Starting from birth, we daily observe and experience social interactions - i.e., eye contact, being held, or being smiled at. Frequently, infants are not directly involved in social interactions, but they observe the social interactions that populate their surrounding environment. Using neurophysiological (Event Related Potentials, ERP; electromyography, EMG), and behavioral measures (preferential looking procedure), we aimed to further investigate infants’ responses to observed social signals, examining: i) the infants’ neural electrical activity elicited by the observation of prosocial and antisocial actions (Chapter 1), ii) infants’ ability to extract emotional information from an observed touching gesture (Chapter 2), and iii) the modulation exerted by their mother touch on infants’ attention to emotional stimuli (Chapter 3). Our research results found that neural activity of 5-6 months old infants differentiate observed prosocial vs antisocial actions: the elicitation of specific ERP components showed that more allocation of attention was given to the antisocial action, while more cognitive resources were devoted to the processing of the prosocial action (Chapter 1). Additionally, 11-month-olds’ facial muscles activity was congruent to the observed positive tactile interactions (caress of an arm), as shown by increased activity of the ZM muscle (activated in smiling). Conversely, no differential facial responses to observed negative tactile interactions (scratch of an arm) emerged (Chapter 2). Lastly, we demonstrated that experiences of maternal touch modulate infants’ attention to emotional stimuli. Infants who received affective touch and had a greater frequency score of past touch experience had a diminished avoidance of the angry faces; conversely, those in the non-affective touch condition and a higher touch frequency score tended to avoid angry faces more (Chapter 3). Overall, these findings add insights to the topic of early social cognition, shedding new light on how infants process social interactions.

A partire dalla nascita, osserviamo e sperimentiamo quotidianamente le interazioni sociali, ad esempio il contatto visivo, l'essere abbracciati o il sorriso altrui. A volte, i bambini non sono direttamente coinvolti nelle interazioni sociali, ma osservano le interazioni sociali che popolano l'ambiente che li circonda. Utilizzando misure neurofisiologiche (potenziali evocati, ERP; elettromiografia, EMG) e comportamentali (preferenza visiva), ci siamo proposti di indagare le risposte dei bambini nel primo anno di vita ai segnali sociali osservati, esaminando: i) i correlati neurali elicitati dall'osservazione di azioni prosociali e azioni antisociali (Capitolo 1), ii) la capacità dei bambini di cogliere le informazioni emotive veicolate da un gesto che implica un contatto tattile (Capitolo 2) e iii) la modulazione esercitata dal tocco della madre sull'attenzione del bambino agli stimoli emotivi (Capitolo 3). I risultati delle nostre ricerche dimostrano che l'attività neurale dei bambini di 5-6 mesi differenzia le azioni prosociali rispetto a quelle antisociali: l'elicitazione di specifiche componenti ERP ha mostrato che i bambini prestano maggiore attenzione alle interazioni antisociali, dedicando invece maggiori risorse cognitive all’elaborazione delle interazioni prosociali (Capitolo 1). Inoltre, i nostri risultati indicano che, a 11 mesi di vita, l’attività dei muscoli facciali è congruente alle interazioni tattili positive osservate (carezze), poiché è stata riscontrata una attività più accentuata del muscolo zigomatico (ZM, che si attiva quando sorridiamo), ma nessuna attività differenziata dei muscoli facciali in risposta alle interazioni tattili negative osservate (graffio) (Capitolo 2). Infine, abbiamo dimostrato che l’esperienza del tocco materno è in grado di modulare l'attenzione dei bambini agli stimoli emotivi. I bambini che hanno ricevuto un tocco affettivo e hanno avuto una maggiore frequenza di esperienze tattili passate hanno mostrato in minor misura un pattern di evitamento verso i volti arrabbiati; al contrario, coloro che hanno avuto la stessa esperienza passata con il tatto ma hanno ricevuto un tocco non affettivo tendevano ad evitare i volti arrabbiati (Capitolo 3). Nel complesso, questi risultati approfondiscono le nostre conoscenze circa la cognizione sociale precoce, gettando nuova luce circa le modalità attraverso le quali i bambini in età infantile elaborano le interazioni sociali che osservano.

(2022). Processing social and emotional actions and gestures in infancy. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).

