The word Ndigwa means food in Gogo language. What’s about the food? The typical daily main meal in rural Dodoma households is a stiff white porridge, called ugali, usually accompanied by a dressing of cooked green leafy vegetables. These vegetables come from a variety of sources: they can be either homegrown or bought at the local market; sometimes they can even be harvested from the wild. In rural areas where diet is considered low in animal source food and in some nutrients, these vegetables play an important role in diet because of high concentrations of some nutrients. In the interviews, the term collected to indicate leafy vegetables, in addition to the single specific name, is mboga. The present ethnographic study investigates the mboga economies and it examines the topic of the so-called Indigenous Vegetables and NUS (Neglected and Underutilized Species) in a specific context, the Dodoma region, in the central area of Tanzania mainly inhabited by the agro-pastoral population known as Gogo. Starting from the definition of NUS and the ambiguous concept of "neglected", it is possible to investigate the interpretative limits of many other "food dichotomies": indigenous / imported, wild / cultivated, dried / fresh, traditional / modern, domestic / commercial, female / male, subsistence / market. With the aim of encouraging their marketing, the leaves were in fact labeled as "indigenous" or "traditional" even when they were not always so (as in the case of the chainizi plant); “wild” despite being somewhat domesticated; of female competence while being cultivated together with men. Getting closer to local perspectives on food, departing not just from narratives and local values, but also local practices around food, allows to highlight constraints but even more resources within policy making, with the aim to be sustainable and thus inclusive to communities who often have been left aside by development policies: small farmers, rural consumers, market sellers. Within a long tradition of difficulties of modernization policies in understanding local resource management, local coping risk and diversification strategies, often local cultural patterns have been translated into mere obstacles: instead, understanding local perspectives is the first step to highlight contradictions or changes but it’s also the way to highlight that what are labeled hindrances to development can become resources for an equal and participatory socio-economic change.

Ndigwa? In gogo è un saluto che significa: quali notizie porta il cibo? Il piatto principale consumato nella regione di Dodoma, in Tanzania, è una polenta bianca, in swahili ugali, che è solitamente accompagnata da un condimento di foglie cotte (mboga). Il presente studio etnografico indaga “l’economia delle foglie” tra la popolazione agro-pastorale gogo, analizzando il cibo come “voce” della modernità (Couhinan, 1984). L’analisi si concentra sugli alimenti definiti localmente tradizionali e sulle verdure dette NUS (Specie Trascurate e Sottoutilizzate) dalle politiche economiche dello sviluppo. Ciò che si osserva è che in questi villaggi persiste un sistema ibrido di produzione e consumo della mboga, un “continuum” agri-culturale tra modernità e tradizione, tra foglie utilizzate fresche e foglie essiccate, un insieme di saperi del cibo non separati da confini netti, ma con punti di contatto e di sovrapposizione. Questo aspetto è spesso invisibile nelle classificazioni e nelle tassonomie agronomiche e botaniche. In tal senso, la presenza della mboga fresca non è mai localmente rappresentata solo come un miglioramento nutrizionale ma come un cambiamento che coinvolge molte dimensioni: modalità di coltivazione, saperi dell’acqua, connessioni tra gruppi etnici, cambiamento di utensili di cucina, migrazione, evoluzione di saperi e sapori culinari, forme di scambio monetarie e non monetarie. Se dal punto di vista delle politiche agricole tanzaniane, il sostegno alla produzione e alla commercializzazione della mboga dovrebbe contribuire alla sua diffusione nei mercati e nelle cucine, soprattutto delle metropoli, è invece proprio la sua coltivazione, con gli stessi semi e pesticidi, che ne riduce la bio-diversità e quindi anche la disponibilità. Dall’analisi della filiera di queste verdure e delle politiche agricole, tanzaniane e africane, nel settore ortofrutticolo è possibile infatti osservare i cambiamenti a livello globale delle relazioni sociali e ambientali derivanti da quella è stata definita la “commercializzazione della vita rurale” (Ponte, 1998). L’enfasi sul potenziamento della capacità di produzione, la trasformazione e vendita dei piccoli produttori, l’incremento delle attività non agricole in aree agro-pastorali, l’aumento della migrazione della forza lavoro e infine la rapida monetarizzazione degli scambi quotidiani sono questioni che attraversano la dimensione sociale del locale. La trasformazione di molte strutture sociali comunitarie potrebbe essere superficialmente interpretata come l’abbandono del “tradizionale” e l’introduzione di forme di tipiche del capitalismo globale. L’economia morale ancora oggi attiva istituzioni di solidarietà storiche, meccanismi di redistribuzione del reddito e celebrazioni delle feste e dei riti, che si interconnettono con le dinamiche del Mercato capitalistico. La mboga, cibo degli “antenati e dei mercati”, e le sue caratteristiche agri-culturali sono ancora parte di un sistema, per lo più domestico, regolato socialmente, eppure contemporaneamente le economie morali “tradizionali” si stanno ri-significando per affrontare i nuovi contesti e le nuove sfide, per riorganizzare le relazioni sociali dentro e fuori le comunità.

(2022). Ndigwa?L’economia delle foglie tra valori sociali del cibo e relazioni di mercato nelle comunità agro-pastorali nel centro della Tanzania. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).

