Habermas’ post-secular perspective of socio-political integration has had a major formative effect on the debate surrounding the place of religion in present-day pluralist societies. And yet as democracies are currently beset by a new wave of interfaith challenges it would seem that his vision of religious and non-religious citizens publicly engaging in a process of learning and reconciliation through cooperative translation and deliberation would need to be reconsidered and adjusted. This apparent shortcoming may partly be explained by the prevalent Judeo-Christian focus of Habermas’ deliberative model. To what extent, then, is the plurality of political theological contexts—Hinduism, Buddhism, Islam, and other religious traditions—significant for democratic theory today, for broadening and refining the public reason approach? Should and can the Habermasian vision address more directly the issues of faith, holiness, and Messianism that he has excluded from the philosophical domain? Moreover, in his later writings, Habermas does not seem to take sufficiently into account the relation between religion, violence, and socio-economic domination. The question is how his deliberative model could be extended to address such problems and to what extent post-secularism and capitalism are interconnected. Although Habermas’ primary concern has been the European political project, the connection between his European interventions and his religious “turn” remain insufficiently explored. What is the significance and what are the practical consequences of Habermas’ re-definition of the role of religion in an age of accelerated pluralisation both in Europe and beyond it? The aim of this Special Issue of the European Legacy is to take stock of the diverse intended and perhaps unintended implications of the Habermasian view of religion. More specifically, we are consider perspectives on the role, scope, and ability of Habermasian public reason to meet the new challenges of interreligious dialogue and integration in democratic societies.

La prospettiva postsecolare di Habermas ha avuto un impatto significativo nel dare forma al dibattito circa il ruolo della religione nelle società plurali del nostro tempo. Tuttavia, mentre le democrazie sono attraversate da una nuova ondata di sfide interreligiose, sembra che la sua visione di cittadini religiosi e secolari che interagiscono discorsivamente in un processo di apprendimento e riconciliazione per via di traduzione e deliberazione debba essere rivisto e aggiornato. I limiti della visione habermasiana possono essere in parte spiegati con la sua prevalente concentrazione sulla tradizione giudaico-cristiana. Occorre chiedersi in che misura la pluralità di contesti teologico-politici - Induismo, Buddismo, Islam e altre tradizioni religiose - sia rilevante per la teoria democratica, allo scopo di allargare e ridefinire i termini degli approcci basati sulla ragione pubblica. Fino a che punto la visione habermasiana può, e dovrebbe, confrontarsi con le questioni della fede, della santità, del messianismo che ha finora escluso dal dominio della riflessione filosofica? Inoltre, nei suoi scritti più tardi, Habermas non sembra prendere a sufficienza in considerazione il rapporto fra religione, violenza e dominazione socio-economica. Ci si interroga dunque su come il suo modello deliberativo possa essere esteso per misurarsi con tali problemi e in quale misura postsecolarismo e capitalismo siano legati. Anche se la preoccupazione primaria di Habermas è stata il progetto politico europeo, la connessione fra i suoi interventi sull'Europa e la sua "svolta" religiosa rimangono insufficientemente esplorati. Qual è il significato e quali le conseguenze pratiche della ridefinizione da parte di Habermas del ruolo della religione in un'epoca di accelerazione del pluralismo, sia in Europa sia fuori dell'Europa? Lo scopo di questa Special Issue di Europea Legacy è quello di prendere in considerazione le diverse implicazioni, volontarie o meno, della visione habermasiana della religione. Più specificamente, si esaminano prospettive sul ruolo, l'ampiezza, e l'efficacia della ragione pubblica habermasiana quando messa a confronto con le nuove sfide del dialogo interreligioso e dell'integrazione nelle società democratiche.

Monti, P., Ungureanu, C. (2017). Habermas on Religion and Democracy: Critical Perspectives. THE EUROPEAN LEGACY, TOWARD NEW PARADIGMS, 22(5), 521-527 [10.1080/10848770.2017.1317160].

