The contribution is based on some quick references to authors, such as Spinoza and Schopenhauer, who have attempted a sort of genealogy of will and free will following their call to separate them from the plane of the individual to the metaphysical-ontological one. We will therefore try to reformulate the problem through a détour in the Bhagavadgītā, in which, at least at first reading, we do not speak of will, even if we constantly discuss action and decision. Using freely the concept of F. Jullien of “gap”, we try to show that Bhagavadgītā can provide us with tools to rethink the question of will precisely because of the same reasons why that concept has never been formulated

Il contributo prende le mosse da alcuni rapidi riferimenti ad autori, come Spinoza e Schopenhauer, che hanno tentato una sorta di genealogia della volontà e del libero arbitrio seguendone l’invito a decentrarli dal piano del soggetto individuale a quello metafisico-ontologico. Si cercherà, quindi, di riformulare il problema attraverso un détour nella Bhagavadgītā, in cui, almeno ad una prima lettura, non si parla di volontà, anche se si discute continuamente di azione e di decisione. Utilizzando liberamente il concetto di F. Jullien di “scarto”, si cerca di mostrare che la Bhagavadgītā può fornirci degli strumenti per ripensare la questione della volontà proprio grazie a quelle stesse ragioni per cui quel concetto non è mai stato formulato

Pinzolo, L. (2018). L’evento della volontà in una prospettiva comparativa. L’azione e l’agente nella Bhagavadgītā. ATQUE, 21, 173-201.

L’evento della volontà in una prospettiva comparativa. L’azione e l’agente nella Bhagavadgītā

Pinzolo, L.
2018

Abstract

Il contributo prende le mosse da alcuni rapidi riferimenti ad autori, come Spinoza e Schopenhauer, che hanno tentato una sorta di genealogia della volontà e del libero arbitrio seguendone l’invito a decentrarli dal piano del soggetto individuale a quello metafisico-ontologico. Si cercherà, quindi, di riformulare il problema attraverso un détour nella Bhagavadgītā, in cui, almeno ad una prima lettura, non si parla di volontà, anche se si discute continuamente di azione e di decisione. Utilizzando liberamente il concetto di F. Jullien di “scarto”, si cerca di mostrare che la Bhagavadgītā può fornirci degli strumenti per ripensare la questione della volontà proprio grazie a quelle stesse ragioni per cui quel concetto non è mai stato formulato
Articolo in rivista - Articolo scientifico
The contribution is based on some quick references to authors, such as Spinoza and Schopenhauer, who have attempted a sort of genealogy of will and free will following their call to separate them from the plane of the individual to the metaphysical-ontological one. We will therefore try to reformulate the problem through a détour in the Bhagavadgītā, in which, at least at first reading, we do not speak of will, even if we constantly discuss action and decision. Using freely the concept of F. Jullien of “gap”, we try to show that Bhagavadgītā can provide us with tools to rethink the question of will precisely because of the same reasons why that concept has never been formulated
Libet; Spinoza; Schopenhauer; Śaṅkara; libero arbitrio; ontologia; natura; induismo; Bhagavadgītā; darśana.
Italian
173
201
29
Pinzolo, L. (2018). L’evento della volontà in una prospettiva comparativa. L’azione e l’agente nella Bhagavadgītā. ATQUE, 21, 173-201.
Pinzolo, L
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