Ndigwa?L’economia delle foglie tra valori sociali del cibo e relazioni di mercato nelle comunità agro-pastorali nel centro della Tanzania

AIOLFI, BARBARA
2022

Abstract

Ndigwa? In gogo è un saluto che significa: quali notizie porta il cibo? Il piatto principale consumato nella regione di Dodoma, in Tanzania, è una polenta bianca, in swahili ugali, che è solitamente accompagnata da un condimento di foglie cotte (mboga). Il presente studio etnografico indaga “l’economia delle foglie” tra la popolazione agro-pastorale gogo, analizzando il cibo come “voce” della modernità (Couhinan, 1984). L’analisi si concentra sugli alimenti definiti localmente tradizionali e sulle verdure dette NUS (Specie Trascurate e Sottoutilizzate) dalle politiche economiche dello sviluppo. Ciò che si osserva è che in questi villaggi persiste un sistema ibrido di produzione e consumo della mboga, un “continuum” agri-culturale tra modernità e tradizione, tra foglie utilizzate fresche e foglie essiccate, un insieme di saperi del cibo non separati da confini netti, ma con punti di contatto e di sovrapposizione. Questo aspetto è spesso invisibile nelle classificazioni e nelle tassonomie agronomiche e botaniche. In tal senso, la presenza della mboga fresca non è mai localmente rappresentata solo come un miglioramento nutrizionale ma come un cambiamento che coinvolge molte dimensioni: modalità di coltivazione, saperi dell’acqua, connessioni tra gruppi etnici, cambiamento di utensili di cucina, migrazione, evoluzione di saperi e sapori culinari, forme di scambio monetarie e non monetarie. Se dal punto di vista delle politiche agricole tanzaniane, il sostegno alla produzione e alla commercializzazione della mboga dovrebbe contribuire alla sua diffusione nei mercati e nelle cucine, soprattutto delle metropoli, è invece proprio la sua coltivazione, con gli stessi semi e pesticidi, che ne riduce la bio-diversità e quindi anche la disponibilità. Dall’analisi della filiera di queste verdure e delle politiche agricole, tanzaniane e africane, nel settore ortofrutticolo è possibile infatti osservare i cambiamenti a livello globale delle relazioni sociali e ambientali derivanti da quella è stata definita la “commercializzazione della vita rurale” (Ponte, 1998). L’enfasi sul potenziamento della capacità di produzione, la trasformazione e vendita dei piccoli produttori, l’incremento delle attività non agricole in aree agro-pastorali, l’aumento della migrazione della forza lavoro e infine la rapida monetarizzazione degli scambi quotidiani sono questioni che attraversano la dimensione sociale del locale. La trasformazione di molte strutture sociali comunitarie potrebbe essere superficialmente interpretata come l’abbandono del “tradizionale” e l’introduzione di forme di tipiche del capitalismo globale. L’economia morale ancora oggi attiva istituzioni di solidarietà storiche, meccanismi di redistribuzione del reddito e celebrazioni delle feste e dei riti, che si interconnettono con le dinamiche del Mercato capitalistico. La mboga, cibo degli “antenati e dei mercati”, e le sue caratteristiche agri-culturali sono ancora parte di un sistema, per lo più domestico, regolato socialmente, eppure contemporaneamente le economie morali “tradizionali” si stanno ri-significando per affrontare i nuovi contesti e le nuove sfide, per riorganizzare le relazioni sociali dentro e fuori le comunità.
VAN AKEN, MAURO IVO
The word Ndigwa means food in Gogo language. What’s about the food? The typical daily main meal in rural Dodoma households is a stiff white porridge, called ugali, usually accompanied by a dressing of cooked green leafy vegetables. These vegetables come from a variety of sources: they can be either homegrown or bought at the local market; sometimes they can even be harvested from the wild. In rural areas where diet is considered low in animal source food and in some nutrients, these vegetables play an important role in diet because of high concentrations of some nutrients. In the interviews, the term collected to indicate leafy vegetables, in addition to the single specific name, is mboga. The present ethnographic study investigates the mboga economies and it examines the topic of the so-called Indigenous Vegetables and NUS (Neglected and Underutilized Species) in a specific context, the Dodoma region, in the central area of Tanzania mainly inhabited by the agro-pastoral population known as Gogo. Starting from the definition of NUS and the ambiguous concept of "neglected", it is possible to investigate the interpretative limits of many other "food dichotomies": indigenous / imported, wild / cultivated, dried / fresh, traditional / modern, domestic / commercial, female / male, subsistence / market. With the aim of encouraging their marketing, the leaves were in fact labeled as "indigenous" or "traditional" even when they were not always so (as in the case of the chainizi plant); “wild” despite being somewhat domesticated; of female competence while being cultivated together with men. Getting closer to local perspectives on food, departing not just from narratives and local values, but also local practices around food, allows to highlight constraints but even more resources within policy making, with the aim to be sustainable and thus inclusive to communities who often have been left aside by development policies: small farmers, rural consumers, market sellers. Within a long tradition of difficulties of modernization policies in understanding local resource management, local coping risk and diversification strategies, often local cultural patterns have been translated into mere obstacles: instead, understanding local perspectives is the first step to highlight contradictions or changes but it’s also the way to highlight that what are labeled hindrances to development can become resources for an equal and participatory socio-economic change.
cibo; mercati; Tanzania; filiere; economia morale
food; markets; Tanzania; value chain; economia morale
M-DEA/01 - DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE
Italian
ANTROPOLOGIA CULTURALE E SOCIALE
32
2019/2020
(2022). Ndigwa?L’economia delle foglie tra valori sociali del cibo e relazioni di mercato nelle comunità agro-pastorali nel centro della Tanzania. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/365799
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