The article intends to start a critical and problematizing reflection on play and on disability, both of which are dimensions kept to the sidelines of our society which is dedicated to growth and productivity by a disciplining and normalizing pedagogical thought. A renewed view is proposed on play that can recognize its constitutive ambivalence, its transformative and subversive power and an expert and respectful view on disability which can approach the fragile and recondite dimensions of existence. Only through this view can play be accepted and reinstated into educational contexts and also into the life projects of people with disabilities as a fundamental and vital experience in view of their well-being and social inclusion. The experience of the Play Area of the non-profit association L’abilità is presented as a paradigmatic and innovative example of the implementation and realization of a radical and transformative thought which has established and returned a precious space and time for play to children with disabilities. It is a project which has been evolving continuously for fifteen years in search of new possibilities, uncertainties and elation, swinging between the border and the pleasure of daring

L’articolo intende avviare una riflessione critica e problematizzante sul gioco e sulla disabilità, dimensioni tenute ai margini dalla nostra società votata alla crescita e alla produttività e da un pensiero pedagogico disciplinante e normalizzante. Si propone uno sguardo rinnovato sul gioco che sappia riconoscerne la sua costitutiva ambivalenza, la sua potenza trasformativa ed eversiva e uno sguardo sapiente e rispettoso sulla disabilità che sappia accostarsi alle dimensioni fragili e umbratili dell’esistenza. Solo attraverso tale sguardo il gioco può essere accettato e reintegrato nei contesti educativi e anche nei progetti di vita delle persone con disabilità come esperienza fondamentale e vitale in vista del benessere e dell’inclusione sociale. L’esperienza dello Spazio gioco di l’abilità onlus è presentata come esempio paradigmatico e innovativo dell’attuazione e realizzazione di un pensiero radicale e trasformativo che ha istituito e restituito uno spazio e un tempo prezioso di gioco ai bambini con disabilità. Un progetto che da quindici anni è in continua evoluzione alla ricerca di nuove possibilità, incertezze, ebbrezze in oscillazione tra il limite e il piacere di osare

Antonacci, F., Riva, C., Rossoni, E. (2017). Gioco e disabilità, un’oscillazione tra limite e piacere. ITALIAN JOURNAL OF SPECIAL EDUCATION FOR INCLUSION, anno V n. 1.2017, 147-159.

Gioco e disabilità, un’oscillazione tra limite e piacere

Antonacci, F
;
Rossoni, E.
2017

Abstract

L’articolo intende avviare una riflessione critica e problematizzante sul gioco e sulla disabilità, dimensioni tenute ai margini dalla nostra società votata alla crescita e alla produttività e da un pensiero pedagogico disciplinante e normalizzante. Si propone uno sguardo rinnovato sul gioco che sappia riconoscerne la sua costitutiva ambivalenza, la sua potenza trasformativa ed eversiva e uno sguardo sapiente e rispettoso sulla disabilità che sappia accostarsi alle dimensioni fragili e umbratili dell’esistenza. Solo attraverso tale sguardo il gioco può essere accettato e reintegrato nei contesti educativi e anche nei progetti di vita delle persone con disabilità come esperienza fondamentale e vitale in vista del benessere e dell’inclusione sociale. L’esperienza dello Spazio gioco di l’abilità onlus è presentata come esempio paradigmatico e innovativo dell’attuazione e realizzazione di un pensiero radicale e trasformativo che ha istituito e restituito uno spazio e un tempo prezioso di gioco ai bambini con disabilità. Un progetto che da quindici anni è in continua evoluzione alla ricerca di nuove possibilità, incertezze, ebbrezze in oscillazione tra il limite e il piacere di osare
Articolo in rivista - Articolo scientifico
The article intends to start a critical and problematizing reflection on play and on disability, both of which are dimensions kept to the sidelines of our society which is dedicated to growth and productivity by a disciplining and normalizing pedagogical thought. A renewed view is proposed on play that can recognize its constitutive ambivalence, its transformative and subversive power and an expert and respectful view on disability which can approach the fragile and recondite dimensions of existence. Only through this view can play be accepted and reinstated into educational contexts and also into the life projects of people with disabilities as a fundamental and vital experience in view of their well-being and social inclusion. The experience of the Play Area of the non-profit association L’abilità is presented as a paradigmatic and innovative example of the implementation and realization of a radical and transformative thought which has established and returned a precious space and time for play to children with disabilities. It is a project which has been evolving continuously for fifteen years in search of new possibilities, uncertainties and elation, swinging between the border and the pleasure of daring
Special needs education, Children with disability, Children Inclusive education, Play, Education
Educazione inclusiva, Pedagogia speciale, Gioco inclusivo, Gioco per bambini con disabilità
Italian
147
159
13
Antonacci, F., Riva, C., Rossoni, E. (2017). Gioco e disabilità, un’oscillazione tra limite e piacere. ITALIAN JOURNAL OF SPECIAL EDUCATION FOR INCLUSION, anno V n. 1.2017, 147-159.
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