Il volume ricostruisce la genealogia del concetto di sovranità seguendo il filo conduttore del "corpo politico": dal corpo sacro e duplice del re medievale (Kantorowicz), attraverso il corpo artificiale dello Stato moderno (Bodin, Hobbes, Locke) e la finzione del popolo sovrano (Rousseau, Kant, il costituzionalismo democratico), fino al corpo plurale dell'Unione Europea e, infine, al corpo disperso e infrastrutturale della sovranità digitale. La tesi di fondo è che la sovranità non scompaia nell'età globale e digitale, ma si trasformi: da principio di incarnazione a dispositivo di rappresentazione, fino a configurarsi oggi come potere infrastrutturale, esercitato attraverso piattaforme, algoritmi e governamentalità algoritmica piuttosto che attraverso il comando diretto su un territorio. Particolare attenzione è dedicata al tentativo dell'Unione Europea di costruire una "sovranità digitale dei diritti" attraverso GDPR, DMA, DSA, AI Act e Digital Omnibus, letta come laboratorio necessario ma ancora incompiuto di regolazione democratica del potere delle grandi piattaforme. Il saggio si chiude riconoscendo, come questione aperta per una ricerca futura, il carattere implicitamente maschile con cui il corpo della sovranità è stato storicamente pensato, dal re al popolo fino al dato digitale. Nato da un ciclo di lezioni magistrali tenute presso l’Università degli Studi di Macerata nel 2025, il testo intende unire riflessioni di filosofia politica e sociale con temi cruciali per l’attuale dibattito pubblico, sottolineando le trasformazioni in atto dell’idea e delle pratiche della sovranità contemporanea.
Calloni, M. (2026). Dalla sovranità territoriale alla sovranità digitale. Trasformazioni e paradossi del corpo sovrano. EUM - Edizioni Università Macerata.
Dalla sovranità territoriale alla sovranità digitale. Trasformazioni e paradossi del corpo sovrano
Calloni, Marina
2026
Abstract
Il volume ricostruisce la genealogia del concetto di sovranità seguendo il filo conduttore del "corpo politico": dal corpo sacro e duplice del re medievale (Kantorowicz), attraverso il corpo artificiale dello Stato moderno (Bodin, Hobbes, Locke) e la finzione del popolo sovrano (Rousseau, Kant, il costituzionalismo democratico), fino al corpo plurale dell'Unione Europea e, infine, al corpo disperso e infrastrutturale della sovranità digitale. La tesi di fondo è che la sovranità non scompaia nell'età globale e digitale, ma si trasformi: da principio di incarnazione a dispositivo di rappresentazione, fino a configurarsi oggi come potere infrastrutturale, esercitato attraverso piattaforme, algoritmi e governamentalità algoritmica piuttosto che attraverso il comando diretto su un territorio. Particolare attenzione è dedicata al tentativo dell'Unione Europea di costruire una "sovranità digitale dei diritti" attraverso GDPR, DMA, DSA, AI Act e Digital Omnibus, letta come laboratorio necessario ma ancora incompiuto di regolazione democratica del potere delle grandi piattaforme. Il saggio si chiude riconoscendo, come questione aperta per una ricerca futura, il carattere implicitamente maschile con cui il corpo della sovranità è stato storicamente pensato, dal re al popolo fino al dato digitale. Nato da un ciclo di lezioni magistrali tenute presso l’Università degli Studi di Macerata nel 2025, il testo intende unire riflessioni di filosofia politica e sociale con temi cruciali per l’attuale dibattito pubblico, sottolineando le trasformazioni in atto dell’idea e delle pratiche della sovranità contemporanea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