Processing social and emotional actions and gestures in infancy

LICHT, VICTORIA
2022-03-22T00:00:00+01:00

Abstract

A partire dalla nascita, osserviamo e sperimentiamo quotidianamente le interazioni sociali, ad esempio il contatto visivo, l'essere abbracciati o il sorriso altrui. A volte, i bambini non sono direttamente coinvolti nelle interazioni sociali, ma osservano le interazioni sociali che popolano l'ambiente che li circonda. Utilizzando misure neurofisiologiche (potenziali evocati, ERP; elettromiografia, EMG) e comportamentali (preferenza visiva), ci siamo proposti di indagare le risposte dei bambini nel primo anno di vita ai segnali sociali osservati, esaminando: i) i correlati neurali elicitati dall'osservazione di azioni prosociali e azioni antisociali (Capitolo 1), ii) la capacità dei bambini di cogliere le informazioni emotive veicolate da un gesto che implica un contatto tattile (Capitolo 2) e iii) la modulazione esercitata dal tocco della madre sull'attenzione del bambino agli stimoli emotivi (Capitolo 3). I risultati delle nostre ricerche dimostrano che l'attività neurale dei bambini di 5-6 mesi differenzia le azioni prosociali rispetto a quelle antisociali: l'elicitazione di specifiche componenti ERP ha mostrato che i bambini prestano maggiore attenzione alle interazioni antisociali, dedicando invece maggiori risorse cognitive all’elaborazione delle interazioni prosociali (Capitolo 1). Inoltre, i nostri risultati indicano che, a 11 mesi di vita, l’attività dei muscoli facciali è congruente alle interazioni tattili positive osservate (carezze), poiché è stata riscontrata una attività più accentuata del muscolo zigomatico (ZM, che si attiva quando sorridiamo), ma nessuna attività differenziata dei muscoli facciali in risposta alle interazioni tattili negative osservate (graffio) (Capitolo 2). Infine, abbiamo dimostrato che l’esperienza del tocco materno è in grado di modulare l'attenzione dei bambini agli stimoli emotivi. I bambini che hanno ricevuto un tocco affettivo e hanno avuto una maggiore frequenza di esperienze tattili passate hanno mostrato in minor misura un pattern di evitamento verso i volti arrabbiati; al contrario, coloro che hanno avuto la stessa esperienza passata con il tatto ma hanno ricevuto un tocco non affettivo tendevano ad evitare i volti arrabbiati (Capitolo 3). Nel complesso, questi risultati approfondiscono le nostre conoscenze circa la cognizione sociale precoce, gettando nuova luce circa le modalità attraverso le quali i bambini in età infantile elaborano le interazioni sociali che osservano.
TURATI, CHIARA
Starting from birth, we daily observe and experience social interactions - i.e., eye contact, being held, or being smiled at. Frequently, infants are not directly involved in social interactions, but they observe the social interactions that populate their surrounding environment. Using neurophysiological (Event Related Potentials, ERP; electromyography, EMG), and behavioral measures (preferential looking procedure), we aimed to further investigate infants’ responses to observed social signals, examining: i) the infants’ neural electrical activity elicited by the observation of prosocial and antisocial actions (Chapter 1), ii) infants’ ability to extract emotional information from an observed touching gesture (Chapter 2), and iii) the modulation exerted by their mother touch on infants’ attention to emotional stimuli (Chapter 3). Our research results found that neural activity of 5-6 months old infants differentiate observed prosocial vs antisocial actions: the elicitation of specific ERP components showed that more allocation of attention was given to the antisocial action, while more cognitive resources were devoted to the processing of the prosocial action (Chapter 1). Additionally, 11-month-olds’ facial muscles activity was congruent to the observed positive tactile interactions (caress of an arm), as shown by increased activity of the ZM muscle (activated in smiling). Conversely, no differential facial responses to observed negative tactile interactions (scratch of an arm) emerged (Chapter 2). Lastly, we demonstrated that experiences of maternal touch modulate infants’ attention to emotional stimuli. Infants who received affective touch and had a greater frequency score of past touch experience had a diminished avoidance of the angry faces; conversely, those in the non-affective touch condition and a higher touch frequency score tended to avoid angry faces more (Chapter 3). Overall, these findings add insights to the topic of early social cognition, shedding new light on how infants process social interactions.
Contatto tattile; Azioni prosociali; Infanzia; ERP; EMG
Touch; Prosocial; Infants; ERP; EMG
M-PSI/04 - PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E PSICOLOGIA DELL'EDUCAZIONE
English
PSICOLOGIA, LINGUISTICA E NEUROSCIENZE COGNITIVE
34
2020/2021
(2022). Processing social and emotional actions and gestures in infancy. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).
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Descrizione: Processing social and emotional actions and gestures in infancy
Tipologia di allegato: Doctoral thesis
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