Il saggio esamina le pratiche di contenzione meccanica nelle Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems), a partire dai dati empirici raccolti in una ricerca PRIN su 27 strutture. Muovendo dal quadro giuridico consolidatosi nella giurisprudenza interna ed europea — che qualifica la contenzione meccanica come misura di extrema ratio soggetta ai limiti dell'art. 54 c.p. —, l'analisi verifica se e in quale misura tale quadro trovi rispondenza nelle prassi operative delle Rems. L'indagine rileva che la sicurezza interna non costituisce una questione centrale in queste strutture, e che il ricorso alla contenzione meccanica è dichiarato del tutto residuale: un esito riconducibile al modello organizzativo terapeutico-residenziale adottato, alla selezione della popolazione ammessa e alle strategie di de-escalation prevalentemente impiegate. Permangono tuttavia criticità strutturali: l'assenza di dati ufficiali affidabili, il deficit di trasparenza sulle pratiche coercitive, la mancanza di controllo giurisdizionale sull'eventuale prolungamento della contenzione e, più in generale, il vuoto normativo che affida alla sola clausola dello stato di necessità la legittimazione di misure gravemente incidenti sulla libertà personale. Il saggio valuta il disegno di legge n. 1179/2024, che muove nella direzione corretta ma resta insufficiente sul versante delle garanzie giurisdizionali, e individua nel modello tedesco — dove il Tribunale costituzionale federale ha imposto la riserva di giurisdizione per le contenzioni non di breve durata — un termine di riferimento per un intervento legislativo coerente con gli artt. 13 e 32 Cost.
Dodaro, G. (2026). La contenzione meccanica nelle Rems. In M. Pelissero (a cura di), Rems e percorsi terapeutici giudiziari. Per una riforma delle misure di sicurezza personali tra esigenze di cura, sicurezza e garanzie (pp. 29-39). Torino : Giappichelli.
La contenzione meccanica nelle Rems
Dodaro, G
2026
Abstract
Il saggio esamina le pratiche di contenzione meccanica nelle Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems), a partire dai dati empirici raccolti in una ricerca PRIN su 27 strutture. Muovendo dal quadro giuridico consolidatosi nella giurisprudenza interna ed europea — che qualifica la contenzione meccanica come misura di extrema ratio soggetta ai limiti dell'art. 54 c.p. —, l'analisi verifica se e in quale misura tale quadro trovi rispondenza nelle prassi operative delle Rems. L'indagine rileva che la sicurezza interna non costituisce una questione centrale in queste strutture, e che il ricorso alla contenzione meccanica è dichiarato del tutto residuale: un esito riconducibile al modello organizzativo terapeutico-residenziale adottato, alla selezione della popolazione ammessa e alle strategie di de-escalation prevalentemente impiegate. Permangono tuttavia criticità strutturali: l'assenza di dati ufficiali affidabili, il deficit di trasparenza sulle pratiche coercitive, la mancanza di controllo giurisdizionale sull'eventuale prolungamento della contenzione e, più in generale, il vuoto normativo che affida alla sola clausola dello stato di necessità la legittimazione di misure gravemente incidenti sulla libertà personale. Il saggio valuta il disegno di legge n. 1179/2024, che muove nella direzione corretta ma resta insufficiente sul versante delle garanzie giurisdizionali, e individua nel modello tedesco — dove il Tribunale costituzionale federale ha imposto la riserva di giurisdizione per le contenzioni non di breve durata — un termine di riferimento per un intervento legislativo coerente con gli artt. 13 e 32 Cost.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


