The thesis aims at showing the role played by the Società Umanitaria, a non-governmental organisation promoting workers’ rights, in the enforcement and further development of the special/social legislation that ruled the position of Italian seasonal emigrants in Switzerland, Austria, Germany and France, in the early twentieth century. Italian seasonal emigration, also known as “temporary” or “continental” emigration, was a mass phenomenon whose numerical proportions at the time were comparable to those of transoceanic emigration. The Società Umanitaria is a private foundation established in 1893 with the aim of enabling the destitute to self-enhance their condition through labour, education, mutual aid, and class organization; from 1904 to 1924 it has focused part of its action on the assistance of Italian seasonal emigrants across Europe. Assisting migrants abroad, the Umanitaria discovered that foreign labour and social legislation failed to apply to Italian seasonal workers because migrants were neither conscious of their rights neither capable to enforce them; furthermore it realized that the existing legislation, both national and international, was not sufficient to protect emigrants’ interests and rights. To overcome these problems the Umanitaria began to promote the creation of local labourers’ bodies in the major centres of emigration and immigration, which were in charge of: 1) enlightening migrants about the rights; 2) making sure that abroad social and labour laws were applied evenly to Italian seasonal workers, providing them various forms of assistance; 3) developing new normative practices which could be used by emigrants to better protect their individual and collective interests. The various normative discourses and practices employed to promote the self-disciplining of Italian emigrants – e.g. the editing of practical guide for migrants, the organization of propaganda’s campaigns, the provision of free legal assistance abroad, the promotion of national conferences on temporary emigration – intertwined with the existing legal order, strengthening its validity, ensuring its enforcement, and sometimes even anticipating the enactment of new legal rules. Focusing on the activity of this peculiar non-governmental organization, the thesis investigates the entanglement between private regulation and official law and sheds light on some “hidden” factors which contributed to the development and actual implementation of the Italian special/social provisions protecting continental emigration, such as, for example, emigrants’ growing awareness of their social position and of their rights and interests as individuals and as a class.

Lo scopo della presente tesi è quello di indagare quale spazio sia stato guadagnato dal pluralismo normativo all’interno dell’ordinamento italiano nel primo decennio del Novecento, nel pieno della crisi dell’ordine liberale. Ci proponiamo di farlo attraverso lo studio di un particolare fenomeno di massa, l’emigrazione italiana cd. temporanea o continentale, e, nello specifico, del tentativo di auto-organizzazione e auto-governo posto in essere da uno di quei gruppi di interessi che premevano sullo Stato liberale, gli emigranti (i lavoratori stagionali) organizzati dai Segretariati Laici dell’emigrazione. In questo lavoro, e ciò costituisce una novità rispetto alla letteratura esistente, proponiamo un capovolgimento di prospettiva: la nostra indagine, infatti, non parte dall’analisi della legislazione ma, a rovescio, parte da uno speciale gruppo di soggetti di diritto, nel tentativo di individuare quali effetti produceva la legislazione in vigore su questo gruppo e se, e in che modo, i comportamenti di quegli stessi soggetti influivano sul diritto e sulla sua materiale attuazione. Cambiare il punto di osservazione ci ha fornito una visuale privilegiata sull’intrinseca pluralità del diritto, consentendoci di osservare quanti soggetti diversi intervengano quotidianamente nell’applicazione delle norme giuridiche e giochino un ruolo fondamentale nella materializzazione dell’ordine vigente. Studiare il caso dell’organizzazione degli emigranti temporanei italiani ci ha consentito, inoltre, di analizzare il particolare sistema normativo e istituzionale costruito da uno specifico gruppo di emigranti per auto-disciplinare i propri comportamenti in accordo con i propri interessi individuali e collettivi, di vedere in che modo l’esistenza di questo “ordinamento” informale abbia influito sull’ordine giuridico esistente, e infine di verificare quale spazio di autonomia sia riuscito a conquistare quel nuovo soggetto sociale all’interno dell’ordinamento statale. Nel primo capitolo seguiamo gli emigranti italiani nei loro viaggi migratori attraverso l’Europa. Le dettagliate relazioni inviate al governo italiano dai Consoli e dai nuovi Addetti all’emigrazione chiariscono in che modo il carattere temporaneo dell’emigrazione poneva i lavoratori italiani in una condizione di svantaggio rispetto ai lavoratori locali, svelando, parallelamente, come il diritto vigente rafforzasse quella linea di divisione che li separava dai lavoratori autoctoni e contribuisse a riprodurre e a fissare quella differenza che ne consentiva il maggiore sfruttamento, anche in assenza di una legislazione specificamente restrittiva dell’immigrazione. Nei capitoli successivi vediamo la storia di come, sotto la spinta del Segretariato Laico dell’emigrazione di Udine e della Società Umanitaria, una parte di quei lavoratori stagionali, conscia della propria posizione sociale e delle carenze del diritto vigente, svilupperà degli strumenti normativi e istituzionali propri, con lo scopo di consentire alla massa degli emigranti di auto-disciplinare i propri comportamenti e di governare il proprio movimento in accordo con i propri interessi, individuali e collettivi. Gli emigranti organizzati costruiranno un ordinamento di classe che non solo interagirà variamente con il nuovo diritto predisposto dallo Stato italiano con la legge n. 23/1901 per la tutela degli emigranti, ma che cercherà di conquistare un sempre maggiore spazio di autonomia all’interno dello stesso ordinamento statale e internazionale.

