The essay focuses on human self-understanding as it arises from out of the experience of nature — the experience of a relatedness to nature that is at once a belonging in nature. At stake, then, is not a conceptual approach to the question of nature but rather the emergence of the human within the embrace of what presents itself as a mystery irreducible to the human, inhuman in the sense of other-than-human. The experience of nature “hiding itself” (as Heraclitus said) gave rise to the longing for mastery (e.g., the rationalistic-scientific project) as well as to a celebration of the mystery in its wonder and beauty. The juxtaposition of Giordano Bruno’s cosmological vision and Renaissance painting (Tiziano Vecellio, Raphaël, and Leonardo da Vinci) illuminates this latter perspective, disclosing mystery not so much as that which would lie beyond appearances, but as that which inhabits appearances and in them becomes manifest as such.

Eraclito disse che la natura ama nascondersi. Tramite una meditazione sull’esperienza della natura nella sua cripticità, viene qui illuminata la mutua implicazione di apparire e scomparire. È pertanto messa in questione l'opposizione che assoggetta il visibile all'invisible (gerarchia di intelligibile e sensibile). Tramite un esame dell’iconografia rinascimentale di matrice neo-platonica (Tiziano) emerge una visione dell’apparenza come essa stessa sede di un mistero inesauribile, e quindi l’identità di apertura e chiusura, natura e divinità, cripta e cielo. Il misterioso dimorare della divinità ovunque, il modo in cui l'umano si comprende in seno al cosmo (circondato e pervaso da ciò che non si riduce all’umano) e la concomitante critica dell’antropocentrismo sono considerati con riferimento a Giordano Bruno, Aristotele e, paradigmaticamente, Heidegger. Infine l’unità di visibile e invisibile è rivelata in quanto tempo: tempo come manifestazione dell’invisibile all’opera nel visibile, nell’apparenza che incessantemente si scambia con la scomparsa (non più, non ancora).

Baracchi, C. (2009). Looking at the Sky: On Nature and Contemplation. RESEARCH IN PHENOMENOLOGY, 39(1), 13-28.

Looking at the sky: On nature and contemplation

BARACCHI, CLAUDIA
2009

Abstract

Eraclito disse che la natura ama nascondersi. Tramite una meditazione sull’esperienza della natura nella sua cripticità, viene qui illuminata la mutua implicazione di apparire e scomparire. È pertanto messa in questione l'opposizione che assoggetta il visibile all'invisible (gerarchia di intelligibile e sensibile). Tramite un esame dell’iconografia rinascimentale di matrice neo-platonica (Tiziano) emerge una visione dell’apparenza come essa stessa sede di un mistero inesauribile, e quindi l’identità di apertura e chiusura, natura e divinità, cripta e cielo. Il misterioso dimorare della divinità ovunque, il modo in cui l'umano si comprende in seno al cosmo (circondato e pervaso da ciò che non si riduce all’umano) e la concomitante critica dell’antropocentrismo sono considerati con riferimento a Giordano Bruno, Aristotele e, paradigmaticamente, Heidegger. Infine l’unità di visibile e invisibile è rivelata in quanto tempo: tempo come manifestazione dell’invisibile all’opera nel visibile, nell’apparenza che incessantemente si scambia con la scomparsa (non più, non ancora).
Articolo in rivista - Articolo scientifico
The essay focuses on human self-understanding as it arises from out of the experience of nature — the experience of a relatedness to nature that is at once a belonging in nature. At stake, then, is not a conceptual approach to the question of nature but rather the emergence of the human within the embrace of what presents itself as a mystery irreducible to the human, inhuman in the sense of other-than-human. The experience of nature “hiding itself” (as Heraclitus said) gave rise to the longing for mastery (e.g., the rationalistic-scientific project) as well as to a celebration of the mystery in its wonder and beauty. The juxtaposition of Giordano Bruno’s cosmological vision and Renaissance painting (Tiziano Vecellio, Raphaël, and Leonardo da Vinci) illuminates this latter perspective, disclosing mystery not so much as that which would lie beyond appearances, but as that which inhabits appearances and in them becomes manifest as such.
Heraclitus; Bruno, Giordano; Renaissance painting; History of philosophy; Humanism; Heidegger, Martin
English
13
28
16
Baracchi, C. (2009). Looking at the Sky: On Nature and Contemplation. RESEARCH IN PHENOMENOLOGY, 39(1), 13-28.
Baracchi, C
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
RP Looking at the Sky.pdf

Solo gestori archivio

Dimensione 792.09 kB
Formato Adobe PDF
792.09 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/6880
Citazioni
  • Scopus 2
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? 2
Social impact