The reading of some passages of Reading the Capital by Louis Althusser suggest that Althusser would have recognized in Merleau-Ponty the possibility of ‘structural causality’, however folded into a – certainly conscious and intentional – ontology of the imaginary: it is in this imaginary that we mystifies, but, at the same time, an ‘adequate’ way to think about the relationship between structure-infrastructure-superstructure can be seen. This confrontation with Merleau-Ponty's ontology is perhaps linked to Althusser's late admission that he had built an imaginary Marxism. This phrase, rather than a weakness of the Althusserian argument, would define a political and methodological option: a progressive and perhaps never completed approach to Marx, in a reading that intentionally remains in the state of ‘prolegomena’ and, at the same time, is carried out in an uninterrupted detour aimed at tracing the problematic in his philosophical ‘surroundings’ (as will happen in the case of Spinoza, Machiavelli, Lucretius and Epicurus). The construction of the object of Capital would require a passage into the imagination, as if it were necessary to pass from there and almost pause a bit in order to build, starting from it, the nucleus of a philosophy for Marxism. In the latter case, the detour in the imagination and, of course, its demystification is presented as a renewed version of the critique of ideology and as a repetition or relaunch, by Althusser, of the same Marxian gesture.

La lettura di alcuni passi di Leggere il Capitale di Louis Althusser suggeriscono che Althusser avrebbe ravvisato in Merleau-Ponty la possibilità della ‘causalità strutturale’, tuttavia piegata in una – certo consapevole e intenzionale – ontologia dell’immaginario: è in questo immaginario che si mistifica, ma, al tempo stesso, si intravede, un modo “adeguato” per pensare il rapporto tra struttura-infrastruttura-sovrastruttura. Questo sotterraneo “corpo a corpo” con l’ontologia di Merleau-Ponty si lega, forse, alla tarda ammissione, da parte di Althusser, di avere costruito un “marxismo immaginario”. Questo sintagma, più che una debolezza dell’argomentazione althusseriana, definirebbe un’opzione politica e metodologica: un progressivo e forse mai compiuto avvicinamento a Marx, in una lettura che intenzionalmente resta allo stato di “prolegomeni” e, allo stesso tempo, nel “girare attorno” a Marx, si effettua in un ininterrotto détour volto a rintracciarne la problematica nei suoi “dintorni” filosofici (come avverrà nel caso di Spinoza, Machiavelli, infine Lucrezio ed Epicuro). La costruzione dell’“oggetto del Capitale”, insomma, richiederebbe un passaggio nell’immaginario, come se fosse necessario passare da là e quasi soffermarcisi un po’ allo scopo di costruire, a partire da esso, il nucleo di una filosofia per il marxismo. In quest’ultimo caso, il détour nell’immaginario e, certo, la sua demistificazione si presenta come versione rinnovata della critica all’ideologia e come ripetizione o rilancio, da parte di Althusser, dello stesso gesto marxiano.

Pinzolo, L. (2021). La fabbrica dell’intelligibilità e il passaggio per l’immaginario. Una notation merleau-pontyana in Leggere il Capitale. CONSECUTIO RERUM, V(10 - 2/2021), 185-207.

La fabbrica dell’intelligibilità e il passaggio per l’immaginario. Una notation merleau-pontyana in Leggere il Capitale

Pinzolo, L
2021

Abstract

La lettura di alcuni passi di Leggere il Capitale di Louis Althusser suggeriscono che Althusser avrebbe ravvisato in Merleau-Ponty la possibilità della ‘causalità strutturale’, tuttavia piegata in una – certo consapevole e intenzionale – ontologia dell’immaginario: è in questo immaginario che si mistifica, ma, al tempo stesso, si intravede, un modo “adeguato” per pensare il rapporto tra struttura-infrastruttura-sovrastruttura. Questo sotterraneo “corpo a corpo” con l’ontologia di Merleau-Ponty si lega, forse, alla tarda ammissione, da parte di Althusser, di avere costruito un “marxismo immaginario”. Questo sintagma, più che una debolezza dell’argomentazione althusseriana, definirebbe un’opzione politica e metodologica: un progressivo e forse mai compiuto avvicinamento a Marx, in una lettura che intenzionalmente resta allo stato di “prolegomeni” e, allo stesso tempo, nel “girare attorno” a Marx, si effettua in un ininterrotto détour volto a rintracciarne la problematica nei suoi “dintorni” filosofici (come avverrà nel caso di Spinoza, Machiavelli, infine Lucrezio ed Epicuro). La costruzione dell’“oggetto del Capitale”, insomma, richiederebbe un passaggio nell’immaginario, come se fosse necessario passare da là e quasi soffermarcisi un po’ allo scopo di costruire, a partire da esso, il nucleo di una filosofia per il marxismo. In quest’ultimo caso, il détour nell’immaginario e, certo, la sua demistificazione si presenta come versione rinnovata della critica all’ideologia e come ripetizione o rilancio, da parte di Althusser, dello stesso gesto marxiano.
Articolo in rivista - Articolo scientifico
Scientifica
The reading of some passages of Reading the Capital by Louis Althusser suggest that Althusser would have recognized in Merleau-Ponty the possibility of ‘structural causality’, however folded into a – certainly conscious and intentional – ontology of the imaginary: it is in this imaginary that we mystifies, but, at the same time, an ‘adequate’ way to think about the relationship between structure-infrastructure-superstructure can be seen. This confrontation with Merleau-Ponty's ontology is perhaps linked to Althusser's late admission that he had built an imaginary Marxism. This phrase, rather than a weakness of the Althusserian argument, would define a political and methodological option: a progressive and perhaps never completed approach to Marx, in a reading that intentionally remains in the state of ‘prolegomena’ and, at the same time, is carried out in an uninterrupted detour aimed at tracing the problematic in his philosophical ‘surroundings’ (as will happen in the case of Spinoza, Machiavelli, Lucretius and Epicurus). The construction of the object of Capital would require a passage into the imagination, as if it were necessary to pass from there and almost pause a bit in order to build, starting from it, the nucleus of a philosophy for Marxism. In the latter case, the detour in the imagination and, of course, its demystification is presented as a renewed version of the critique of ideology and as a repetition or relaunch, by Althusser, of the same Marxian gesture.
Althusser, Marx, Merleau-Ponty, Ideology, Structure
Italian
Pinzolo, L. (2021). La fabbrica dell’intelligibilità e il passaggio per l’immaginario. Una notation merleau-pontyana in Leggere il Capitale. CONSECUTIO RERUM, V(10 - 2/2021), 185-207.
Pinzolo, L
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