La questione dell’origine – o, per meglio dire, della cesura all’origine - appare al cuore della costruzione identitaria dei figli adottivi. Questo è ciò che emerge dai più recenti studi, antropologici e non, sull’argomento e dall’indagine etnografica dei discorsi, delle rappresentazioni e delle pratiche dei gruppi o delle associazioni di adottivi presenti sulla scena pubblica dei cosiddetti paesi ‘riceventi’ in Occidente. Le discipline maggiormente coinvolte nell’istituzione e nella gestione dell’apparentamento adottivo, principalmente le cosiddette scienze ‘psy’, sembrano aver adottato al riguardo tecniche preventivo-riparative, allertando soprattutto i genitori adottivi (ma anche la scuola) sui possibili effetti destabilizzanti di una frattura emotivamente difficile da comprendere e giustificare, poiché fondante, in senso psicologico (e culturale), lo stesso legame di filiazione, e dunque l’identità e l’appartenenza della persona. Utilizzando la prospettiva etno-antropologica, il mio contributo intende proporre una riflessione sulla ‘rivendicazione’ alle origini quale aspetto intrinseco al dispositivo occidentale dell’adozione, declinando - in senso culturale - le dimensioni dell’incompletezza e dell’appartenenza e la loro costruzione a partire dalla dicotomia natura-cultura, con particolare riferimento al campo domestico e ai legami di parentela. In questa cornice, la ricomposizione identitaria messa in campo dai figli adottivi sembra scaturire da una tensione poietica agita nell'aspirazione ad una completezza, desiderata ma mai completamente raggiunta. E tuttavia, come mostrano i dati etnografici, questa condizione di frammentazione identitaria dettata dalla percezione di incompiutezza, orienta verso una più densa interazione dialogica con l’esterno attraverso cui i figli adottivi si producono, in modo creativo, come soggetti dalle appartenenze multiple ma intrinsecamente coerenti, dando così forma a nuove attribuzioni di senso dell’essere parenti e dello stare nella parentela.

DI SILVIO, R. (2013). 'Qualcuno che ha la mia stessa faccia'. Ricerca delle origini e filiazione adottiva nella prospettiva antropologica. In R. Pregliasco (a cura di), Alla ricerca delle proprie origini. Roma : Carocci.

'Qualcuno che ha la mia stessa faccia'. Ricerca delle origini e filiazione adottiva nella prospettiva antropologica

DI SILVIO, ROSSANA
Primo
2013

Abstract

La questione dell’origine – o, per meglio dire, della cesura all’origine - appare al cuore della costruzione identitaria dei figli adottivi. Questo è ciò che emerge dai più recenti studi, antropologici e non, sull’argomento e dall’indagine etnografica dei discorsi, delle rappresentazioni e delle pratiche dei gruppi o delle associazioni di adottivi presenti sulla scena pubblica dei cosiddetti paesi ‘riceventi’ in Occidente. Le discipline maggiormente coinvolte nell’istituzione e nella gestione dell’apparentamento adottivo, principalmente le cosiddette scienze ‘psy’, sembrano aver adottato al riguardo tecniche preventivo-riparative, allertando soprattutto i genitori adottivi (ma anche la scuola) sui possibili effetti destabilizzanti di una frattura emotivamente difficile da comprendere e giustificare, poiché fondante, in senso psicologico (e culturale), lo stesso legame di filiazione, e dunque l’identità e l’appartenenza della persona. Utilizzando la prospettiva etno-antropologica, il mio contributo intende proporre una riflessione sulla ‘rivendicazione’ alle origini quale aspetto intrinseco al dispositivo occidentale dell’adozione, declinando - in senso culturale - le dimensioni dell’incompletezza e dell’appartenenza e la loro costruzione a partire dalla dicotomia natura-cultura, con particolare riferimento al campo domestico e ai legami di parentela. In questa cornice, la ricomposizione identitaria messa in campo dai figli adottivi sembra scaturire da una tensione poietica agita nell'aspirazione ad una completezza, desiderata ma mai completamente raggiunta. E tuttavia, come mostrano i dati etnografici, questa condizione di frammentazione identitaria dettata dalla percezione di incompiutezza, orienta verso una più densa interazione dialogica con l’esterno attraverso cui i figli adottivi si producono, in modo creativo, come soggetti dalle appartenenze multiple ma intrinsecamente coerenti, dando così forma a nuove attribuzioni di senso dell’essere parenti e dello stare nella parentela.
Capitolo o saggio
adozioni transnazionali, famiglia, origini, triade adottiva
Italian
Alla ricerca delle proprie origini
DI SILVIO, R. (2013). 'Qualcuno che ha la mia stessa faccia'. Ricerca delle origini e filiazione adottiva nella prospettiva antropologica. In R. Pregliasco (a cura di), Alla ricerca delle proprie origini. Roma : Carocci.
DI SILVIO, R
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