Disasters appear “natural laboratories” for the analysis of social and temporal discontinuities. However, within disaster research in social science, young people appear to be overlooked. When researched, the changes that shaped youth biographical trajectories into a phase of life characterised by uncertainty, fragmentation, and discontinuity, are not taken into consideration. On a theoretical level, the aim is to link two social research fields that are usually distant, such are Disaster Studies and Youth Studies, by drawing on the concept of generation as described by Mannheim. By focusing the research on young people whose age ranged from 19 to 25 years old when the earthquake occurred, this research aims to comprehend how their experience of the disaster played a role in the shaping of identity, as if this could both unify and catalyse this process. To this respect, the hypothesis suggests that disasters, together with the social and subjective issues that they entail, might be crucial in shaping the biographical paths of young people. The critical elaboration of these events might also foster new forms of activism and social participation. Specifically, this academic endeavour focused on two main aspects. On the one hand, it aims to comprehend to what extent the experience of the disaster influences biographical time, namely the interlink of past, present, and future, that stands at the foundation of the process of identity construction. On the other hand, the research starts from the urban space alterations in order to analyse the changes occurred within the everyday life dimension, as a way to shed light on the strategies through which young people deal with the “void” produced by the disaster. Related to that is the risk of “presentification” of youth experiences. From these premises, the recourse to qualitative methods appeared the most suitable to answer the research questions set by this empirical work. In particular, 37 biographical interviews were conducted with young people whose age at the time ranged from 26 to 32 years old. From this group, 19 interviews involved young people living in L’Aquila and 18 interviews involved young people that later moved to other cities. The analysis shows that in most cases the experience of the disaster was elaborated as a chance to redefine biographical time and shape new patterns of dealing with uncertainty, along with an unprecedented call to action KEY WORDS: youth; disaster; identity; future; everyday life

I disastri sono eventi che producono una cesura nella storia individuale e collettiva configurandosi come “laboratori naturali” per lo studio delle discontinuità socio-temporali. Nella sociologia dei disastri, i/le giovani sono un campo di indagine ancora per lo più inesplorato e, quando considerato, non si tiene conto a sufficienza dei mutamenti che hanno investito questa fase della vita e reso le traiettorie biografiche giovanili sempre più incerte, frammentate e discontinue. Da un punto di vista teorico, perciò, il lavoro si è posto l’obiettivo di far dialogare due filoni di ricerca tradizionalmente separati, i Disaster Studies e gli Youth Studies, individuando un possibile punto di incontro nel concetto di generazione inteso à la Mannheim. Prendendo in considerazione giovani che al momento del disastro avevano un’età compresa tra i 19 e i 25 anni, la ricerca si è posta l’obiettivo di comprendere come l’esperienza del disastro si ripercuota sui processi di costruzione identitaria in quanto elemento unificante e catalizzante. In altre parole, si è ipotizzato che il disastro e l'ampia gamma di questioni ad esso collegate (a livello personale e socio-relazionale) possano essere rielaborate criticamente dai/dalle giovani facendo emergere così nuovi modi di costruzione biografica e nuove forme di attivismo e partecipazione quotidiana. Più nello specifico, il lavoro di ricerca si è focalizzato sull’analisi di due questioni principali. Da un lato, comprendere se e come i modi di rielaborare l’esperienza del disastro si riverberino sul tempo biografico, e quindi sul rapporto tra passato, presente e futuro alla base dei processi di costruzione identitaria. Dall’altro, guardare a come è cambiata la sfera del quotidiano a partire dai mutamenti intervenuti nello spazio urbano con l’obiettivo di gettare luce sui modi di far fronte al “vuoto” generato dal disastro e al rischio di presentificazione dell’esperienza. A questo fine ci si è avvalsi di tecniche di indagine qualitativa, le più adeguate a rispondere agli interrogati della ricerca. In particolare, sono state raccolte 37 interviste biografiche a giovani al momento dell’intervista di età compresa tra i 26 e i 32 anni (19 interviste a giovani che vivono all’Aquila e 18 interviste a giovani trasferitisi nel frattempo in altre città). L’analisi evidenzia come, nella maggior parte dei casi, l’esperienza del disastro sia stata rielaborata anche come occasione per ridefinire il tempo biografico, facendo in parallelo emergere, nel quotidiano, nuovi modi di far fronte all’incertezza e inedite spinte all’azione. Parole chiave: giovani; disastri; identità; futuro; vita quotidiana

(2021). Crescere nel disastro. Giovani, vita quotidiana e rappresentazioni del futuro dopo il terremoto dell'Aquila.. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2021).

Crescere nel disastro. Giovani, vita quotidiana e rappresentazioni del futuro dopo il terremoto dell'Aquila.

