Il presente contributo, di carattere storico-pedagogico, ha ad oggetto la colonia litoranea “Edoardo Agnelli” di Marina di Massa (Toscana) e la colonia montana “Tina Nasi Agnelli” di Sauze d'Oulx (Piemonte): costruite dall’azienda automobilistica Fiat nel periodo fascista (rispettivamente nel 1933 e nel 1937), esse presentano un interessante intreccio tra la configurazione architettonica e le pratiche educative succedutesi nelle varie epoche. Imponenti torri cilindriche che si stagliano nel paesaggio, le due colonie sono strutturate al loro interno come un panopticon, funzionale al continuo controllo di bambini e adulti: un assetto fortemente suggestivo, che ha rappresentato una parte significativa della capillare strategia di indottrinamento dei bambini ai principi del fascismo, secondo il progetto di una pedagogia autoritaria che mirava a plasmare una nuova umanità. Anche nei decenni successivi alla caduta del regime la particolare articolazione degli spazi ha conferito una decisa impronta alla vita nelle due colonie, che hanno continuato per decenni a costituire il teatro di un dispositivo pedagogico di tipo disciplinare, che imponeva all’individuo comportamenti e posture, in una sorta di preciso congegno che evocava la catena di montaggio della fabbrica di automobili. Un cambiamento si è avviato solo a partire dagli anni Settanta, quando, in un panorama extrascolastico ormai orientato verso l’attivismo, le due colonie hanno iniziato una lenta transizione verso un approccio più democratico e attento alle esigenze del singolo bambino; la forte matrice fascista delle strutture, unita al permanere di un approccio paternalistico e fortemente gerarchico dell’azienda, ha tuttavia continuato ad esercitare una notevole influenza sulle proposte educative. La struttura di Sauze d'Oulx negli anni Novanta ha infine mutato destinazione d’uso, divenendo un hotel di lusso, dopo una rivoluzione degli spazi interni; la colonia di Marina di Massa accoglie invece tuttora numerosi gruppi di minori: recentemente, l’edificio è stato però interessato da un intervento volto a rimodulare in senso più privato gli spazi di vita, ponendo così fine al pervasivo e indagatore incrocio di sguardi caro all’epoca fascista, ma suscitando nel contempo riflessioni riguardanti il modo di intendere oggi la vita comunitaria e la prossimità.

Comerio, L. (2022). "L’intreccio tra pratiche educative e architetture nelle colonie Fiat di Marina di Massa e Sauze d'Oulx (Italia)", presentato in inglese con il titolo "The intertwining of educational practices and architecture in the Fiat colonies of Marina di Massa and Sauze d'Oulx (Italy)".. Intervento presentato a: Journées d’études internationales “Architectures du tourisme social : histoire(s) et devenirs”, Nantes, Francia.

"L’intreccio tra pratiche educative e architetture nelle colonie Fiat di Marina di Massa e Sauze d'Oulx (Italia)", presentato in inglese con il titolo "The intertwining of educational practices and architecture in the Fiat colonies of Marina di Massa and Sauze d'Oulx (Italy)".

Comerio, L
2022

Abstract

Il presente contributo, di carattere storico-pedagogico, ha ad oggetto la colonia litoranea “Edoardo Agnelli” di Marina di Massa (Toscana) e la colonia montana “Tina Nasi Agnelli” di Sauze d'Oulx (Piemonte): costruite dall’azienda automobilistica Fiat nel periodo fascista (rispettivamente nel 1933 e nel 1937), esse presentano un interessante intreccio tra la configurazione architettonica e le pratiche educative succedutesi nelle varie epoche. Imponenti torri cilindriche che si stagliano nel paesaggio, le due colonie sono strutturate al loro interno come un panopticon, funzionale al continuo controllo di bambini e adulti: un assetto fortemente suggestivo, che ha rappresentato una parte significativa della capillare strategia di indottrinamento dei bambini ai principi del fascismo, secondo il progetto di una pedagogia autoritaria che mirava a plasmare una nuova umanità. Anche nei decenni successivi alla caduta del regime la particolare articolazione degli spazi ha conferito una decisa impronta alla vita nelle due colonie, che hanno continuato per decenni a costituire il teatro di un dispositivo pedagogico di tipo disciplinare, che imponeva all’individuo comportamenti e posture, in una sorta di preciso congegno che evocava la catena di montaggio della fabbrica di automobili. Un cambiamento si è avviato solo a partire dagli anni Settanta, quando, in un panorama extrascolastico ormai orientato verso l’attivismo, le due colonie hanno iniziato una lenta transizione verso un approccio più democratico e attento alle esigenze del singolo bambino; la forte matrice fascista delle strutture, unita al permanere di un approccio paternalistico e fortemente gerarchico dell’azienda, ha tuttavia continuato ad esercitare una notevole influenza sulle proposte educative. La struttura di Sauze d'Oulx negli anni Novanta ha infine mutato destinazione d’uso, divenendo un hotel di lusso, dopo una rivoluzione degli spazi interni; la colonia di Marina di Massa accoglie invece tuttora numerosi gruppi di minori: recentemente, l’edificio è stato però interessato da un intervento volto a rimodulare in senso più privato gli spazi di vita, ponendo così fine al pervasivo e indagatore incrocio di sguardi caro all’epoca fascista, ma suscitando nel contempo riflessioni riguardanti il modo di intendere oggi la vita comunitaria e la prossimità.
No
abstract + slide
Scientifica
holiday colonies; Fiat; architecture; extracurricular education; Panopticon.
colonie di vacanza; Fiat; architettura; educazione extrascolastica; Panopticon.
English
Italian
Journées d’études internationales “Architectures du tourisme social : histoire(s) et devenirs”
Comerio, L. (2022). "L’intreccio tra pratiche educative e architetture nelle colonie Fiat di Marina di Massa e Sauze d'Oulx (Italia)", presentato in inglese con il titolo "The intertwining of educational practices and architecture in the Fiat colonies of Marina di Massa and Sauze d'Oulx (Italy)".. Intervento presentato a: Journées d’études internationales “Architectures du tourisme social : histoire(s) et devenirs”, Nantes, Francia.
Comerio, L
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