Scopo dell’intervento è quello di favorire una prima analisi storico-critica delle ricerche sperimentali di Cesare Musatti (1897-1989) sulla percezione cromatica, con particolare riguardo per il cosiddetto “effetto Musatti”. Già a partire dalla seconda metà degli anni Trenta del Novecento, infatti, Musatti ha rilevato l’esistenza di una tendenza all’eguagliamento cromatico che si contrappone ai normali fenomeni di induzione antagonistica o di contrasto. Com’è noto, il fenomeno del contrasto consiste nella modificazione degli attributi cromatici (tonalità e saturazione) e acromatici (chiarezza e bianchezza) che subiscono le percezioni di due superfici colorate spazialmente contigue: per effetto della vicinanza, la superficie di minore estensione acquista normalmente una componente “antagonistica” al colore della superficie di maggiore estensione. Attraverso una serie di ricerche sperimentali, Musatti è però riuscito a individuare alcune situazioni in cui si verifica un’inversione del normale effetto di contrasto e dove la superficie di minore estensione si comporta come superficie “inducente” e non “indotta”. Dopo aver ricostruito il contesto teorico e sperimentale precedente al contributo di Musatti, e in particolare le pionieristiche indagini del fisico e meteorologo tedesco Wilhelm von Bezold (1837-1907), si prenderanno in esame le ricerche fenomenologico-sperimentali musattiane anche alla luce della rilettura critica offertane dall’allievo Gaetano Kanizsa (1913-1993) in ambito gestaltista.
Molaro, A. (2026). Dinamiche del colore: eguagliamento e contrasto nelle ricerche sperimentali di Cesare Musatti. In Trasformazioni e intersezioni. Pratiche materiali, saperi scientifici e tecnici tra passato e presente Book of Abstracts (pp.20-20).
Dinamiche del colore: eguagliamento e contrasto nelle ricerche sperimentali di Cesare Musatti
Molaro, A
2026
Abstract
Scopo dell’intervento è quello di favorire una prima analisi storico-critica delle ricerche sperimentali di Cesare Musatti (1897-1989) sulla percezione cromatica, con particolare riguardo per il cosiddetto “effetto Musatti”. Già a partire dalla seconda metà degli anni Trenta del Novecento, infatti, Musatti ha rilevato l’esistenza di una tendenza all’eguagliamento cromatico che si contrappone ai normali fenomeni di induzione antagonistica o di contrasto. Com’è noto, il fenomeno del contrasto consiste nella modificazione degli attributi cromatici (tonalità e saturazione) e acromatici (chiarezza e bianchezza) che subiscono le percezioni di due superfici colorate spazialmente contigue: per effetto della vicinanza, la superficie di minore estensione acquista normalmente una componente “antagonistica” al colore della superficie di maggiore estensione. Attraverso una serie di ricerche sperimentali, Musatti è però riuscito a individuare alcune situazioni in cui si verifica un’inversione del normale effetto di contrasto e dove la superficie di minore estensione si comporta come superficie “inducente” e non “indotta”. Dopo aver ricostruito il contesto teorico e sperimentale precedente al contributo di Musatti, e in particolare le pionieristiche indagini del fisico e meteorologo tedesco Wilhelm von Bezold (1837-1907), si prenderanno in esame le ricerche fenomenologico-sperimentali musattiane anche alla luce della rilettura critica offertane dall’allievo Gaetano Kanizsa (1913-1993) in ambito gestaltista.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


