Raccogliendo l’invito di Joseph W. Schneider, questo contributo teorico intende rivitalizzare lo studio dei problemi sociali, mettendo in dialogo questa tradizione con il new materialism. Partendo dal contributo fondativo di Howard S. Becker e dal dibattito sollevato da Malcolm Spector e John Kitsuse, si sottolinea l’importanza di non limitare l’analisi sociologica ai processi di significazione, ma di considerare i problemi sociali anche come fenomeni più-che-umani, cioè risultati di assemblaggi socio-materiali che coinvolgono attori umani e non umani. Per ancorare empiricamente l’argomentazione teorica, il contributo si avvale di due studi di caso sulle scene aperte del consumo di alcol e altre droghe: il ‘Boschetto della Droga’ di MilanoRogoredo e la piazza della (mala)movida di Largo Saluzzo a Torino. L’analisi rivela come le definizioni securitarie applicate a questi contesti si inscrivano materialmente nello spazio attraverso dispositivi di controllo, infrastrutture e interventi di trasformazione urbana che, lungi dal limitarsi a riflettere un discorso, ne amplificano gli effetti e generano nuove forme di vulnerabilità. In conclusione, il testo sostiene la necessità di un quadro analitico integrato, capace di rendere conto dell’intreccio tra significati e materialità nello studio e nel governo dei fenomeni AOD-correlati.
Petrilli, E., Bergamo, S. (2025). Problemi sociali più-che-umani: Significati e materialità nel governo delle scene aperte del consumo di droghe. RIVISTA DI CRIMINOLOGIA, VITTIMOLOGIA E SICUREZZA, 19(gennaio-dicembre 2025), 132-143 [10.14664/rcvs/274].
Problemi sociali più-che-umani: Significati e materialità nel governo delle scene aperte del consumo di droghe
Petrilli, E;Bergamo, S
2025
Abstract
Raccogliendo l’invito di Joseph W. Schneider, questo contributo teorico intende rivitalizzare lo studio dei problemi sociali, mettendo in dialogo questa tradizione con il new materialism. Partendo dal contributo fondativo di Howard S. Becker e dal dibattito sollevato da Malcolm Spector e John Kitsuse, si sottolinea l’importanza di non limitare l’analisi sociologica ai processi di significazione, ma di considerare i problemi sociali anche come fenomeni più-che-umani, cioè risultati di assemblaggi socio-materiali che coinvolgono attori umani e non umani. Per ancorare empiricamente l’argomentazione teorica, il contributo si avvale di due studi di caso sulle scene aperte del consumo di alcol e altre droghe: il ‘Boschetto della Droga’ di MilanoRogoredo e la piazza della (mala)movida di Largo Saluzzo a Torino. L’analisi rivela come le definizioni securitarie applicate a questi contesti si inscrivano materialmente nello spazio attraverso dispositivi di controllo, infrastrutture e interventi di trasformazione urbana che, lungi dal limitarsi a riflettere un discorso, ne amplificano gli effetti e generano nuove forme di vulnerabilità. In conclusione, il testo sostiene la necessità di un quadro analitico integrato, capace di rendere conto dell’intreccio tra significati e materialità nello studio e nel governo dei fenomeni AOD-correlati.| File | Dimensione | Formato | |
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