MUSMECI, MARIANNA
2021-02-12

Abstract

I disastri sono eventi che producono una cesura nella storia individuale e collettiva configurandosi come “laboratori naturali” per lo studio delle discontinuità socio-temporali. Nella sociologia dei disastri, i/le giovani sono un campo di indagine ancora per lo più inesplorato e, quando considerato, non si tiene conto a sufficienza dei mutamenti che hanno investito questa fase della vita e reso le traiettorie biografiche giovanili sempre più incerte, frammentate e discontinue. Da un punto di vista teorico, perciò, il lavoro si è posto l’obiettivo di far dialogare due filoni di ricerca tradizionalmente separati, i Disaster Studies e gli Youth Studies, individuando un possibile punto di incontro nel concetto di generazione inteso à la Mannheim. Prendendo in considerazione giovani che al momento del disastro avevano un’età compresa tra i 19 e i 25 anni, la ricerca si è posta l’obiettivo di comprendere come l’esperienza del disastro si ripercuota sui processi di costruzione identitaria in quanto elemento unificante e catalizzante. In altre parole, si è ipotizzato che il disastro e l'ampia gamma di questioni ad esso collegate (a livello personale e socio-relazionale) possano essere rielaborate criticamente dai/dalle giovani facendo emergere così nuovi modi di costruzione biografica e nuove forme di attivismo e partecipazione quotidiana. Più nello specifico, il lavoro di ricerca si è focalizzato sull’analisi di due questioni principali. Da un lato, comprendere se e come i modi di rielaborare l’esperienza del disastro si riverberino sul tempo biografico, e quindi sul rapporto tra passato, presente e futuro alla base dei processi di costruzione identitaria. Dall’altro, guardare a come è cambiata la sfera del quotidiano a partire dai mutamenti intervenuti nello spazio urbano con l’obiettivo di gettare luce sui modi di far fronte al “vuoto” generato dal disastro e al rischio di presentificazione dell’esperienza. A questo fine ci si è avvalsi di tecniche di indagine qualitativa, le più adeguate a rispondere agli interrogati della ricerca. In particolare, sono state raccolte 37 interviste biografiche a giovani al momento dell’intervista di età compresa tra i 26 e i 32 anni (19 interviste a giovani che vivono all’Aquila e 18 interviste a giovani trasferitisi nel frattempo in altre città). L’analisi evidenzia come, nella maggior parte dei casi, l’esperienza del disastro sia stata rielaborata anche come occasione per ridefinire il tempo biografico, facendo in parallelo emergere, nel quotidiano, nuovi modi di far fronte all’incertezza e inedite spinte all’azione. Parole chiave: giovani; disastri; identità; futuro; vita quotidiana
LECCARDI, CARMEN
Disasters appear “natural laboratories” for the analysis of social and temporal discontinuities. However, within disaster research in social science, young people appear to be overlooked. When researched, the changes that shaped youth biographical trajectories into a phase of life characterised by uncertainty, fragmentation, and discontinuity, are not taken into consideration. On a theoretical level, the aim is to link two social research fields that are usually distant, such are Disaster Studies and Youth Studies, by drawing on the concept of generation as described by Mannheim. By focusing the research on young people whose age ranged from 19 to 25 years old when the earthquake occurred, this research aims to comprehend how their experience of the disaster played a role in the shaping of identity, as if this could both unify and catalyse this process. To this respect, the hypothesis suggests that disasters, together with the social and subjective issues that they entail, might be crucial in shaping the biographical paths of young people. The critical elaboration of these events might also foster new forms of activism and social participation. Specifically, this academic endeavour focused on two main aspects. On the one hand, it aims to comprehend to what extent the experience of the disaster influences biographical time, namely the interlink of past, present, and future, that stands at the foundation of the process of identity construction. On the other hand, the research starts from the urban space alterations in order to analyse the changes occurred within the everyday life dimension, as a way to shed light on the strategies through which young people deal with the “void” produced by the disaster. Related to that is the risk of “presentification” of youth experiences. From these premises, the recourse to qualitative methods appeared the most suitable to answer the research questions set by this empirical work. In particular, 37 biographical interviews were conducted with young people whose age at the time ranged from 26 to 32 years old. From this group, 19 interviews involved young people living in L’Aquila and 18 interviews involved young people that later moved to other cities. The analysis shows that in most cases the experience of the disaster was elaborated as a chance to redefine biographical time and shape new patterns of dealing with uncertainty, along with an unprecedented call to action KEY WORDS: youth; disaster; identity; future; everyday life
Giovani; Disastri; Identità; Futuro; Vita quotidiana
Youth; Disaster; Identity; Future; Vita quotidiana
SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Italian
30
2016/2017
(2021). Crescere nel disastro. Giovani, vita quotidiana e rappresentazioni del futuro dopo il terremoto dell'Aquila.. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2021).
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Descrizione: Crescere nel disastro. Giovani, vita quotidiana e rappresentazioni del futuro dopo il terremoto dell'Aquila
Tipologia di allegato: Doctoral thesis
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