Pensare, progettare e allestire delle esperienze educative mantenendo un focus specifico sulle emergenze ambientali e sulle sfide poste dalla transizione ecologica richiede una particolare attenzione a identificare, descrivere, comprendere e decostruire i dispositivi che hanno prodotto l’attuale crisi sociale ed eco-climatica. Sono proprio questi dispositivi, infatti, che costituiscono oggi il nucleo più problematico da affrontare se si intende promuovere un differente rapporto con gli ecosistemi e con gli altri esseri viventi. Da questo punto di vista, è possibile sostenere che la crisi in atto dipenda dalla combinazione di molteplici fattori (sociali, psichici, materiali, simbolici, politici) con diverse premesse di pensiero anti-ecologiche, che alimentano un immaginario collettivo dualista (che disgiunge e oppone rigidamente natura e società), antropocentrico (che conduce a percepirsi nettamente separati e superiori rispetto alle altre forme di vita) e tecnocratico (che spinge l’umano a illudersi di poter dominare la natura attraverso gli apparati tecnici), incarnato in un sistema neoliberista che produce mercificazione, sfruttamento, marginalizzazione e oppressione di umani e non-umani. Sviluppare un’educazione ecologica significa allora anzitutto problematizzare criticamente le cause materiali e discorsive della crisi socio-eco-climatica che stiamo attraversando e ampliare l’orizzonte immaginativo dei soggetti per costruire creativamente delle alternative sostenibili. Muovendo dallo scenario culturale e teorico sinteticamente richiamato, ci si intende soffermare sulle premesse anti-ecologiche del pensiero diffuso per mostrarne le implicazioni formative e l’incidenza rispetto alle emergenze ambientali.
Ferrante, A. (2025). Educare a comprendere le connessioni tra emergenze ambientali e pensiero anti-ecologico. In M. Parricchi, P. Malavasi (a cura di), Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale (pp. 156-160). Lecce : Pensa Multimedia.
Educare a comprendere le connessioni tra emergenze ambientali e pensiero anti-ecologico
Ferrante, A
2025
Abstract
Pensare, progettare e allestire delle esperienze educative mantenendo un focus specifico sulle emergenze ambientali e sulle sfide poste dalla transizione ecologica richiede una particolare attenzione a identificare, descrivere, comprendere e decostruire i dispositivi che hanno prodotto l’attuale crisi sociale ed eco-climatica. Sono proprio questi dispositivi, infatti, che costituiscono oggi il nucleo più problematico da affrontare se si intende promuovere un differente rapporto con gli ecosistemi e con gli altri esseri viventi. Da questo punto di vista, è possibile sostenere che la crisi in atto dipenda dalla combinazione di molteplici fattori (sociali, psichici, materiali, simbolici, politici) con diverse premesse di pensiero anti-ecologiche, che alimentano un immaginario collettivo dualista (che disgiunge e oppone rigidamente natura e società), antropocentrico (che conduce a percepirsi nettamente separati e superiori rispetto alle altre forme di vita) e tecnocratico (che spinge l’umano a illudersi di poter dominare la natura attraverso gli apparati tecnici), incarnato in un sistema neoliberista che produce mercificazione, sfruttamento, marginalizzazione e oppressione di umani e non-umani. Sviluppare un’educazione ecologica significa allora anzitutto problematizzare criticamente le cause materiali e discorsive della crisi socio-eco-climatica che stiamo attraversando e ampliare l’orizzonte immaginativo dei soggetti per costruire creativamente delle alternative sostenibili. Muovendo dallo scenario culturale e teorico sinteticamente richiamato, ci si intende soffermare sulle premesse anti-ecologiche del pensiero diffuso per mostrarne le implicazioni formative e l’incidenza rispetto alle emergenze ambientali.| File | Dimensione | Formato | |
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