Il presente lavoro prende le mosse dalla dispersione scolastica (Batini, Bartolucci, 2016; Benvenuto, 2011), fenomeno multifattoriale diffuso ampiamente in Italia (MIUR, 2018). Il framework teorico emergente è quello della Social Justice Education di ascendenza critico-radicale, con particolare riguardo all’approccio di Cochran-Smith (2004) nella Teacher Education. Più in generale, la ricerca assume come modello il paradigma del problematicismo pedagogico (Baldacci, 2017; 2019), che pone la questione storico-pratica oggetto di studio al centro di una continua tensione epistemica fra teoria e prassi. Il lavoro del secondo anno è stato guidato dalla seguente domanda di ricerca: quali sono le condizioni o variabili di contesto necessarie per attivare interventi socio-educativi complessi rivolti a studenti fra i 13 e i 16 anni in condizione di svantaggio socio-culturale? La discussione di alcuni primi risultati ha poi delineato alcune nuove direttrici di sviluppo. Quali strategie e strumenti didattici risultano più efficaci per il target considerato? Da una prospettiva problematicista, è possibile ipotizzare una decostruzione del concetto di “dispersione” e della sua sfera semantica, verso una sua ri-semantizzazione in chiave di giustizia sociale ed equità? La scelta del contesto di ricerca è ricaduta sulle scuole popolari e della seconda occasione (Secci, 2017; Brighenti, 2009), in particolare sulla Scuola Popolare gestita dall’Associazione “Antonia Vita” di Monza, con cui l’Università Bicocca ha stipulato una collaborazione triennale. Nata nel 1996 in seno all’Associazione, la Scuola accoglie ogni anno una classe di studenti (di solito fra i 10 e i 15 ragazzi) ai margini o in difficoltà, allo scopo di far conseguire loro la licenza secondaria di I grado. Si tratta di studenti multiproblematici, segnalati come possibili beneficiari del percorso popolare dalle scuole stesse o, più raramente, dagli assistenti sociali, che la Scuola cerca di coinvolgere attivamente attraverso una didattica personalizzata e laboratoriale. Il progetto sta portando avanti un intrinsic case study (Yin, 2006) con oggetto la Scuola Popolare nel suo complesso, iniziato a ottobre 2020. Il disegno di ricerca relativo allo studio di caso si articola in due fasi: 1. conoscenza del caso; 2. interventi di ricerca-azione partecipata. La prima fase si è aperta con un periodo di ambientamento, durante il quale sono state condotte:  la raccolta della documentazione;  una prima mappatura dei servizi di prevenzione/contrasto alla dispersione a Monza e Milano. La fase conoscitiva implica l’uso di diversi strumenti di ricerca:  osservazioni partecipanti;  interviste semi-strutturate (Tusini, 2015), condotte in presenza e via Google Meet per un totale di circa 50 videoregistrazioni, rivolte a:  direttrice, coordinatrice ed educatori della Scuola;  conduttori dei laboratori;  insegnanti (volontari) delle diverse discipline;  studenti della classe, in tutto 12;  dirigenti e docenti delle scuole di appartenenza;  focus group. La metodologia di ricerca è la Grounded Theory socio-costruttivista, declinata secondo la critical inquiry (Charmaz, 2014; 2017); si userà il software ATLAS.ti per analizzare i dati. La seconda fase prevede due ricerche-azione: 1. una ricerca-formazione, co-progettata con l’équipe (Asquini, 2018; Cochran-Smith, 2020), per ideare e realizzare strumenti di osservazione e valutazione di processi e prassi didattiche; 2. una ricerca-intervento, così articolata:  un laboratorio di scrittura rivolto sia agli studenti sia a educatori e docenti, per pubblicare presso Fabbrica dei Segni un libro collettivo dedicato all’educazione;  un laboratorio di robotica educativa (7 incontri in tutto) all’interno del Progetto C4S (www.communities-for-sciences.eu), per esaminare la mediazione dell’adulto esperto (Damiano, 2013) e il peer tutoring in contesti di deprivazione socio-culturale. Per studiare le discussioni videoregistrate occorse in classe durante gli interventi di ricerca-azione, si prevede di ricorrere a SOFC-Strumento per l’Osservazione delle Funzioni Comunicative in classe.Allo stato presente è stato definito l’orizzonte teorico ed è stata portata a termine la literature review, per un totale di circa 250 titoli ritenuti idonei. Si prevede di ultimare la raccolta dati e la ricerca-azione entro luglio 2021. Il terzo anno sarà quindi dedicato all’analisi dei dati e alla restituzione di alcuni risultati. L’attesa principale è arrivare a delineare una nuova prospettiva critica di prevenzione al rischio educativo dei minori tra i 13 e i 16 anni d’età, alla luce di una ri-semantizzazione delle logiche educativo-didattiche fondate sulla competitività e sul mercato in cui trova posto il concetto stesso di “dispersione scolastica”. La tesi intende inoltre pervenire alla realizzazione di strumenti di lavoro che impattino sulla pratica.

Cotza, V. (2021). Minori a rischio ed educazione popolare. Uno studio di caso per una nuova prospettiva critico-radicale. Intervento presentato a: XV Seminario Dottorandi SIRD. La ricerca nelle scuole di dottorato in Italia. Dottorandi e docenti a confronto, Online.

