Durante una separazione o un divorzio, e più specificamente in una controversia sull'affidamento, alcuni genitori possono ricorrere alla c.d. PAS, acronimo di Parental Alienation Syndrome, ovvero sindrome da alienazione parentale. Con tale espressione si suole indicare la condizione del minore che tende a respingere ed escludere dalla propria rete sociale un genitore sotto l’influenza consapevole o inconsapevole dell’altro genitore. Tuttavia, questo concetto è stato oggetto di notevoli controversie e critiche. La mancanza di basi scientifiche, l'insufficienza di dati empirici e la mancanza di validità diagnostica hanno portato le organizzazioni internazionali a negarne l'esistenza. Ciononostante, il termine è ampiamente utilizzato nei tribunali civili europei, così come in Svizzera e negli Stati Uniti. In Italia, le novità introdotte in merito dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (c.d. Legge Cartabia) stanno provocando reazioni contrastanti tanto in dottrina, quanto in giurisprudenza. Questo lavoro intende esaminare la storia di questo concetto, la sua mancanza di evidenza scientifica, le critiche e i limiti, e il suo impiego nella prassi giudiziaria.
Richter, M. (2026). Sulla c.d. sindrome da alienazione parentale: tra assenza di validazione scientifica e prassi giudiziaria dopo la riforma Cartabia. FAMILIA(3/2026), 289-312.
Sulla c.d. sindrome da alienazione parentale: tra assenza di validazione scientifica e prassi giudiziaria dopo la riforma Cartabia
Richter, MI
2026
Abstract
Durante una separazione o un divorzio, e più specificamente in una controversia sull'affidamento, alcuni genitori possono ricorrere alla c.d. PAS, acronimo di Parental Alienation Syndrome, ovvero sindrome da alienazione parentale. Con tale espressione si suole indicare la condizione del minore che tende a respingere ed escludere dalla propria rete sociale un genitore sotto l’influenza consapevole o inconsapevole dell’altro genitore. Tuttavia, questo concetto è stato oggetto di notevoli controversie e critiche. La mancanza di basi scientifiche, l'insufficienza di dati empirici e la mancanza di validità diagnostica hanno portato le organizzazioni internazionali a negarne l'esistenza. Ciononostante, il termine è ampiamente utilizzato nei tribunali civili europei, così come in Svizzera e negli Stati Uniti. In Italia, le novità introdotte in merito dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (c.d. Legge Cartabia) stanno provocando reazioni contrastanti tanto in dottrina, quanto in giurisprudenza. Questo lavoro intende esaminare la storia di questo concetto, la sua mancanza di evidenza scientifica, le critiche e i limiti, e il suo impiego nella prassi giudiziaria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


