In un contesto attuale in cui il disagio e la salute mentale degli adolescenti rappresentano una sfida educativa e sociale sempre più urgente, la formazione degli insegnanti che affronti tali temi assume una rilevanza crescente. Infatti, promuovere il ben-essere e prevenire il disagio non possono più essere considerati dei compiti accessori della scuola, ma impegni educativi quotidiani che interpellano il mondo adulto e, in particolare, la professionalità docente. Il presente contributo intende presentare un’esperienza formativa svolta presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nell’ambito dell’insegnamento di “Pedagogia dell’adolescenza nella scuola come ambiente di apprendimento: tra bisogni educativi e prevenzione del disagio scolastico”, nell’anno accademico 2024/2025, rivolta agli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado (classe di concorso A1) nei percorsi abilitanti. Il percorso si è articolato in tre incontri che hanno integrato momenti teorici, attività interattive, narrative e art-based: dalla rilettura autobiografica della propria adolescenza, alla condivisione di esperienze legate alla salute mentale, fino alla riflessione collaborativa di azioni per la promozione del ben-essere a scuola. L’assunto di fondo è che per poter lavorare sul ben-essere degli studenti, i docenti in formazione debbano intraprendere un percorso di consapevolezza rispetto ai propri vissuti, rappresentazioni e precomprensioni legate all’adolescenza, al disagio e al significato del lavoro educativo in relazione a queste tematiche. In questa prospettiva, la formazione – in linea con un approccio fenomenologico – è stata concepita come processo di costruzione di significato e di dialogo, un tempo e uno spazio intenzionalmente educativo di ascolto reciproco tra soggetti narranti, in cui l’esperienza individuale si trasforma in sapere pedagogico condiviso. L’obiettivo era ampliare la prospettiva pedagogica dei partecipanti sull’adolescenza e sul disagio, rafforzando la consapevolezza del proprio ruolo educativo nel sostenere la salute mentale e prevenire il disagio: un impegno che si realizza nella quotidianità scolastica, dove l’insegnante diventa protagonista di un’azione educativa capace di accompagnare gli studenti nell’apertura a nuove possibilità e progettualità, a un loro dialogo col mondo.
Daniele, K. (2026). Lavorare sulla salute mentale e sul disagio degli adolescenti nella formazione degli insegnanti: un’esperienza nei percorsi abilitanti dell’Università di Milano-Bicocca. In Book of Abstract Convegno Nazionale Siped Torino (pp.98-98).
Lavorare sulla salute mentale e sul disagio degli adolescenti nella formazione degli insegnanti: un’esperienza nei percorsi abilitanti dell’Università di Milano-Bicocca
Daniele K.
2026
Abstract
In un contesto attuale in cui il disagio e la salute mentale degli adolescenti rappresentano una sfida educativa e sociale sempre più urgente, la formazione degli insegnanti che affronti tali temi assume una rilevanza crescente. Infatti, promuovere il ben-essere e prevenire il disagio non possono più essere considerati dei compiti accessori della scuola, ma impegni educativi quotidiani che interpellano il mondo adulto e, in particolare, la professionalità docente. Il presente contributo intende presentare un’esperienza formativa svolta presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nell’ambito dell’insegnamento di “Pedagogia dell’adolescenza nella scuola come ambiente di apprendimento: tra bisogni educativi e prevenzione del disagio scolastico”, nell’anno accademico 2024/2025, rivolta agli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado (classe di concorso A1) nei percorsi abilitanti. Il percorso si è articolato in tre incontri che hanno integrato momenti teorici, attività interattive, narrative e art-based: dalla rilettura autobiografica della propria adolescenza, alla condivisione di esperienze legate alla salute mentale, fino alla riflessione collaborativa di azioni per la promozione del ben-essere a scuola. L’assunto di fondo è che per poter lavorare sul ben-essere degli studenti, i docenti in formazione debbano intraprendere un percorso di consapevolezza rispetto ai propri vissuti, rappresentazioni e precomprensioni legate all’adolescenza, al disagio e al significato del lavoro educativo in relazione a queste tematiche. In questa prospettiva, la formazione – in linea con un approccio fenomenologico – è stata concepita come processo di costruzione di significato e di dialogo, un tempo e uno spazio intenzionalmente educativo di ascolto reciproco tra soggetti narranti, in cui l’esperienza individuale si trasforma in sapere pedagogico condiviso. L’obiettivo era ampliare la prospettiva pedagogica dei partecipanti sull’adolescenza e sul disagio, rafforzando la consapevolezza del proprio ruolo educativo nel sostenere la salute mentale e prevenire il disagio: un impegno che si realizza nella quotidianità scolastica, dove l’insegnante diventa protagonista di un’azione educativa capace di accompagnare gli studenti nell’apertura a nuove possibilità e progettualità, a un loro dialogo col mondo.| File | Dimensione | Formato | |
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