(2022). Tra governo e autogoverno: l’emigrazione temporanea in Europa, i Segretariati Laici e la Società Umanitaria. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).

Tra governo e autogoverno: l’emigrazione temporanea in Europa, i Segretariati Laici e la Società Umanitaria

DI GIACOMO, GIULIA
2022

Abstract

Lo scopo della presente tesi è quello di indagare quale spazio sia stato guadagnato dal pluralismo normativo all’interno dell’ordinamento italiano nel primo decennio del Novecento, nel pieno della crisi dell’ordine liberale. Ci proponiamo di farlo attraverso lo studio di un particolare fenomeno di massa, l’emigrazione italiana cd. temporanea o continentale, e, nello specifico, del tentativo di auto-organizzazione e auto-governo posto in essere da uno di quei gruppi di interessi che premevano sullo Stato liberale, gli emigranti (i lavoratori stagionali) organizzati dai Segretariati Laici dell’emigrazione. In questo lavoro, e ciò costituisce una novità rispetto alla letteratura esistente, proponiamo un capovolgimento di prospettiva: la nostra indagine, infatti, non parte dall’analisi della legislazione ma, a rovescio, parte da uno speciale gruppo di soggetti di diritto, nel tentativo di individuare quali effetti produceva la legislazione in vigore su questo gruppo e se, e in che modo, i comportamenti di quegli stessi soggetti influivano sul diritto e sulla sua materiale attuazione. Cambiare il punto di osservazione ci ha fornito una visuale privilegiata sull’intrinseca pluralità del diritto, consentendoci di osservare quanti soggetti diversi intervengano quotidianamente nell’applicazione delle norme giuridiche e giochino un ruolo fondamentale nella materializzazione dell’ordine vigente. Studiare il caso dell’organizzazione degli emigranti temporanei italiani ci ha consentito, inoltre, di analizzare il particolare sistema normativo e istituzionale costruito da uno specifico gruppo di emigranti per auto-disciplinare i propri comportamenti in accordo con i propri interessi individuali e collettivi, di vedere in che modo l’esistenza di questo “ordinamento” informale abbia influito sull’ordine giuridico esistente, e infine di verificare quale spazio di autonomia sia riuscito a conquistare quel nuovo soggetto sociale all’interno dell’ordinamento statale. Nel primo capitolo seguiamo gli emigranti italiani nei loro viaggi migratori attraverso l’Europa. Le dettagliate relazioni inviate al governo italiano dai Consoli e dai nuovi Addetti all’emigrazione chiariscono in che modo il carattere temporaneo dell’emigrazione poneva i lavoratori italiani in una condizione di svantaggio rispetto ai lavoratori locali, svelando, parallelamente, come il diritto vigente rafforzasse quella linea di divisione che li separava dai lavoratori autoctoni e contribuisse a riprodurre e a fissare quella differenza che ne consentiva il maggiore sfruttamento, anche in assenza di una legislazione specificamente restrittiva dell’immigrazione. Nei capitoli successivi vediamo la storia di come, sotto la spinta del Segretariato Laico dell’emigrazione di Udine e della Società Umanitaria, una parte di quei lavoratori stagionali, conscia della propria posizione sociale e delle carenze del diritto vigente, svilupperà degli strumenti normativi e istituzionali propri, con lo scopo di consentire alla massa degli emigranti di auto-disciplinare i propri comportamenti e di governare il proprio movimento in accordo con i propri interessi, individuali e collettivi. Gli emigranti organizzati costruiranno un ordinamento di classe che non solo interagirà variamente con il nuovo diritto predisposto dallo Stato italiano con la legge n. 23/1901 per la tutela degli emigranti, ma che cercherà di conquistare un sempre maggiore spazio di autonomia all’interno dello stesso ordinamento statale e internazionale.