Habermas on Religion and Democracy: Critical Perspectives

Monti, Paolo;
2017

Abstract

La prospettiva postsecolare di Habermas ha avuto un impatto significativo nel dare forma al dibattito circa il ruolo della religione nelle società plurali del nostro tempo. Tuttavia, mentre le democrazie sono attraversate da una nuova ondata di sfide interreligiose, sembra che la sua visione di cittadini religiosi e secolari che interagiscono discorsivamente in un processo di apprendimento e riconciliazione per via di traduzione e deliberazione debba essere rivisto e aggiornato. I limiti della visione habermasiana possono essere in parte spiegati con la sua prevalente concentrazione sulla tradizione giudaico-cristiana. Occorre chiedersi in che misura la pluralità di contesti teologico-politici - Induismo, Buddismo, Islam e altre tradizioni religiose - sia rilevante per la teoria democratica, allo scopo di allargare e ridefinire i termini degli approcci basati sulla ragione pubblica. Fino a che punto la visione habermasiana può, e dovrebbe, confrontarsi con le questioni della fede, della santità, del messianismo che ha finora escluso dal dominio della riflessione filosofica? Inoltre, nei suoi scritti più tardi, Habermas non sembra prendere a sufficienza in considerazione il rapporto fra religione, violenza e dominazione socio-economica. Ci si interroga dunque su come il suo modello deliberativo possa essere esteso per misurarsi con tali problemi e in quale misura postsecolarismo e capitalismo siano legati. Anche se la preoccupazione primaria di Habermas è stata il progetto politico europeo, la connessione fra i suoi interventi sull'Europa e la sua "svolta" religiosa rimangono insufficientemente esplorati. Qual è il significato e quali le conseguenze pratiche della ridefinizione da parte di Habermas del ruolo della religione in un'epoca di accelerazione del pluralismo, sia in Europa sia fuori dell'Europa? Lo scopo di questa Special Issue di Europea Legacy è quello di prendere in considerazione le diverse implicazioni, volontarie o meno, della visione habermasiana della religione. Più specificamente, si esaminano prospettive sul ruolo, l'ampiezza, e l'efficacia della ragione pubblica habermasiana quando messa a confronto con le nuove sfide del dialogo interreligioso e dell'integrazione nelle società democratiche.
Articolo in rivista - Contributo a Forum/Dibattito, Introduzione
Habermas’ post-secular perspective of socio-political integration has had a major formative effect on the debate surrounding the place of religion in present-day pluralist societies. And yet as democracies are currently beset by a new wave of interfaith challenges it would seem that his vision of religious and non-religious citizens publicly engaging in a process of learning and reconciliation through cooperative translation and deliberation would need to be reconsidered and adjusted. This apparent shortcoming may partly be explained by the prevalent Judeo-Christian focus of Habermas’ deliberative model. To what extent, then, is the plurality of political theological contexts—Hinduism, Buddhism, Islam, and other religious traditions—significant for democratic theory today, for broadening and refining the public reason approach? Should and can the Habermasian vision address more directly the issues of faith, holiness, and Messianism that he has excluded from the philosophical domain? Moreover, in his later writings, Habermas does not seem to take sufficiently into account the relation between religion, violence, and socio-economic domination. The question is how his deliberative model could be extended to address such problems and to what extent post-secularism and capitalism are interconnected. Although Habermas’ primary concern has been the European political project, the connection between his European interventions and his religious “turn” remain insufficiently explored. What is the significance and what are the practical consequences of Habermas’ re-definition of the role of religion in an age of accelerated pluralisation both in Europe and beyond it? The aim of this Special Issue of the European Legacy is to take stock of the diverse intended and perhaps unintended implications of the Habermasian view of religion. More specifically, we are consider perspectives on the role, scope, and ability of Habermasian public reason to meet the new challenges of interreligious dialogue and integration in democratic societies.
Jürgen Habermas; Religion; Democracy; Postsecularism
Jürgen Habermas; Religione; Democrazia; Postsecolarismo
English
521
527
7
Monti, P., Ungureanu, C. (2017). Habermas on Religion and Democracy: Critical Perspectives. THE EUROPEAN LEGACY, TOWARD NEW PARADIGMS, 22(5), 521-527 [10.1080/10848770.2017.1317160].
Monti, P; Ungureanu, C
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/364276
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