Questo capitolo intende focalizzarsi sulla valutazione del pericolo elaborata da questi ragazzi in relazione alle sostanze chimiche. Nella prima parte (Par. 9.1) è affrontato il tema legato al grado di pericolosità percepito dagli studenti con riferimento all’utilizzo di determinati prodotti, comunemente usati nella vita quotidiana. Il paragrafo approfondisce il grado di preoccupazione – ossia il contenuto affettivo associato al rischio – attributo (in scala 0-10) dagli studenti a determinate categorie di prodotti nei due momenti di rilevazione (pre e post-test). I risultati registrati ai due test sono messi direttamente a confronto per i due gruppi (GS e GC) alla ricerca di possibili differenze in fase di post-test che, in assenza di cause rivali, possano essere imputabili alla variabile Sperimentale. Viene fornita anche una possibilità di lettura più sintetica e dunque immediata, delle differenze tra i due gruppi nel grado di pericolosità percepito. Oltre all’analisi distinta del grado di pericolosità percepito nelle due fasi, con l’obiettivo di falsificare l’ipotesi di un temuto generale allarmismo causato dalla campagna informativa degli esperti Ispra, si analizza anche la relazione tra lo scarto nel grado di pericolosità registrato a T2 e a T1, e il gruppo di appartenenza. Viene poi studiata la relazione tra le competenze degli studenti sui temi trattati nell’intervento, registrate attraverso il test, e il grado di pericolosità percepito. È infatti lecito attendersi che le conoscenze degli studenti, legate tanto alla pericolosità, quanto al rischio delle sostanze chimiche, possano essere connesse alla percezione di pericolosità delle sostanze. I paragrafi successivi prendono in considerazione due aspetti legati alle sostanze chimiche con riferimento ad una connotazione aggettivale – le caratteristiche del rischio – (Par. 9.2) e ai riferimenti utilizzati nella quotidianità per capire se un prodotto contenente una sostanza chimica è più o meno pericolosa – il modo in cui raccolgono ed elaborano le informazioni (Par. 9.3). Ambedue le domande sono state riprese integralmente da un’indagine Eurobarometro (Speciale 360) condotta nel 2011, Comprensione del consumatore delle etichette e del corretto uso dei prodotti chimici. L’ultimo paragrafo (Par. 9.4) indaga un altro importante aspetto, legato questa volta alla comunicazione, da parte del produttore, agli utilizzatori finali dei prodotti – il modo in cui il rischio viene rappresentato. È stato chiesto agli studenti quali canali di informazione preferissero utilizzare per ottenere informazioni sulle modalità d’uso dei prodotti, tali per cui possano essere usati in sicurezza. Si tratta di una domanda ripresa solo parzialmente da Eurobarometro. Questi ultimi tre aspetti (connotazione aggettivale, riferimenti di pericolo e comunicazione del rischio) sono stati messi in relazione con l’aumento, la stabilità ovvero la diminuzione delle conoscenze/competenze sul rischio chimico rilevabile tra i due momenti di rilevazione proprio per valutare eventuali cambiamenti avvenuti nel GS a seguito della campagna informativa

D'Alessandro, G., Decataldo, A., De Marchis, E. (2016). Le ricadute delle conoscenze del rischio chimico. In Decataldo A., Fasanella A., Maggi M. (a cura di), La comunicazione del rischio chimico: sperimentazione e valutazione nelle scuole di Roma (pp. 264-301). Milano : Franco Angeli.

Le ricadute delle conoscenze del rischio chimico

Decataldo, A;
2016

Abstract

Questo capitolo intende focalizzarsi sulla valutazione del pericolo elaborata da questi ragazzi in relazione alle sostanze chimiche. Nella prima parte (Par. 9.1) è affrontato il tema legato al grado di pericolosità percepito dagli studenti con riferimento all’utilizzo di determinati prodotti, comunemente usati nella vita quotidiana. Il paragrafo approfondisce il grado di preoccupazione – ossia il contenuto affettivo associato al rischio – attributo (in scala 0-10) dagli studenti a determinate categorie di prodotti nei due momenti di rilevazione (pre e post-test). I risultati registrati ai due test sono messi direttamente a confronto per i due gruppi (GS e GC) alla ricerca di possibili differenze in fase di post-test che, in assenza di cause rivali, possano essere imputabili alla variabile Sperimentale. Viene fornita anche una possibilità di lettura più sintetica e dunque immediata, delle differenze tra i due gruppi nel grado di pericolosità percepito. Oltre all’analisi distinta del grado di pericolosità percepito nelle due fasi, con l’obiettivo di falsificare l’ipotesi di un temuto generale allarmismo causato dalla campagna informativa degli esperti Ispra, si analizza anche la relazione tra lo scarto nel grado di pericolosità registrato a T2 e a T1, e il gruppo di appartenenza. Viene poi studiata la relazione tra le competenze degli studenti sui temi trattati nell’intervento, registrate attraverso il test, e il grado di pericolosità percepito. È infatti lecito attendersi che le conoscenze degli studenti, legate tanto alla pericolosità, quanto al rischio delle sostanze chimiche, possano essere connesse alla percezione di pericolosità delle sostanze. I paragrafi successivi prendono in considerazione due aspetti legati alle sostanze chimiche con riferimento ad una connotazione aggettivale – le caratteristiche del rischio – (Par. 9.2) e ai riferimenti utilizzati nella quotidianità per capire se un prodotto contenente una sostanza chimica è più o meno pericolosa – il modo in cui raccolgono ed elaborano le informazioni (Par. 9.3). Ambedue le domande sono state riprese integralmente da un’indagine Eurobarometro (Speciale 360) condotta nel 2011, Comprensione del consumatore delle etichette e del corretto uso dei prodotti chimici. L’ultimo paragrafo (Par. 9.4) indaga un altro importante aspetto, legato questa volta alla comunicazione, da parte del produttore, agli utilizzatori finali dei prodotti – il modo in cui il rischio viene rappresentato. È stato chiesto agli studenti quali canali di informazione preferissero utilizzare per ottenere informazioni sulle modalità d’uso dei prodotti, tali per cui possano essere usati in sicurezza. Si tratta di una domanda ripresa solo parzialmente da Eurobarometro. Questi ultimi tre aspetti (connotazione aggettivale, riferimenti di pericolo e comunicazione del rischio) sono stati messi in relazione con l’aumento, la stabilità ovvero la diminuzione delle conoscenze/competenze sul rischio chimico rilevabile tra i due momenti di rilevazione proprio per valutare eventuali cambiamenti avvenuti nel GS a seguito della campagna informativa
Capitolo o saggio
valutazione del pericolo; analisi del cambiamento
Italian
La comunicazione del rischio chimico: sperimentazione e valutazione nelle scuole di Roma
978-88-917-3961-2
D'Alessandro, G., Decataldo, A., De Marchis, E. (2016). Le ricadute delle conoscenze del rischio chimico. In Decataldo A., Fasanella A., Maggi M. (a cura di), La comunicazione del rischio chimico: sperimentazione e valutazione nelle scuole di Roma (pp. 264-301). Milano : Franco Angeli.
D'Alessandro, G; Decataldo, A; De Marchis, E
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/136015
Citazioni
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
Social impact