Fare politica attraverso le scelte di consumo è una forma di impegno che ha visto un grande sviluppo in tutti i paesi occidentali. I comportamenti di consumo non sono guidati esclusivamente da criteri di natura economica né riconducibili a mere opzioni di gusto o di benessere personale: nelle scelte intervengono sempre più spesso criteri di carattere etico. Così per l’adesione a campagne di boicottaggio di un certo marchio o prodotto, così per le azioni di consumo politico “positivo”, che premiano cioè, attraverso l’acquisto, imprese che si considerano più corrette o coerenti con i propri orientamenti etici. L’introduzione nelle scelte di consumo di ragioni di carattere altruistico e il rinvio all’interesse pubblico conferiscono a queste pratiche un possibile carattere politico: un dato di grande interesse in un momento in cui viene denunciato un declino della partecipazione politica tradizionale. Ma la politicità di queste pratiche è in discussione: in bilico tra sfera privata e sfera politica, tra stile di vita e azione di movimento, esse non possono facilmente essere inquadrate negli schemi tradizionali della partecipazione politica. Il capitolo illustra le dimensioni e le caratteristiche del fenomeno, inquadrando il consumerismo come forma di partecipazione politica e come espressione di nuovi movimenti sociali. Vengono inoltre discussi i problemi che il consumerismo solleva e le critiche che gli vengono mosse, soprattutto per ciò che concerne i limiti del consumerismo politico come pratica individuale.

Tosi, S. (2006). Dai consumi alla politica. In S. Tosi (a cura di), Consumi e partecipazione politica. Tra azione individuale e mobilitazione collettiva (pp. 15-55). Milano : Franco Angeli.

Dai consumi alla politica

TOSI, SIMONE
2006

Abstract

Fare politica attraverso le scelte di consumo è una forma di impegno che ha visto un grande sviluppo in tutti i paesi occidentali. I comportamenti di consumo non sono guidati esclusivamente da criteri di natura economica né riconducibili a mere opzioni di gusto o di benessere personale: nelle scelte intervengono sempre più spesso criteri di carattere etico. Così per l’adesione a campagne di boicottaggio di un certo marchio o prodotto, così per le azioni di consumo politico “positivo”, che premiano cioè, attraverso l’acquisto, imprese che si considerano più corrette o coerenti con i propri orientamenti etici. L’introduzione nelle scelte di consumo di ragioni di carattere altruistico e il rinvio all’interesse pubblico conferiscono a queste pratiche un possibile carattere politico: un dato di grande interesse in un momento in cui viene denunciato un declino della partecipazione politica tradizionale. Ma la politicità di queste pratiche è in discussione: in bilico tra sfera privata e sfera politica, tra stile di vita e azione di movimento, esse non possono facilmente essere inquadrate negli schemi tradizionali della partecipazione politica. Il capitolo illustra le dimensioni e le caratteristiche del fenomeno, inquadrando il consumerismo come forma di partecipazione politica e come espressione di nuovi movimenti sociali. Vengono inoltre discussi i problemi che il consumerismo solleva e le critiche che gli vengono mosse, soprattutto per ciò che concerne i limiti del consumerismo politico come pratica individuale.
Capitolo o saggio
Consumerismo politico, Commercio equo e solidale, Boicottaggio, Partecipazione politica, Globalizzazione, Movimenti sociali
Italian
Consumi e partecipazione politica. Tra azione individuale e mobilitazione collettiva
88-464-7947-5
Tosi, S. (2006). Dai consumi alla politica. In S. Tosi (a cura di), Consumi e partecipazione politica. Tra azione individuale e mobilitazione collettiva (pp. 15-55). Milano : Franco Angeli.
Tosi, S
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