From a pedagogical perspective, the research investigates the educational dispositive within the theatre laboratory of the Juvenile Penal Institute 'C. Beccaria' in Milan. Through an ethnographic research methodology (Bove, 2009) framed in the research strategy of the intrinsic case study (Stake, 1994), the participant observation phase took place from November 2019 to February 2020. The theoretical framework that made it possible to analyze the research data is Riccardo Massa's pedagogical theory, which identifies the methodological, pragmatic and structural dimensions of the educational dispositive as the object of pedagogical research (Massa, 1986, 1987). This theoretical framework has guided field observation and has been used for the analysis of the data, which have been read and systematized through this theory. The analysis traced the educational dispositive within the theatre laboratory and qualified the structure of the experience as a community and transitional dispositive that works like a game. The research has therefore opened to a final interpretation of the theatre experience in prison in the light of the theories on playing (Fink, 2008; Huizinga, 1946; Winnicott, 1971) and of the theoretical constructs of "heterotopic space" (Foucault, 2002), and "liminoid phenomenon" (Turner, 1986). In the light of these theories, theatre in prison has been interpreted as a transformative and educational experience by virtue of its fictional, liminal and transitional dimension: a potential area (Mottana, 1993) that establish, within a total institution like the prison, a generative discontinuity and an intermediate and mediative zone, of threshold, contact and symbolic and material passage between outside and inside, between reality and possibility. The case study has been framed by an analysis of national and international literature on the state of the art of the phenomenon of theatre in prison and placed among the studies that, within this panorama, interpret it from a peculiar pedagogical perspective.

La ricerca indaga in ottica pedagogica il dispositivo educativo in atto all’interno del laboratorio teatrale dell’Istituto Penale Minorile ‘C. Beccaria’ di Milano. Attraverso una metodologia di ricerca etnografica (Bove, 2009) inquadrata nella strategia di ricerca dell’intrinsic case study (Stake, 1994), da novembre 2019 a febbraio 2020 si è svolta la fase di osservazione partecipante al laboratorio teatrale. La cornice teorica che ha consentito di analizzare i dati di ricerca è la teoria pedagogica di Riccardo Massa, che individua come oggetto della ricerca pedagogica le dimensioni progettuale, metodologica, pragmatica e strutturale del dispositivo educativo (Massa, 1986, 1987). Tale cornice teorica ha guidato l’osservazione sul campo ed è stata impiegata per l’analisi dei dati, che sono stati letti e sistematizzati attraverso tale teoria. L’operazione di analisi ha consentito di rintracciare il dispositivo in atto all’interno del laboratorio teatrale, e di qualificare la struttura dell’esperienza come un dispositivo comunitario e transizionale che funziona come un gioco. La ricerca ha, quindi, aperto a un’interpretazione finale dell’esperienza del teatro in carcere alla luce delle teorie sul gioco (Fink, 2008; Huizinga, 1946; Winnicott, 1971) e dei costrutti teorici di “spazio eterotopico” (Foucault, 2002), e “fenomeno liminoide” (Turner, 1986). Alla luce di tali teorie, il teatro in carcere è stato interpretato come esperienza trasformativa ed educativa in virtù della sua dimensione finzionale, liminale e transizionale: un’area potenziale (Mottana, 1993) che si staglia sulla vita diffusa istituendo, all’interno di un’istituzione totale come il carcere, una discontinuità generativa e una zona intermedia e mediativa, di soglia, di contatto e di passaggio simbolico e materiale tra esterno e interno, tra realtà e possibilità. Il caso di studio è stato, infine, incorniciato da un’analisi della letteratura nazionale e internazionale sullo stato dell’arte del fenomeno del teatro in carcere e collocato tra gli studi che, entro tale panorama, lo interpretano da una peculiare prospettiva pedagogica.

(2022). Il teatro in carcere come esperienza trasformativa. Un caso di studio etnografico sul dispositivo educativo in atto all’interno del laboratorio teatrale dell’I.P.M. “C. Beccaria” di Milano. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).

