Nel contesto globale attuale, segnato da crisi multiple, il futuro appare come uno spazio conteso tra determinismo e possibilità trasformative, rischiando di essere percepito come già scritto anziché come costruibile collettivamente. In questo scenario, i summit globali e le politiche internazionali sull’educazione, come quelle promosse dalle Nazioni Unite, pongono l’accento sugli obiettivi da raggiungere e sui risultati ottenuti finora. Tuttavia, quali libertà e opportunità sono oggi disponibili per i giovani per rinnovare immaginari alternativi e partecipare attivamente al cambiamento? Ripensare l’educazione, quindi, significa superare modelli trasmissivi, accogliendone la complessità e il potenziale trasformativo. Il paradigma ecologico (Mortari, 2020; Parricchi, 2022) propone un’idea di educazione situata, intrecciata a relazioni e contesti, capace di aprire spazi di possibilità per il futuro. Un’educazione di qualità non trasmette certezze, ma interroga costantemente contenuti, scopi e relazioni (Biesta, 2023), riconoscendo la soggettività e i rischi “belli” dell’educazione come fondamenti della democrazia (Mouffe, 2005; Biesta, 2011). In questa prospettiva, educare è un esercizio critico verso la società e la politica (Peters & Humes, 2003; Rancière, 1995), capace di generare futuri collettivi, democratici e aperti.
Ratotti, M., Montà, C. (2025). (Giovani) futuri: verso soggettività democratiche. CIVITAS EDUCATIONIS, 14(2 (dicembre 2025)), 37-55 [10.7413/2281-9568138].
(Giovani) futuri: verso soggettività democratiche
Ratotti, M
;Montà, C
2025
Abstract
Nel contesto globale attuale, segnato da crisi multiple, il futuro appare come uno spazio conteso tra determinismo e possibilità trasformative, rischiando di essere percepito come già scritto anziché come costruibile collettivamente. In questo scenario, i summit globali e le politiche internazionali sull’educazione, come quelle promosse dalle Nazioni Unite, pongono l’accento sugli obiettivi da raggiungere e sui risultati ottenuti finora. Tuttavia, quali libertà e opportunità sono oggi disponibili per i giovani per rinnovare immaginari alternativi e partecipare attivamente al cambiamento? Ripensare l’educazione, quindi, significa superare modelli trasmissivi, accogliendone la complessità e il potenziale trasformativo. Il paradigma ecologico (Mortari, 2020; Parricchi, 2022) propone un’idea di educazione situata, intrecciata a relazioni e contesti, capace di aprire spazi di possibilità per il futuro. Un’educazione di qualità non trasmette certezze, ma interroga costantemente contenuti, scopi e relazioni (Biesta, 2023), riconoscendo la soggettività e i rischi “belli” dell’educazione come fondamenti della democrazia (Mouffe, 2005; Biesta, 2011). In questa prospettiva, educare è un esercizio critico verso la società e la politica (Peters & Humes, 2003; Rancière, 1995), capace di generare futuri collettivi, democratici e aperti.| File | Dimensione | Formato | |
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