Questo studio analizza la distribuzione degli Investimenti Diretti Esteri (IDE) tra le diverse regioni europee e cerca di individuare i fattori regionali alla base di tale di distribuzione. In particolare, il lavoro si pone due questioni empiriche strettamente correlate. La prima riguarda l’esistenza di modelli di localizzazione differenti per diverse tipologie di Imprese Multinazionali (IMN). Queste ultime sono state distinte sia per settore di attività economica – manifatturiero e servizi – sia per origine geografica – intra o extra-europea. La seconda, riguarda invece la posizione relativa delle regioni dell’Europa orientale rispetto a quelle dell’Europa occidentale più ricche, più sviluppate, dunque potenzialmente più attraenti per le IMN. L’analisi empirica è condotta sia con tecniche descrittive, illustrano i pattern di localizzazione delle IMN, sia con tecniche econometriche che consentono di tener conto delle diverse fonti di eterogeneità sopra delineate. Dai risultati emerge che, accanto ai tradizionali fattori di attrazione degli IDE, quali il potenziale di mercato e le forze di agglomerazione, stanno emergendo nuovi fattori in grado di esercitare un influsso positivo sugli IDE in entrata. In particolare, la specializzazione in attività di servizio e la specializzazione funzionale delle regioni sembrano rispondere meglio alle nuove esigenze delle IMN della tradizionale specializzazione produttiva e del grado di istruzione della forza lavoro. Infine, i risultati dimostrano l’esistenza di una forte eterogeneità sia a livello geografico sia a livello settoriale

Casi, L., Resmini, L. (2010). Le derminanti degli investimenti diretti esteri: un approccio regionale. In S. Lorenzini, R. Rabelotti (a cura di), Federalismo e crescita: è possibile una relazione virtuosa? (pp. 295-319). FrancoAngeli.

Le derminanti degli investimenti diretti esteri: un approccio regionale

RESMINI, LAURA SANTA
2010

Abstract

Questo studio analizza la distribuzione degli Investimenti Diretti Esteri (IDE) tra le diverse regioni europee e cerca di individuare i fattori regionali alla base di tale di distribuzione. In particolare, il lavoro si pone due questioni empiriche strettamente correlate. La prima riguarda l’esistenza di modelli di localizzazione differenti per diverse tipologie di Imprese Multinazionali (IMN). Queste ultime sono state distinte sia per settore di attività economica – manifatturiero e servizi – sia per origine geografica – intra o extra-europea. La seconda, riguarda invece la posizione relativa delle regioni dell’Europa orientale rispetto a quelle dell’Europa occidentale più ricche, più sviluppate, dunque potenzialmente più attraenti per le IMN. L’analisi empirica è condotta sia con tecniche descrittive, illustrano i pattern di localizzazione delle IMN, sia con tecniche econometriche che consentono di tener conto delle diverse fonti di eterogeneità sopra delineate. Dai risultati emerge che, accanto ai tradizionali fattori di attrazione degli IDE, quali il potenziale di mercato e le forze di agglomerazione, stanno emergendo nuovi fattori in grado di esercitare un influsso positivo sugli IDE in entrata. In particolare, la specializzazione in attività di servizio e la specializzazione funzionale delle regioni sembrano rispondere meglio alle nuove esigenze delle IMN della tradizionale specializzazione produttiva e del grado di istruzione della forza lavoro. Infine, i risultati dimostrano l’esistenza di una forte eterogeneità sia a livello geografico sia a livello settoriale
Capitolo o saggio
Investimenti diretti esteri, determinanti, regioni europee
Italian
Federalismo e crescita: è possibile una relazione virtuosa?
978-88-568-3065-1
Casi, L., Resmini, L. (2010). Le derminanti degli investimenti diretti esteri: un approccio regionale. In S. Lorenzini, R. Rabelotti (a cura di), Federalismo e crescita: è possibile una relazione virtuosa? (pp. 295-319). FrancoAngeli.
Casi, L; Resmini, L
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