The concept of “mental privacy” has gained increasing attention as a means of protecting individuals’ thoughts, emotions, and neural data from unauthorized access, analysis, or manipulation. As advances in artificial intelligence and neurotechnology make the decoding of mental states increasingly plausible, concerns over the misuse of such data for surveillance, profiling, and behavioural prediction have intensified. In this paper, we first situate mental privacy within broader privacy theory and the conceptual discussion on the foundations of mental privacy before examining the international and regional instruments applicable together with their normative limitations and interpretative challenges. Building on this framework, the paper maps the principal international and European legal instruments relevant to the protection of mental privacy, including the ICCPR, GDPR, MDR, Product Safety Regulation, AI Act, and Council of Europe’s Convention 108+. It argues that while the normative architecture for its protection exists, it remains fragmented and conceptually underdeveloped.
Il concetto di “privacy mentale” ha suscitato un interesse crescente come strumento per proteggere i pensieri, le emozioni e i dati neurali degli individui da accessi, analisi o manipolazioni non autorizzati. Man mano che i progressi nell’intelligenza artificiale e nella neurotecnologia rendono sempre più plausibile la decodifica degli stati mentali, si sono intensificate le preoccupazioni relative all’uso improprio di tali dati a fini di sorveglianza, profilazione e previsione comportamentale. In questo articolo, collochiamo innanzitutto la privacy mentale all’interno della più ampia teoria della privacy e della discussione concettuale sui fondamenti della privacy mentale, prima di esaminare gli strumenti internazionali e regionali applicabili insieme ai loro limiti normativi e alle sfide interpretative. Partendo da questo quadro, l’articolo mappa i principali strumenti giuridici internazionali ed europei rilevanti per la protezione della privacy mentale, tra cui l’ICCPR, il GDPR, l’MDR, il Regolamento sulla sicurezza dei prodotti, l’AI Act e la Convenzione 108+ del Consiglio d’Europa. Si sostiene che, sebbene esista un'architettura normativa per la sua protezione, essa rimane frammentata e concettualmente sottosviluppata.
Sosa Navarro, M., Holzer, F. (2026). Mapping a right to mental privacy within European and international human rights law. LACITTADINANZAEUROPEAONLINE(2/2026), 69-89.
Mapping a right to mental privacy within European and international human rights law
Sosa Navarro, M
;
2026
Abstract
Il concetto di “privacy mentale” ha suscitato un interesse crescente come strumento per proteggere i pensieri, le emozioni e i dati neurali degli individui da accessi, analisi o manipolazioni non autorizzati. Man mano che i progressi nell’intelligenza artificiale e nella neurotecnologia rendono sempre più plausibile la decodifica degli stati mentali, si sono intensificate le preoccupazioni relative all’uso improprio di tali dati a fini di sorveglianza, profilazione e previsione comportamentale. In questo articolo, collochiamo innanzitutto la privacy mentale all’interno della più ampia teoria della privacy e della discussione concettuale sui fondamenti della privacy mentale, prima di esaminare gli strumenti internazionali e regionali applicabili insieme ai loro limiti normativi e alle sfide interpretative. Partendo da questo quadro, l’articolo mappa i principali strumenti giuridici internazionali ed europei rilevanti per la protezione della privacy mentale, tra cui l’ICCPR, il GDPR, l’MDR, il Regolamento sulla sicurezza dei prodotti, l’AI Act e la Convenzione 108+ del Consiglio d’Europa. Si sostiene che, sebbene esista un'architettura normativa per la sua protezione, essa rimane frammentata e concettualmente sottosviluppata.| File | Dimensione | Formato | |
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