La ricostruzione della storia del processo penale non può prescindere dallo studio delle Pratiche criminali, che, nell’età d’oro della criminalistica italiana (e non solo), conobbero una fioritura e un successo editoriale senza pari, tanto da costituire un vero e proprio genere letterario a sé. Le Pratiche si presentato come mirabile impasto tra soluzioni dottrinali, orientamenti giurisprudenziali, riferimenti normativi (dai frammenti romanistici agli statuti), racconto vivo di esperienze concrete, sapientemente dosato e filtrato dall’interpretazione dell’autore, che, attraverso canoni di umanità, di razionalità, di equità e di effettiva attuazione nel quotidiano giuridico di precetti teorici, consentiva al complesso sistema di fonti del diritto comune di sopravvivere e di trovare attuazione. Il mondo complesso e solo in parte esplorato delle Pratiche si eleva nel seguente saggio ad oggetto esclusivo di analisi, in un lettura sia metodologica che contenutistica che intende favorire progettualità future, tese a delineare una storia del processo inquisitorio capace di superare il particolarismo e il ‘regionalismo’ che in apparenza sembrano rappresentare il tratto tipico di queste opere. Gli esempi proposti mirano a dare solidità a una simile prospettiva di ricerca, mostrando altresì come le Pratiche siano miniera preziosa di conoscenza non solo di profili sostanziali del penale, ma anche, e forse ancor più, di quelli processuali. Le Pratiche sanno stupire e sovvertire luoghi comuni o vuote formule tralatizie (che a volte accompagnano la descrizione del sistema inquisitorio), riservando allo studioso del ‘penale’ itinerari vergini, ancora da percorrere.

Garlati, L. (2016). Per una storia del processo penale: le Pratiche criminali. RIVISTA DI STORIA DEL DIRITTO ITALIANO, 89, 71-109.

Per una storia del processo penale: le Pratiche criminali

GARLATI, LOREDANA
Primo
2016

Abstract

La ricostruzione della storia del processo penale non può prescindere dallo studio delle Pratiche criminali, che, nell’età d’oro della criminalistica italiana (e non solo), conobbero una fioritura e un successo editoriale senza pari, tanto da costituire un vero e proprio genere letterario a sé. Le Pratiche si presentato come mirabile impasto tra soluzioni dottrinali, orientamenti giurisprudenziali, riferimenti normativi (dai frammenti romanistici agli statuti), racconto vivo di esperienze concrete, sapientemente dosato e filtrato dall’interpretazione dell’autore, che, attraverso canoni di umanità, di razionalità, di equità e di effettiva attuazione nel quotidiano giuridico di precetti teorici, consentiva al complesso sistema di fonti del diritto comune di sopravvivere e di trovare attuazione. Il mondo complesso e solo in parte esplorato delle Pratiche si eleva nel seguente saggio ad oggetto esclusivo di analisi, in un lettura sia metodologica che contenutistica che intende favorire progettualità future, tese a delineare una storia del processo inquisitorio capace di superare il particolarismo e il ‘regionalismo’ che in apparenza sembrano rappresentare il tratto tipico di queste opere. Gli esempi proposti mirano a dare solidità a una simile prospettiva di ricerca, mostrando altresì come le Pratiche siano miniera preziosa di conoscenza non solo di profili sostanziali del penale, ma anche, e forse ancor più, di quelli processuali. Le Pratiche sanno stupire e sovvertire luoghi comuni o vuote formule tralatizie (che a volte accompagnano la descrizione del sistema inquisitorio), riservando allo studioso del ‘penale’ itinerari vergini, ancora da percorrere.
Articolo in rivista - Articolo scientifico
Processo Penale; Pratiche criminali
Italian
71
109
39
Garlati, L. (2016). Per una storia del processo penale: le Pratiche criminali. RIVISTA DI STORIA DEL DIRITTO ITALIANO, 89, 71-109.
Garlati, L
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