L’idea di una infanzia archetipica ha radici antichissime nelle religioni, nei miti e in ogni forma di cultura. Abbiamo ogni giorno davanti agli occhi la commercializzazione e la strumentalizzazione dell’idea di infanzia, mentre resta in ombra la sua celebrazione nel mondo artistico, che ne ha tutt’altro rispetto. Quando si progettano percorsi di formazione, è sempre latente un'idea di infanzia che orienta e dispone ogni pensiero e ogni azione. Pensiamo che sia necessario in questo momento di crisi educativa nutrire l’immaginario riguardo all'infanzia, per garantire la complessità che essa custodisce. In particolare nelle immagini dell'infanzia che gioca siamo abbagliati da pregiudizi che tendono a semplificare e moralizzare il gioco distinguendo tra buon gioco (collaborativo, educativo, ...) e gioco nefasto (violento, alienante, ...). Negli anni abbiamo raccolto un sapere dalle opere d’arte che tematizzano l’infanzia che gioca sia con lo studio sia con la prassi educativa e formativa nei più diversi contesti, stando a contatto con i bambini e con gli adulti che con i bambini hanno a che fare, ma anche e soprattutto leggendo tra le maglie dell’educazione il basso continuo di una qualità infante presente in tutte le età della vita. Il poster si articola intorno alle immagini d'infanzia presenti nel contenitore simbolico del gioco, in qualità di ambito privilegiato per trasformare i pregiudizi in occasioni di scoperta rivoluzionaria.

Antonacci, F., De Lorenzo, I., Micheli, N., Morgigno, T., Negri, F., Riva, S., et al. (2015). Le immagini dell'infanzia che gioca. Oltre il pregiudizio per scoprirne il valore rivoluzionario. In Raccolta degli Abstract per la Giornata dei Poster sulla Ricerca.

Le immagini dell'infanzia che gioca. Oltre il pregiudizio per scoprirne il valore rivoluzionario

Antonacci, F;De Lorenzo, I;Micheli, N;Morgigno, T;Negri, F;Rossoni, E;Schiavone, G;
2015

Abstract

L’idea di una infanzia archetipica ha radici antichissime nelle religioni, nei miti e in ogni forma di cultura. Abbiamo ogni giorno davanti agli occhi la commercializzazione e la strumentalizzazione dell’idea di infanzia, mentre resta in ombra la sua celebrazione nel mondo artistico, che ne ha tutt’altro rispetto. Quando si progettano percorsi di formazione, è sempre latente un'idea di infanzia che orienta e dispone ogni pensiero e ogni azione. Pensiamo che sia necessario in questo momento di crisi educativa nutrire l’immaginario riguardo all'infanzia, per garantire la complessità che essa custodisce. In particolare nelle immagini dell'infanzia che gioca siamo abbagliati da pregiudizi che tendono a semplificare e moralizzare il gioco distinguendo tra buon gioco (collaborativo, educativo, ...) e gioco nefasto (violento, alienante, ...). Negli anni abbiamo raccolto un sapere dalle opere d’arte che tematizzano l’infanzia che gioca sia con lo studio sia con la prassi educativa e formativa nei più diversi contesti, stando a contatto con i bambini e con gli adulti che con i bambini hanno a che fare, ma anche e soprattutto leggendo tra le maglie dell’educazione il basso continuo di una qualità infante presente in tutte le età della vita. Il poster si articola intorno alle immagini d'infanzia presenti nel contenitore simbolico del gioco, in qualità di ambito privilegiato per trasformare i pregiudizi in occasioni di scoperta rivoluzionaria.
No
poster
Gioco; educazione; immaginazione; arte; linguaggio simbolico
Italian
Giornata dei Poster sulla ricerca del Dipartimento di Scienze umane per la formazione Riccardo Massa
Antonacci, F., De Lorenzo, I., Micheli, N., Morgigno, T., Negri, F., Riva, S., et al. (2015). Le immagini dell'infanzia che gioca. Oltre il pregiudizio per scoprirne il valore rivoluzionario. In Raccolta degli Abstract per la Giornata dei Poster sulla Ricerca.
Antonacci, F; De Lorenzo, I; Micheli, N; Morgigno, T; Negri, F; Riva, S; Rossoni, E; Schiavone, G; Sesanna, S; Tartari, J
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/81808
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