Il teatro in carcere come esperienza trasformativa. Un caso di studio etnografico sul dispositivo educativo in atto all’interno del laboratorio teatrale dell’I.P.M. “C. Beccaria” di Milano

BERNI, VERONICA
2022

Abstract

La ricerca indaga in ottica pedagogica il dispositivo educativo in atto all’interno del laboratorio teatrale dell’Istituto Penale Minorile ‘C. Beccaria’ di Milano. Attraverso una metodologia di ricerca etnografica (Bove, 2009) inquadrata nella strategia di ricerca dell’intrinsic case study (Stake, 1994), da novembre 2019 a febbraio 2020 si è svolta la fase di osservazione partecipante al laboratorio teatrale. La cornice teorica che ha consentito di analizzare i dati di ricerca è la teoria pedagogica di Riccardo Massa, che individua come oggetto della ricerca pedagogica le dimensioni progettuale, metodologica, pragmatica e strutturale del dispositivo educativo (Massa, 1986, 1987). Tale cornice teorica ha guidato l’osservazione sul campo ed è stata impiegata per l’analisi dei dati, che sono stati letti e sistematizzati attraverso tale teoria. L’operazione di analisi ha consentito di rintracciare il dispositivo in atto all’interno del laboratorio teatrale, e di qualificare la struttura dell’esperienza come un dispositivo comunitario e transizionale che funziona come un gioco. La ricerca ha, quindi, aperto a un’interpretazione finale dell’esperienza del teatro in carcere alla luce delle teorie sul gioco (Fink, 2008; Huizinga, 1946; Winnicott, 1971) e dei costrutti teorici di “spazio eterotopico” (Foucault, 2002), e “fenomeno liminoide” (Turner, 1986). Alla luce di tali teorie, il teatro in carcere è stato interpretato come esperienza trasformativa ed educativa in virtù della sua dimensione finzionale, liminale e transizionale: un’area potenziale (Mottana, 1993) che si staglia sulla vita diffusa istituendo, all’interno di un’istituzione totale come il carcere, una discontinuità generativa e una zona intermedia e mediativa, di soglia, di contatto e di passaggio simbolico e materiale tra esterno e interno, tra realtà e possibilità. Il caso di studio è stato, infine, incorniciato da un’analisi della letteratura nazionale e internazionale sullo stato dell’arte del fenomeno del teatro in carcere e collocato tra gli studi che, entro tale panorama, lo interpretano da una peculiare prospettiva pedagogica.
BARONE, PIERANGELO
From a pedagogical perspective, the research investigates the educational dispositive within the theatre laboratory of the Juvenile Penal Institute 'C. Beccaria' in Milan. Through an ethnographic research methodology (Bove, 2009) framed in the research strategy of the intrinsic case study (Stake, 1994), the participant observation phase took place from November 2019 to February 2020. The theoretical framework that made it possible to analyze the research data is Riccardo Massa's pedagogical theory, which identifies the methodological, pragmatic and structural dimensions of the educational dispositive as the object of pedagogical research (Massa, 1986, 1987). This theoretical framework has guided field observation and has been used for the analysis of the data, which have been read and systematized through this theory. The analysis traced the educational dispositive within the theatre laboratory and qualified the structure of the experience as a community and transitional dispositive that works like a game. The research has therefore opened to a final interpretation of the theatre experience in prison in the light of the theories on playing (Fink, 2008; Huizinga, 1946; Winnicott, 1971) and of the theoretical constructs of "heterotopic space" (Foucault, 2002), and "liminoid phenomenon" (Turner, 1986). In the light of these theories, theatre in prison has been interpreted as a transformative and educational experience by virtue of its fictional, liminal and transitional dimension: a potential area (Mottana, 1993) that establish, within a total institution like the prison, a generative discontinuity and an intermediate and mediative zone, of threshold, contact and symbolic and material passage between outside and inside, between reality and possibility. The case study has been framed by an analysis of national and international literature on the state of the art of the phenomenon of theatre in prison and placed among the studies that, within this panorama, interpret it from a peculiar pedagogical perspective.
teatro; carcere minorile; dispositivo; educazione; finzionalità
theatre; juvenile prison; dispositive; education; finzionalità
M-PED/01 - PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Italian
EDUCAZIONE NELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA
34
2020/2021
(2022). Il teatro in carcere come esperienza trasformativa. Un caso di studio etnografico sul dispositivo educativo in atto all’interno del laboratorio teatrale dell’I.P.M. “C. Beccaria” di Milano. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).
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Descrizione: Il teatro in carcere come esperienza trasformativa. Un caso di studio etnografico sul dispositivo educativo in atto all’interno del laboratorio teatrale dell’I.P.M. “C. Beccaria” di Milano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/375878
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