I crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e, in modo particolare, i genocidi avvenuti nel corso del XX secolo, mettono in rilievo i confini estremi dell’epoca della modernità e la razionalità strumentale che la caratterizza. Questi tipi di azione collettiva, viste le modalità e i contesti in cui sono apparsi e continuano ad apparire negli ultimi decenni, tendono spesso ad auto-rappresentarsi, ma anche ad essere letti e interpretati come espressione di odi atavici e di lotte primordiali meta-razionali (e quindi meta-moderne) finalizzate a una ridistribuzione di risorse materiali e simboliche, definite assolutamente necessarie par la sopravvivenza di una data collettività. Una decostruzione più rigorosa dei fenomeni in questione accaduti nel Novecento riscopre invece la struttura razionale di quello specifico tipo d’agire, svelando molti punti di contatto tra le logiche di fondazione dello stato nazionale, tipicamente moderne ed europee, la nascita dei grandi sistemi totalitari, e le guerre scoppiate dopo il 1989.

Sekulic, T. (2006). Crimini di guerra, crimini contro umanità e genocidio come strategie di state building etnonazionalista. In M. Calloni (a cura di), Violenza senza legge. Genocidi e crimini di guerra nell'età globale (pp. 121-133). Torino : UTET Università.

Crimini di guerra, crimini contro umanità e genocidio come strategie di state building etnonazionalista

SEKULIC, TATJANA
2006

Abstract

I crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e, in modo particolare, i genocidi avvenuti nel corso del XX secolo, mettono in rilievo i confini estremi dell’epoca della modernità e la razionalità strumentale che la caratterizza. Questi tipi di azione collettiva, viste le modalità e i contesti in cui sono apparsi e continuano ad apparire negli ultimi decenni, tendono spesso ad auto-rappresentarsi, ma anche ad essere letti e interpretati come espressione di odi atavici e di lotte primordiali meta-razionali (e quindi meta-moderne) finalizzate a una ridistribuzione di risorse materiali e simboliche, definite assolutamente necessarie par la sopravvivenza di una data collettività. Una decostruzione più rigorosa dei fenomeni in questione accaduti nel Novecento riscopre invece la struttura razionale di quello specifico tipo d’agire, svelando molti punti di contatto tra le logiche di fondazione dello stato nazionale, tipicamente moderne ed europee, la nascita dei grandi sistemi totalitari, e le guerre scoppiate dopo il 1989.
Capitolo o saggio
war crimes, genocide, etnonationalism, state building
Italian
Violenza senza legge. Genocidi e crimini di guerra nell'età globale
886008069X
Sekulic, T. (2006). Crimini di guerra, crimini contro umanità e genocidio come strategie di state building etnonazionalista. In M. Calloni (a cura di), Violenza senza legge. Genocidi e crimini di guerra nell'età globale (pp. 121-133). Torino : UTET Università.
Sekulic, T
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/19558
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