la cittadinanza. Il volume sviluppa quindi una riflessione che intreccia diritto, pedagogia, sociologia, salute, diritti umani e politiche pubbliche. Dopo aver ricostruito il quadro internazionale ed europeo e analizzato il caso italiano, presenta i risultati della ricerca comparativa e le testimonianze degli stakeholder, approfondisce le basi teoriche dell’intervento educativo e propone infine un curriculum operativo per la formazione, corredato da strumenti di monitoraggio e valutazione. Nel suo insieme, il progetto sostiene che l’educazione all’affettività e alla sessualità non possa essere considerata una materia accessoria o affidata esclusivamente alla discrezionalità delle singole scuole, ma costituisca una componente essenziale della tutela dei diritti e della salute delle nuove generazioni, della prevenzione della violenza e della costruzione di relazioni fondate sul rispetto, sul consenso e sull’autonomia. La prospettiva conclusiva è quella di una responsabilità condivisa tra università, scuola, istituzioni, associazioni, famiglie e società civile. In questo quadro, anche l’università è chiamata a uscire dai propri confini e a mettere la ricerca scientifica in relazione con i bisogni sociali e con le trasformazioni che interessano le giovani generazioni, comprese quelle prodotte dall’uso dei social media. Educare all’affettività e alla sessualità assume così una valenza non soltanto educativa e sanitaria, ma anche politica e democratica: significa fornire alle persone strumenti critici per conoscere se stesse, costruire relazioni rispettose, riconoscere e prevenire la violenza ed esercitare consapevolmente libertà, diritti e responsabilità.
Calloni, M., Biffi, E. (2026). Prefazione Affettività e sessualità: una questione accademica e politica.. In E.B. Marina Calloni (a cura di), Educare all’affettività e alla sessualità. Percorsi e proposte, (pp. 7-12). Roma : Castelvecchi.
Prefazione Affettività e sessualità: una questione accademica e politica.
Calloni, M
;Biffi, E.
2026
Abstract
La prefazione presenta il volume Educare all’affettività e alla sessualità come il risultato di un percorso integrato di ricerca, formazione universitaria e dialogo con la società civile. Il progetto, nato da una ricerca promossa dalla Fondazione Una Nessuna Centomila e realizzata presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, muove dalla constatazione della persistente assenza, in Italia, di un’educazione all’affettività e alla sessualità strutturata e comprensiva nelle scuole, in contrasto con gli standard internazionali e con gli impegni derivanti dalle convenzioni ONU ed europee in materia di diritti dell’infanzia, salute, integrità personale e prevenzione della violenza. La ricerca adotta come riferimento il paradigma della Comprehensive Sexuality Education, che considera l’educazione sessuale non soltanto nella sua dimensione biologica e sanitaria, ma anche in quelle emotiva, relazionale, sociale e culturale. Attraverso l’analisi delle linee guida internazionali, il confronto tra undici paesi europei e l’Italia e una serie di interviste a esperti, docenti, attivisti e soggetti politici, lo studio evidenzia il ritardo strutturale italiano e individua pratiche e modelli formativi potenzialmente trasferibili nel contesto nazionale. Dai risultati della ricerca è nato un corso pilota di alta formazione, realizzato tra febbraio e maggio 2026 presso l’Università di Milano-Bicocca e rivolto principalmente a docenti, educatori, educatrici e formatori. Il percorso, interdisciplinare e articolato intorno ai temi dell’affettività, del corpo, dell’identità, dell’inclusione, della violenza di genere, dell’autonomia e del consenso, ha mostrato l’esistenza di una forte domanda di competenze specifiche e la necessità di rendere questa formazione sistematica e replicabile. Da qui deriva la proposta di un modello modulare capace di adattarsi a differenti contesti universitari, scolastici e formativi e di coinvolgere non soltanto chi opera nell’educazione, ma più ampiamente la cittadinanza. Il volume sviluppa quindi una riflessione che intreccia diritto, pedagogia, sociologia, salute, diritti umani e politiche pubbliche. Dopo aver ricostruito il quadro internazionale ed europeo e analizzato il caso italiano, presenta i risultati della ricerca comparativa e le testimonianze degli stakeholder, approfondisce le basi teoriche dell’intervento educativo e propone infine un curriculum operativo per la formazione, corredato da strumenti di monitoraggio e valutazione. Nel suo insieme, il progetto sostiene che l’educazione all’affettività e alla sessualità non possa essere considerata una materia accessoria o affidata esclusivamente alla discrezionalità delle singole scuole, ma costituisca una componente essenziale della tutela dei diritti e della salute delle nuove generazioni, della prevenzione della violenza e della costruzione di relazioni fondate sul rispetto, sul consenso e sull’autonomia. La prospettiva conclusiva è quella di una responsabilità condivisa tra università, scuola, istituzioni, associazioni, famiglie e società civile. In questo quadro, anche l’università è chiamata a uscire dai propri confini e a mettere la ricerca scientifica in relazione con i bisogni sociali e con le trasformazioni che interessano le giovani generazioni, comprese quelle prodotte dall’uso dei social media. Educare all’affettività e alla sessualità assume così una valenza non soltanto educativa e sanitaria, ma anche politica e democratica: significa fornire alle persone strumenti critici per conoscere se stesse, costruire relazioni rispettose, riconoscere e prevenire la violenza ed esercitare consapevolmente libertà, diritti e responsabilità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


