Il contributo affronta l'aumento della violenza contro e tra persone di minore età in Italia — familiare, sessuale, tra pari, digitale — proponendo una lettura intersezionale che integra genere, età e vulnerabilità strutturale. Attraverso un'ampia ricognizione di dati recenti (violenza domestica, bullismo, infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze precoci, delinquenza giovanile, isolamento) si mostra come l'assenza di un'educazione sessuo-affettiva sistematica in Italia sia in contrasto con obblighi giuridici internazionali già sottoscritti (Convenzioni di Lanzarote e Istanbul, CRC), e come le recenti scelte legislative italiane (DDL sul consenso informato) si muovano in controtendenza rispetto a tali obblighi. Sulla base di evidenze scientifiche internazionali e della tradizione filosofico-pedagogica (Dewey, Freire, Nussbaum, Russell), l'articolo sostiene che l'educazione all'affettività e alla sessualità non vada intesa come mero strumento preventivo, ma come processo di formazione di soggettività libere e responsabili, nella sfera privata e in quella pubblica.
Calloni, M. (2026). Il costo del silenzio. Dati e ragioni per un'educazione all'affettività e alla sessualità, tra crescita personale e vita comune. In M. Calloni, E. Biffi, C. Costantino (a cura di), Educare all’affettività e alla sessualità. Percorsi e proposte (pp. 161-194). Roma : Castelvecchi.
Il costo del silenzio. Dati e ragioni per un'educazione all'affettività e alla sessualità, tra crescita personale e vita comune
Calloni, M
2026
Abstract
Il contributo affronta l'aumento della violenza contro e tra persone di minore età in Italia — familiare, sessuale, tra pari, digitale — proponendo una lettura intersezionale che integra genere, età e vulnerabilità strutturale. Attraverso un'ampia ricognizione di dati recenti (violenza domestica, bullismo, infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze precoci, delinquenza giovanile, isolamento) si mostra come l'assenza di un'educazione sessuo-affettiva sistematica in Italia sia in contrasto con obblighi giuridici internazionali già sottoscritti (Convenzioni di Lanzarote e Istanbul, CRC), e come le recenti scelte legislative italiane (DDL sul consenso informato) si muovano in controtendenza rispetto a tali obblighi. Sulla base di evidenze scientifiche internazionali e della tradizione filosofico-pedagogica (Dewey, Freire, Nussbaum, Russell), l'articolo sostiene che l'educazione all'affettività e alla sessualità non vada intesa come mero strumento preventivo, ma come processo di formazione di soggettività libere e responsabili, nella sfera privata e in quella pubblica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


