Negli ultimi anni, in Italia, piattaforme digitali e social media hanno assunto un ruolo centrale nella visibilizzazione mediatica e nella destigmatizzazione di condizioni caratterizzate da dolore pelvico e vulvare, come vulvodinia, endometriosi e altre condizioni rese neglette. Esse sono state utilizzate come spazi di informazione, influenza, mutuo-aiuto, rivendicazione, lotta e resistenza, individuale e collettiva, nei confronti di esperienze e vissuti caratterizzati da dolore e delegittimazione medica, istituzionale e sociale di donne, persone trans*, gender fluide e non-binarie, e, più in generale, delle persone con vulva. La presente ricerca si propone di analizzare e visibilizzare i principali discorsi, le narrazioni su corpi e salute, e i bisogni creati e condivisi dallə utentə di queste piattaforme, ed evidenziarne il potenziale trasformativo in relazione a questioni che intersecano il dolore pelvico-vulvare, in particolare tematizzando l’invisibilizzazione e la normalizzazione del dolore come frutto della riproduzione di un sapere medico-sociale androcentrico ed eteropatriarcale. A questo scopo, è stata adottata un’etnografia femminista collaborativa su TikTok e Instagram, con un approccio critico alla strutturazione algoritmica dei contenuti proposti dalle piattaforme. Sottolineiamo la necessità di un approccio metodologico e teorico situato e transfemminista alla produzione di conoscenza come impegno politico volto a riconoscere il valore epistemico delle esperienze incorporate di potere e oppressione.
Perin, C., Buonaguidi, A. (2026). Corpi e Parole in Fiamme. Il Dolore Pelvico e Vulvare su TikTok e Instagram tra Invisibilizzazione e Voci in Lotta. In F. Manfredi, R. Ferrero Camoletto (a cura di), Corpi Dolenti, Voci Resistenti. Endometriosi e Vulvodinia Patologie Invisibilizzate. Rosenberg & Sellier.
Corpi e Parole in Fiamme. Il Dolore Pelvico e Vulvare su TikTok e Instagram tra Invisibilizzazione e Voci in Lotta
Buonaguidi, A
2026
Abstract
Negli ultimi anni, in Italia, piattaforme digitali e social media hanno assunto un ruolo centrale nella visibilizzazione mediatica e nella destigmatizzazione di condizioni caratterizzate da dolore pelvico e vulvare, come vulvodinia, endometriosi e altre condizioni rese neglette. Esse sono state utilizzate come spazi di informazione, influenza, mutuo-aiuto, rivendicazione, lotta e resistenza, individuale e collettiva, nei confronti di esperienze e vissuti caratterizzati da dolore e delegittimazione medica, istituzionale e sociale di donne, persone trans*, gender fluide e non-binarie, e, più in generale, delle persone con vulva. La presente ricerca si propone di analizzare e visibilizzare i principali discorsi, le narrazioni su corpi e salute, e i bisogni creati e condivisi dallə utentə di queste piattaforme, ed evidenziarne il potenziale trasformativo in relazione a questioni che intersecano il dolore pelvico-vulvare, in particolare tematizzando l’invisibilizzazione e la normalizzazione del dolore come frutto della riproduzione di un sapere medico-sociale androcentrico ed eteropatriarcale. A questo scopo, è stata adottata un’etnografia femminista collaborativa su TikTok e Instagram, con un approccio critico alla strutturazione algoritmica dei contenuti proposti dalle piattaforme. Sottolineiamo la necessità di un approccio metodologico e teorico situato e transfemminista alla produzione di conoscenza come impegno politico volto a riconoscere il valore epistemico delle esperienze incorporate di potere e oppressione.| File | Dimensione | Formato | |
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