Il capitolo propone di leggere l'educazione all'affettività e alla sessualità come diritto dell'infanzia e dell'adolescenza, assumendo la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (UNCRC) come cornice giuridica e pedagogica. A partire dalla ricostruzione storica del riconoscimento delle persone di minore età come soggetti di diritti, il contributo mostra come i General Comments del Comitato ONU abbiano esteso il principio di non discriminazione alle dimensioni del genere e della sessualità. Presenta quindi la Comprehensive Sexuality Education come principale modello internazionale di riferimento, alla luce delle linee guida UNESCO e degli Standard OMS/BZgA. Esamina poi le raccomandazioni rivolte all'Italia da GREVIO, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, ECRI, CEDAW e Gruppo CRC, che convergono nel chiedere percorsi obbligatori e curricolari. Il capitolo sostiene che la CSE rappresenta una forma concreta di attuazione della UNCRC. L'educazione alla sessualità è infatti un diritto in sé e, al tempo stesso, uno strumento che rende accessibili altri diritti sanciti dalla Convenzione, a partire dalla salute e dalla protezione dalla violenza. In questo modo la questione si sposta dal diritto degli adulti a educare al dovere della società adulta di garantire alle persone di minore età le condizioni per esercitare i propri diritti.
Colli Vignarelli, S. (2026). L’educazione all’affettività e alla sessualità come diritto dell’infanzia e dell’adolescenza: dalla UNCRC alla Comprehensive Sexuality Education. In M. Calloni, E. Biffi, C. Costantino (a cura di), Educare all'affettività e alla sessualità. Percorsi e proposte (pp. 21-40). Castelvecchi.
L’educazione all’affettività e alla sessualità come diritto dell’infanzia e dell’adolescenza: dalla UNCRC alla Comprehensive Sexuality Education
Colli Vignarelli, S
2026
Abstract
Il capitolo propone di leggere l'educazione all'affettività e alla sessualità come diritto dell'infanzia e dell'adolescenza, assumendo la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (UNCRC) come cornice giuridica e pedagogica. A partire dalla ricostruzione storica del riconoscimento delle persone di minore età come soggetti di diritti, il contributo mostra come i General Comments del Comitato ONU abbiano esteso il principio di non discriminazione alle dimensioni del genere e della sessualità. Presenta quindi la Comprehensive Sexuality Education come principale modello internazionale di riferimento, alla luce delle linee guida UNESCO e degli Standard OMS/BZgA. Esamina poi le raccomandazioni rivolte all'Italia da GREVIO, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, ECRI, CEDAW e Gruppo CRC, che convergono nel chiedere percorsi obbligatori e curricolari. Il capitolo sostiene che la CSE rappresenta una forma concreta di attuazione della UNCRC. L'educazione alla sessualità è infatti un diritto in sé e, al tempo stesso, uno strumento che rende accessibili altri diritti sanciti dalla Convenzione, a partire dalla salute e dalla protezione dalla violenza. In questo modo la questione si sposta dal diritto degli adulti a educare al dovere della società adulta di garantire alle persone di minore età le condizioni per esercitare i propri diritti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


