La violenza di genere rappresenta oggi una delle sfide più urgenti e trasversali per le nostre società. Non si tratta di un'emergenza isolata o di una patologia individuale, bensì di un fenomeno strutturale, sistemico e culturale, radicato nelle relazioni di potere, nei modelli educativi, nei linguaggi e nelle rappresentazioni simboliche. Di fronte a questa realtà, non è più possibile pensare la formazione, la ricerca e la conoscenza secondo i paradigmi tradizionali. Per tale motivo, il presente contributo intende riflettere sulla necessità di un cambio di paradigma epistemico e culturale, in cui la violenza di genere diventi una lente attraverso cui ripensare l’idea stessa di sapere, professionalità e cittadinanza. A partire dal riconoscimento che ogni sapere è situato, posizionato e prodotto in contesti di potere, si sviluppa l’idea di una formazione non come mera trasmissione tecnica di contenuti, ma come pratica trasformativa, etica, relazionale e politica. In questo quadro, scuole e università non possono più essere considerate spazi neutri. Devono piuttosto assumere una responsabilità attiva nel contrasto alla violenza e nella promozione della giustizia sociale. È quindi necessario costruire percorsi formativi interdisciplinari e intersezionali, reti interistituzionali e pratiche collaborative, tali da rendere la conoscenza un vettore situato per la prevenzione e la democratizzazione. Attraverso le esperienze del Centro Studi ADV – Against Domestic Violence e della rete UN.I.RE. – Università In Rete contro la violenza di genere, si intendono condividere alcune pratiche che coniughino sapere accademico e impegno civile, teoria e azione, formazione e responsabilità politica. In linea con i principi della Convenzione di Istanbul, contrastare e prevenire la violenza di genere significa trasformare la cultura che la rende possibile: a partire dalla formazione, dalla parola e dai luoghi del sapere.
Calloni, M. (2026). Ri-formare il sapere per prevenire la violenza di genere. In M. Calloni, G. Serughetti (a cura di), Prevenire la violenza di genere. Dalla sensibilizzazione all’educazione (pp. 13-43). Roma : Castelvecchi.
Ri-formare il sapere per prevenire la violenza di genere
Calloni, Marina
2026
Abstract
La violenza di genere rappresenta oggi una delle sfide più urgenti e trasversali per le nostre società. Non si tratta di un'emergenza isolata o di una patologia individuale, bensì di un fenomeno strutturale, sistemico e culturale, radicato nelle relazioni di potere, nei modelli educativi, nei linguaggi e nelle rappresentazioni simboliche. Di fronte a questa realtà, non è più possibile pensare la formazione, la ricerca e la conoscenza secondo i paradigmi tradizionali. Per tale motivo, il presente contributo intende riflettere sulla necessità di un cambio di paradigma epistemico e culturale, in cui la violenza di genere diventi una lente attraverso cui ripensare l’idea stessa di sapere, professionalità e cittadinanza. A partire dal riconoscimento che ogni sapere è situato, posizionato e prodotto in contesti di potere, si sviluppa l’idea di una formazione non come mera trasmissione tecnica di contenuti, ma come pratica trasformativa, etica, relazionale e politica. In questo quadro, scuole e università non possono più essere considerate spazi neutri. Devono piuttosto assumere una responsabilità attiva nel contrasto alla violenza e nella promozione della giustizia sociale. È quindi necessario costruire percorsi formativi interdisciplinari e intersezionali, reti interistituzionali e pratiche collaborative, tali da rendere la conoscenza un vettore situato per la prevenzione e la democratizzazione. Attraverso le esperienze del Centro Studi ADV – Against Domestic Violence e della rete UN.I.RE. – Università In Rete contro la violenza di genere, si intendono condividere alcune pratiche che coniughino sapere accademico e impegno civile, teoria e azione, formazione e responsabilità politica. In linea con i principi della Convenzione di Istanbul, contrastare e prevenire la violenza di genere significa trasformare la cultura che la rende possibile: a partire dalla formazione, dalla parola e dai luoghi del sapere.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


