Il capitolo esamina la pratica della posticipazione scolastica (iscrizione a una classe inferiore all'età anagrafica) tra gli studenti di prima generazione immigrata in Italia, un gruppo a elevato rischio di dispersione. I risultati, basati sui dati INVALSI (Grado V) e ISTAT (Grado VI e VII), indicano che la posticipazione coinvolge circa il 30% delle prime generazioni ed è nettamente più probabile per chi arriva in Italia dopo i 6 anni (età di inizio dell'obbligo scolastico). Coerentemente con le ipotesi (H1 e H2), un basso livello di istruzione e status socioeconomico dei genitori sono fattori di rischio. Contrariamente all'ipotesi (H3), parlare una lingua distante dall'italiano non è un fattore di rischio; al contrario, i gruppi che parlano rumeno o spagnolo sono tra i più posticipati. Le analisi suggeriscono che la posticipazione non penalizzi l'apprendimento per chi arriva in età scolare, e potrebbe essere persino leggermente protettiva.
Loi, A., Borgna, C. (2025). Ritardo in partenza. Indagine sulla posticipazione delle prime generazioni attraverso l'analisi secondaria dei dati INVALSI e ISTAT. In V. Mobilio (a cura di), La scuola che legge sé stessa. Il valore dei dati e della ricerca educativa per l’analisi e il contrasto della dispersione scolastica (pp. 157-174). Il Mulino [10.1401/9788815415721/c9].
Ritardo in partenza. Indagine sulla posticipazione delle prime generazioni attraverso l'analisi secondaria dei dati INVALSI e ISTAT
Loi, A;
2025
Abstract
Il capitolo esamina la pratica della posticipazione scolastica (iscrizione a una classe inferiore all'età anagrafica) tra gli studenti di prima generazione immigrata in Italia, un gruppo a elevato rischio di dispersione. I risultati, basati sui dati INVALSI (Grado V) e ISTAT (Grado VI e VII), indicano che la posticipazione coinvolge circa il 30% delle prime generazioni ed è nettamente più probabile per chi arriva in Italia dopo i 6 anni (età di inizio dell'obbligo scolastico). Coerentemente con le ipotesi (H1 e H2), un basso livello di istruzione e status socioeconomico dei genitori sono fattori di rischio. Contrariamente all'ipotesi (H3), parlare una lingua distante dall'italiano non è un fattore di rischio; al contrario, i gruppi che parlano rumeno o spagnolo sono tra i più posticipati. Le analisi suggeriscono che la posticipazione non penalizzi l'apprendimento per chi arriva in età scolare, e potrebbe essere persino leggermente protettiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