CHIODI, GIOVANNI
The thesis aims at showing the role played by the Società Umanitaria, a non-governmental organisation promoting workers’ rights, in the enforcement and further development of the special/social legislation that ruled the position of Italian seasonal emigrants in Switzerland, Austria, Germany and France, in the early twentieth century. Italian seasonal emigration, also known as “temporary” or “continental” emigration, was a mass phenomenon whose numerical proportions at the time were comparable to those of transoceanic emigration. The Società Umanitaria is a private foundation established in 1893 with the aim of enabling the destitute to self-enhance their condition through labour, education, mutual aid, and class organization; from 1904 to 1924 it has focused part of its action on the assistance of Italian seasonal emigrants across Europe. Assisting migrants abroad, the Umanitaria discovered that foreign labour and social legislation failed to apply to Italian seasonal workers because migrants were neither conscious of their rights neither capable to enforce them; furthermore it realized that the existing legislation, both national and international, was not sufficient to protect emigrants’ interests and rights. To overcome these problems the Umanitaria began to promote the creation of local labourers’ bodies in the major centres of emigration and immigration, which were in charge of: 1) enlightening migrants about the rights; 2) making sure that abroad social and labour laws were applied evenly to Italian seasonal workers, providing them various forms of assistance; 3) developing new normative practices which could be used by emigrants to better protect their individual and collective interests. The various normative discourses and practices employed to promote the self-disciplining of Italian emigrants – e.g. the editing of practical guide for migrants, the organization of propaganda’s campaigns, the provision of free legal assistance abroad, the promotion of national conferences on temporary emigration – intertwined with the existing legal order, strengthening its validity, ensuring its enforcement, and sometimes even anticipating the enactment of new legal rules. Focusing on the activity of this peculiar non-governmental organization, the thesis investigates the entanglement between private regulation and official law and sheds light on some “hidden” factors which contributed to the development and actual implementation of the Italian special/social provisions protecting continental emigration, such as, for example, emigrants’ growing awareness of their social position and of their rights and interests as individuals and as a class.
emigrazione; Europa; diritto; governo; forza lavoro
mass-migration; Europe; law; government; forza lavoro
IUS/19 - STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO
Italian
SCIENZE GIURIDICHE
34
2020/2021
(2022). Tra governo e autogoverno: l’emigrazione temporanea in Europa, i Segretariati Laici e la Società Umanitaria. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).
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Descrizione: Tesi Giulia Di Giacomo
Tipologia di allegato: Doctoral thesis
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/385022
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