A 16 anni dal blocco genesi di Nakamoto, l’ecosistema crypto ha visto un’evoluzione rapida in termini di tecnologie, strumenti finanziari e attori di mercato. • Il capitolo analizza le componenti, le promesse e criticità dell’ecosistema crypto, con attenzione alla convergenza tra crypto e finanza tradizionale (TradFi). • Le Tecnologie abilitanti alla base del mondo crypto includono le Distributed Ledger Technology (DLT), tra cui la più nota è la blockchain; gli algoritmi di consenso (PoW, PoS); gli smart contract, a loro volta legati a oracoli e ponti cross-chain. • Una possibile classificazione degli asset crypto distingue tra: a) criptovalute (Bitcoin, Ethereum); b) stablecoin (fiat-collateralizzate, crypto-collateralizzate, algoritmiche); c) token (security, utility e NFT). Le CBDC, emesse dalle banche centrali, non sono cryptoassets. • I meccanismi di emissione includono il mining e le token offering (ICO, STO, IEO, IDO), con rischi di frodi e regolamentazione variabile. I mercati e le piattaforme di scambio si distinguono in base al grado di centralizzazione (CEX vs DEX), di regolamentazione e rischio. Si assiste ad una crescita delle DEX post2021, ma con problematiche di sicurezza e compliance. • I principali attori del mondo crypto sono i miner, i core developers, le DAO oltre agli investitori (tra cui in particolare i cryptofunds). • I rischi dell’ecosistema crypto sono riconducibili ai tipici rischi dell’intermediazione finanziaria: a) rischi operativi (vulnerabilità tecnologiche); b) di liquidità e maturity mismatch (legati all’operatività delle stablecoin; c) Leva finanziaria e collateral risk (liquidazioni forzate); d) interconnessione e rischio sistemico (effetti domino nella DeFI e verso la TradFi). Altri rischi specifici attengono a: arbitraggio normativo, frodi, consumo energetico, usi illeciti. • La promessa di disintermediazione è in realtà disattesa: si nota un trend di re-intermediazione (verso nuovi attori) e, soprattutto, di concentrazione del potere decisionale (che influenza il prezzo degli assets). Ci sono inoltre criticità di governance e compatibilità con i sistemi giuridici tradizionali. • In conclusione, l’ecosistema crypto mostra un potenziale innovativo ma anche non poche fragilità; si delinea la prospettiva di un sistema ibrido in cui DeFi e TradFi si integrano.
Bongini, P., Pedrazzoli, A. (2025). Luci e ombre dell'ecosistema crypto. In Osservatorio Monetario Frontiere dell’innovazione tecnologica nel settore finanziario (pp.17-37).
Luci e ombre dell'ecosistema crypto
Bongini P.
;Pedrazzoli A.
2025
Abstract
A 16 anni dal blocco genesi di Nakamoto, l’ecosistema crypto ha visto un’evoluzione rapida in termini di tecnologie, strumenti finanziari e attori di mercato. • Il capitolo analizza le componenti, le promesse e criticità dell’ecosistema crypto, con attenzione alla convergenza tra crypto e finanza tradizionale (TradFi). • Le Tecnologie abilitanti alla base del mondo crypto includono le Distributed Ledger Technology (DLT), tra cui la più nota è la blockchain; gli algoritmi di consenso (PoW, PoS); gli smart contract, a loro volta legati a oracoli e ponti cross-chain. • Una possibile classificazione degli asset crypto distingue tra: a) criptovalute (Bitcoin, Ethereum); b) stablecoin (fiat-collateralizzate, crypto-collateralizzate, algoritmiche); c) token (security, utility e NFT). Le CBDC, emesse dalle banche centrali, non sono cryptoassets. • I meccanismi di emissione includono il mining e le token offering (ICO, STO, IEO, IDO), con rischi di frodi e regolamentazione variabile. I mercati e le piattaforme di scambio si distinguono in base al grado di centralizzazione (CEX vs DEX), di regolamentazione e rischio. Si assiste ad una crescita delle DEX post2021, ma con problematiche di sicurezza e compliance. • I principali attori del mondo crypto sono i miner, i core developers, le DAO oltre agli investitori (tra cui in particolare i cryptofunds). • I rischi dell’ecosistema crypto sono riconducibili ai tipici rischi dell’intermediazione finanziaria: a) rischi operativi (vulnerabilità tecnologiche); b) di liquidità e maturity mismatch (legati all’operatività delle stablecoin; c) Leva finanziaria e collateral risk (liquidazioni forzate); d) interconnessione e rischio sistemico (effetti domino nella DeFI e verso la TradFi). Altri rischi specifici attengono a: arbitraggio normativo, frodi, consumo energetico, usi illeciti. • La promessa di disintermediazione è in realtà disattesa: si nota un trend di re-intermediazione (verso nuovi attori) e, soprattutto, di concentrazione del potere decisionale (che influenza il prezzo degli assets). Ci sono inoltre criticità di governance e compatibilità con i sistemi giuridici tradizionali. • In conclusione, l’ecosistema crypto mostra un potenziale innovativo ma anche non poche fragilità; si delinea la prospettiva di un sistema ibrido in cui DeFi e TradFi si integrano.| File | Dimensione | Formato | |
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