Ancient Greek culture presents a very complex concept of madness, in some cases also intended as a manifestation of a link with the divine. The paper analyzes some representations of female madness on theatrical scenes of classical Athens (Io, Fedra, Cassandra, the Bacchae), in search of stereotypes and characteristics of the classical representation of "crazy females" that have remained, more or less latent, in our cultural history. These representations are very significant because they can be read as a strong educational message regarding the role attributed to women in the family and in society. The feminine madness appears differently from the male one, due to its contiguity with the natural world, to the reference to the theme of the liquidity of life, to the complex relationship with the interdict of the word, for its characterization as transgression with respect to a role encoded by gender education. It also appears to be approached to a real "therapy of the word" that can arise only from the encounter with the masculine and which can take on the value of a training path.

La cultura greca antica presenta un concetto molto complesso di follia, in alcuni casi intesa anche come manifestazione di un legame con il divino. Il contributo analizza alcune rappresentazioni di follia femminile sulle scene teatrali dell’Atene classica (Io, Fedra, Cassandra, le Baccanti), alla ricerca di stereotipi e caratteristiche della rappresentazione classica delle “femmine folli” che sono rimaste, più o meno latenti, nella nostra storia culturale. Tali rappresentazioni appaiono molto significative poiché possono essere lette come messaggio educativo forte riguardo al ruolo attribuito alle donne nella famiglia e nella società. La follia femminile appare connotata diversamente da quella maschile, per la sua contiguità con il mondo naturale, per il richiamo al tema della liquidità della vita, per la relazione complessa con l’interdetto della parola, per il suo caratterizzarsi come trasgressione rispetto ad un ruolo codificato dall’educazione di genere. Essa appare inoltre accostata ad una vera e propria “terapia della parola” che può sorgere solo dall’incontro con il maschile e che può assumere valenza di percorso formativo.

Seveso, G. (2015). La rappresentazione delle femmine folli sulla scena del teatro antico come una forma di educazione al ruolo di genere. In M. Martìn Clavijo, M. Gonzales de Sande, D. Cerrato, E.M. Moreno Lago (a cura di), Locas. Escritoras y personajes femeninos questionando las normas, (pp. 1539-1557). Sevilla : ArCiBel Editores.

La rappresentazione delle femmine folli sulla scena del teatro antico come una forma di educazione al ruolo di genere

Seveso, G
2015

Abstract

La cultura greca antica presenta un concetto molto complesso di follia, in alcuni casi intesa anche come manifestazione di un legame con il divino. Il contributo analizza alcune rappresentazioni di follia femminile sulle scene teatrali dell’Atene classica (Io, Fedra, Cassandra, le Baccanti), alla ricerca di stereotipi e caratteristiche della rappresentazione classica delle “femmine folli” che sono rimaste, più o meno latenti, nella nostra storia culturale. Tali rappresentazioni appaiono molto significative poiché possono essere lette come messaggio educativo forte riguardo al ruolo attribuito alle donne nella famiglia e nella società. La follia femminile appare connotata diversamente da quella maschile, per la sua contiguità con il mondo naturale, per il richiamo al tema della liquidità della vita, per la relazione complessa con l’interdetto della parola, per il suo caratterizzarsi come trasgressione rispetto ad un ruolo codificato dall’educazione di genere. Essa appare inoltre accostata ad una vera e propria “terapia della parola” che può sorgere solo dall’incontro con il maschile e che può assumere valenza di percorso formativo.
Capitolo o saggio
Ancient Greek culture presents a very complex concept of madness, in some cases also intended as a manifestation of a link with the divine. The paper analyzes some representations of female madness on theatrical scenes of classical Athens (Io, Fedra, Cassandra, the Bacchae), in search of stereotypes and characteristics of the classical representation of "crazy females" that have remained, more or less latent, in our cultural history. These representations are very significant because they can be read as a strong educational message regarding the role attributed to women in the family and in society. The feminine madness appears differently from the male one, due to its contiguity with the natural world, to the reference to the theme of the liquidity of life, to the complex relationship with the interdict of the word, for its characterization as transgression with respect to a role encoded by gender education. It also appears to be approached to a real "therapy of the word" that can arise only from the encounter with the masculine and which can take on the value of a training path.
Education in ancient theatre and madness; Gender education in antiquity; Education and marginality in Ancient Greece
Educazione nel teatro antico e follia; Educazione di genere nell'antichità; Educazione e marginalità nella Grecia antica
Italian
Locas. Escritoras y personajes femeninos questionando las normas,
978-84-15335-66-5
Seveso, G. (2015). La rappresentazione delle femmine folli sulla scena del teatro antico come una forma di educazione al ruolo di genere. In M. Martìn Clavijo, M. Gonzales de Sande, D. Cerrato, E.M. Moreno Lago (a cura di), Locas. Escritoras y personajes femeninos questionando las normas, (pp. 1539-1557). Sevilla : ArCiBel Editores.
Seveso, G
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/108613
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