Minori a rischio ed educazione popolare. Uno studio di caso per una nuova prospettiva critico-radicale

Cotza, V
2021

Abstract

Il presente lavoro prende le mosse dalla dispersione scolastica (Batini, Bartolucci, 2016; Benvenuto, 2011), fenomeno multifattoriale diffuso ampiamente in Italia (MIUR, 2018). Il framework teorico emergente è quello della Social Justice Education di ascendenza critico-radicale, con particolare riguardo all’approccio di Cochran-Smith (2004) nella Teacher Education. Più in generale, la ricerca assume come modello il paradigma del problematicismo pedagogico (Baldacci, 2017; 2019), che pone la questione storico-pratica oggetto di studio al centro di una continua tensione epistemica fra teoria e prassi. Il lavoro del secondo anno è stato guidato dalla seguente domanda di ricerca: quali sono le condizioni o variabili di contesto necessarie per attivare interventi socio-educativi complessi rivolti a studenti fra i 13 e i 16 anni in condizione di svantaggio socio-culturale? La discussione di alcuni primi risultati ha poi delineato alcune nuove direttrici di sviluppo. Quali strategie e strumenti didattici risultano più efficaci per il target considerato? Da una prospettiva problematicista, è possibile ipotizzare una decostruzione del concetto di “dispersione” e della sua sfera semantica, verso una sua ri-semantizzazione in chiave di giustizia sociale ed equità? La scelta del contesto di ricerca è ricaduta sulle scuole popolari e della seconda occasione (Secci, 2017; Brighenti, 2009), in particolare sulla Scuola Popolare gestita dall’Associazione “Antonia Vita” di Monza, con cui l’Università Bicocca ha stipulato una collaborazione triennale. Nata nel 1996 in seno all’Associazione, la Scuola accoglie ogni anno una classe di studenti (di solito fra i 10 e i 15 ragazzi) ai margini o in difficoltà, allo scopo di far conseguire loro la licenza secondaria di I grado. Si tratta di studenti multiproblematici, segnalati come possibili beneficiari del percorso popolare dalle scuole stesse o, più raramente, dagli assistenti sociali, che la Scuola cerca di coinvolgere attivamente attraverso una didattica personalizzata e laboratoriale. Il progetto sta portando avanti un intrinsic case study (Yin, 2006) con oggetto la Scuola Popolare nel suo complesso, iniziato a ottobre 2020. Il disegno di ricerca relativo allo studio di caso si articola in due fasi: 1. conoscenza del caso; 2. interventi di ricerca-azione partecipata. La prima fase si è aperta con un periodo di ambientamento, durante il quale sono state condotte:  la raccolta della documentazione;  una prima mappatura dei servizi di prevenzione/contrasto alla dispersione a Monza e Milano. La fase conoscitiva implica l’uso di diversi strumenti di ricerca:  osservazioni partecipanti;  interviste semi-strutturate (Tusini, 2015), condotte in presenza e via Google Meet per un totale di circa 50 videoregistrazioni, rivolte a:  direttrice, coordinatrice ed educatori della Scuola;  conduttori dei laboratori;  insegnanti (volontari) delle diverse discipline;  studenti della classe, in tutto 12;  dirigenti e docenti delle scuole di appartenenza;  focus group. La metodologia di ricerca è la Grounded Theory socio-costruttivista, declinata secondo la critical inquiry (Charmaz, 2014; 2017); si userà il software ATLAS.ti per analizzare i dati. La seconda fase prevede due ricerche-azione: 1. una ricerca-formazione, co-progettata con l’équipe (Asquini, 2018; Cochran-Smith, 2020), per ideare e realizzare strumenti di osservazione e valutazione di processi e prassi didattiche; 2. una ricerca-intervento, così articolata:  un laboratorio di scrittura rivolto sia agli studenti sia a educatori e docenti, per pubblicare presso Fabbrica dei Segni un libro collettivo dedicato all’educazione;  un laboratorio di robotica educativa (7 incontri in tutto) all’interno del Progetto C4S (www.communities-for-sciences.eu), per esaminare la mediazione dell’adulto esperto (Damiano, 2013) e il peer tutoring in contesti di deprivazione socio-culturale. Per studiare le discussioni videoregistrate occorse in classe durante gli interventi di ricerca-azione, si prevede di ricorrere a SOFC-Strumento per l’Osservazione delle Funzioni Comunicative in classe.Allo stato presente è stato definito l’orizzonte teorico ed è stata portata a termine la literature review, per un totale di circa 250 titoli ritenuti idonei. Si prevede di ultimare la raccolta dati e la ricerca-azione entro luglio 2021. Il terzo anno sarà quindi dedicato all’analisi dei dati e alla restituzione di alcuni risultati. L’attesa principale è arrivare a delineare una nuova prospettiva critica di prevenzione al rischio educativo dei minori tra i 13 e i 16 anni d’età, alla luce di una ri-semantizzazione delle logiche educativo-didattiche fondate sulla competitività e sul mercato in cui trova posto il concetto stesso di “dispersione scolastica”. La tesi intende inoltre pervenire alla realizzazione di strumenti di lavoro che impattino sulla pratica.
No
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Scientifica
Dispersione scolastica, Scuole popolari e della seconda opportunità, Problematicismo, Giustizia sociale, Teacher Education
Italian
XV Seminario Dottorandi SIRD. La ricerca nelle scuole di dottorato in Italia. Dottorandi e docenti a confronto
https://www.sird.it/blog/2021/04/27/xv-seminario-sird/
Cotza, V. (2021). Minori a rischio ed educazione popolare. Uno studio di caso per una nuova prospettiva critico-radicale. Intervento presentato a: XV Seminario Dottorandi SIRD. La ricerca nelle scuole di dottorato in Italia. Dottorandi e docenti a confronto, Online.
Cotza, V
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