The practice of citizenship is a crossroad of different spheres: epistemological, ethical, political. In this essay, we focus on citizenship as a form of public agency that relates the citizen to her fellow citizens and the political institutions. In post-secular societies, the process of secularization has changed the relationship between religion and politics, but has not eliminated the relevance of religion to the agency of citizens. To account for an ethics of citizenship in postsecular societies it is thus necessary to take into account the epistemic conditions and historical circumstances that define the agency of religious citizens in this new context.

L’esercizio della cittadinanza rappresenta un crocevia antropologico, etico e politico, dove azione personale, criteri di razionalità, principi morali e relazioni sociali concorrono a definire dalle fondamenta lo statuto e i confini della sfera pubblica. In altri termini, la cittadinanza non solo è la condizione dell’essere partecipi passivi degli affari pubblici all’interno di una determinata società politica, ma è anche e soprattutto una forma peculiare dell’agire pubblico in rapporto ai concittadini e alle istituzioni. Poiché nelle società post-secolari, la secolarizzazione ha modificato il ruolo e la presenza delle religioni nella sfera pubblica ma, contrariamente alle attese, non l’ha eliminata, determinandone piuttosto un ritorno, la cittadinanza dovrebbe poter indicare una condizione del soggetto di carattere politico, ma non esclusivamente tale; dovrebbe poter indicare, più in generale, una condizione di un soggetto di azioni e relazioni nell’orizzonte ampio della sfera pubblica. Insomma, cittadinanza come profilo epistemologico ed etico della vita pubblica, e non solo come status politico, è la figura necessaria all’oggi. Naturalmente, con tutto quello che tale ampliamento di senso comporta. Ossia, - si intende suggerire in via tentativa – bisogna mettere innanzi la definizione di un profilo di cittadinanza che valorizzi il soggetto morale e che riconosca all’azione personale nello spazio pubblico un compito di sintesi fra le istanze normative della dimensione religiosa ed etica e le condizioni storiche delle odierne società plurali.

Monti, P. (2014). La cittadinanza post-secolare: forme e trasformazioni dell’agire pubblico. In P. Monti, R. Fanciullacci, S. Pierosara, M. Pezzato (a cura di), L’etica pubblica in questione. Cittadinanza, religione e vita spettacolare (pp. 11-46). Nocera Inferiore (SA) : Orthotes.

La cittadinanza post-secolare: forme e trasformazioni dell’agire pubblico

Monti, P
2014

Abstract

L’esercizio della cittadinanza rappresenta un crocevia antropologico, etico e politico, dove azione personale, criteri di razionalità, principi morali e relazioni sociali concorrono a definire dalle fondamenta lo statuto e i confini della sfera pubblica. In altri termini, la cittadinanza non solo è la condizione dell’essere partecipi passivi degli affari pubblici all’interno di una determinata società politica, ma è anche e soprattutto una forma peculiare dell’agire pubblico in rapporto ai concittadini e alle istituzioni. Poiché nelle società post-secolari, la secolarizzazione ha modificato il ruolo e la presenza delle religioni nella sfera pubblica ma, contrariamente alle attese, non l’ha eliminata, determinandone piuttosto un ritorno, la cittadinanza dovrebbe poter indicare una condizione del soggetto di carattere politico, ma non esclusivamente tale; dovrebbe poter indicare, più in generale, una condizione di un soggetto di azioni e relazioni nell’orizzonte ampio della sfera pubblica. Insomma, cittadinanza come profilo epistemologico ed etico della vita pubblica, e non solo come status politico, è la figura necessaria all’oggi. Naturalmente, con tutto quello che tale ampliamento di senso comporta. Ossia, - si intende suggerire in via tentativa – bisogna mettere innanzi la definizione di un profilo di cittadinanza che valorizzi il soggetto morale e che riconosca all’azione personale nello spazio pubblico un compito di sintesi fra le istanze normative della dimensione religiosa ed etica e le condizioni storiche delle odierne società plurali.
Capitolo o saggio
The practice of citizenship is a crossroad of different spheres: epistemological, ethical, political. In this essay, we focus on citizenship as a form of public agency that relates the citizen to her fellow citizens and the political institutions. In post-secular societies, the process of secularization has changed the relationship between religion and politics, but has not eliminated the relevance of religion to the agency of citizens. To account for an ethics of citizenship in postsecular societies it is thus necessary to take into account the epistemic conditions and historical circumstances that define the agency of religious citizens in this new context.
Postsecularism; Citizenship; Public Ethics; Ethics of Citizenship; Religion and Politics
Postsecolarismo; Cittadinanza; Etica pubblica; Etica della cittadinanza; Religione e politica
Italian
L’etica pubblica in questione. Cittadinanza, religione e vita spettacolare
9788897806462
Monti, P. (2014). La cittadinanza post-secolare: forme e trasformazioni dell’agire pubblico. In P. Monti, R. Fanciullacci, S. Pierosara, M. Pezzato (a cura di), L’etica pubblica in questione. Cittadinanza, religione e vita spettacolare (pp. 11-46). Nocera Inferiore (SA) : Orthotes.
Monti, P
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