L’articolo esamina come l’integrazione delle politiche contro la violenza di genere nei sistemi di welfare possa contribuire a ri-legittimare lo Stato sociale dopo decenni di erosione neoliberale, mettendo in discussione le basi patriarcali della cittadinanza sociale. La violenza è letta come ingiustizia strutturale radicata nelle disuguaglianze socio-economiche di genere e nella configurazione stessa delle istituzioni di welfare. Basandosi su lavori di teoria politica femminista e studi sulla giustizia sociale, l’articolo ricostruisce l’esclusione storica delle donne e la loro inclusione condizionata nei regimi di welfare modellati sul male breadwinner, entro cui la violenza è rimasta in gran parte invisibile. Analizza poi l’integrazione recente di misure di empowerment per le vittime (reddito, lavoro, casa) come svolta importante ma ambivalente, che può riprodurre paternalismo, condizionalità e stereotipi sulla “vittima appropriata” come “soggetto vulnerabile”. Sostiene, in conclusione, che solo un welfare universalistico e integrato può sostenere l’autonomia delle donne, promuovere la giustizia di genere e ridefinire la cittadinanza sociale in un contesto post-neoliberale.

Serughetti, G. (2025). Dall'empowerment contro la violenza di genere verso una nuova cittadinanza sociale. WELFARE E ERGONOMIA, 11(2025/2), 27-37 [10.3280/we2025-002002].

Dall'empowerment contro la violenza di genere verso una nuova cittadinanza sociale

Serughetti, G
2025

Abstract

L’articolo esamina come l’integrazione delle politiche contro la violenza di genere nei sistemi di welfare possa contribuire a ri-legittimare lo Stato sociale dopo decenni di erosione neoliberale, mettendo in discussione le basi patriarcali della cittadinanza sociale. La violenza è letta come ingiustizia strutturale radicata nelle disuguaglianze socio-economiche di genere e nella configurazione stessa delle istituzioni di welfare. Basandosi su lavori di teoria politica femminista e studi sulla giustizia sociale, l’articolo ricostruisce l’esclusione storica delle donne e la loro inclusione condizionata nei regimi di welfare modellati sul male breadwinner, entro cui la violenza è rimasta in gran parte invisibile. Analizza poi l’integrazione recente di misure di empowerment per le vittime (reddito, lavoro, casa) come svolta importante ma ambivalente, che può riprodurre paternalismo, condizionalità e stereotipi sulla “vittima appropriata” come “soggetto vulnerabile”. Sostiene, in conclusione, che solo un welfare universalistico e integrato può sostenere l’autonomia delle donne, promuovere la giustizia di genere e ridefinire la cittadinanza sociale in un contesto post-neoliberale.
Articolo in rivista - Articolo scientifico
Empowerment socio-economico; violenza di genere; Stato sociale; vulnerabilità; femminismo
Italian
2025
11
2025/2
27
37
none
Serughetti, G. (2025). Dall'empowerment contro la violenza di genere verso una nuova cittadinanza sociale. WELFARE E ERGONOMIA, 11(2025/2), 27-37 [10.3280/we2025-002002].
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