This research work aims to explore infant-directed speech features in Italian language during the first year of an infant’s life and its effects on language acquisition, from precursors to advanced lexical and syntactic skills. The theoretical background assumes social bases of linguistic development. The first part consists of two studies on lexical, syntactic and prosodic properties in this special register. The second part includes two researches on quality and effects of linguistic input in language acquisition, taking into account a preverbal precursor and lexical and syntactic abilities during the second year of life; additionally, in this section, the predictors of language learning have been defined, exploring the role of linguistic input and the contribution of early communication skills in infants. The first study is a longitudinal design investigation, with an exhaustive analysis of lexical and syntactic characteristics of infant-directed speech in Italian language, comprehensive of both global and specific measures. From this investigation, the special register addressed to infants appears as a simplified but not simple with a period of maximum simplification in the second half of the first year of an infant’s life. The second longitudinal research examines prosodic properties in infant-directed speech and prosodic characterization of utterances with different pragmatic function. Results show how typical prosody in Italian infant-directed speech is overall emphasized in the preverbal period but, surprisingly, moderately; moreover, prosody changes during the first year even though without the same pattern of other non-tonal languages. Lastly, utterances with different pragmatic functions are characterized by a distinctive prosody. In the third contribution, predictors of language acquisition are longitudinally explored, analyzing the role of early communication skills in infants and of maternal input. In addition, input quality and stability are evaluated. About this topic, literature shows conflicting results. Overall, we find how subsequent linguistic abilities could be predicted by infant’s early communication skills and a by a rich, redundant, syntactically articulated but lexically repetitive input. Lastly, the fourth experimental work analyses the facilitator role of infant-directed song compared to infant-directed speech on the phonetic discrimination process, a preverbal precursor of language acquisition. Literature highlights how typical prosody in this special speech supports the identification of linguistic units in the verbal flow. Nevertheless, the role of infant-directed song has been poorly explored, especially as regard the development of a linguistic prerequisite. Main results prove a facilitator role of infant-directed song at the end of the first year of an infant’s life, when changes in the phonetic discrimination skill occur. Moreover, we find benefic effects of an higher musical and song exposition during the preverbal stage on both phonetic discrimination and subsequent lexical skills.

Il presente lavoro di ricerca intende indagare le caratteristiche del linguaggio rivolto ai bambini nella lingua italiana nel primo anno di vita e i suoi effetti sullo sviluppo del linguaggio, dai prerequisiti allo sviluppo lessicale e sintattico. La cornice teorica su cui si fondano le ricerche qui presentate assume che il processo di acquisizione linguistica abbia basi sociali. La prima parte dell’elaborato comprende due studi che descrivono le proprietà lessicali, sintattiche e prosodiche del linguaggio rivolto ai bambini. La seconda, invece, è costituita da due lavori che indagano la qualità e gli effetti dell’input linguistico nello sviluppo del linguaggio, prendendo in considerazione sia un prerequisito in fase verbale, sia le competenze lessicali e sintattiche nel secondo anno di vita; in questa seconda parte sono stati inoltre definiti i predittori dell’apprendimento linguistico, considerando sia le caratteristiche dell’input ma anche il contributo delle competenze comunicative precoci del bambino. Il primo studio presentato è un’indagine a carattere longitudinale nella quale sono state descritte, mediante misure globali e specifiche, le caratteristiche lessicali e sintattiche del linguaggio rivolto ai bambini nella lingua italiana. Ciò che è emerso è un registro semplificato ma non semplice che presenta un periodo di massima semplificazione nella seconda metà del primo anno di vita. La seconda ricerca, sempre a carattere longitudinale, ha preso in esame le proprietà prosodiche del linguaggio rivolto ai bambini e la caratterizzazione prosodica di enunciati con funzione pragmatica differente. I risultati hanno messo in luce una prosodia generalmente enfatizzata nel linguaggio rivolgo ai bambini nel periodo preverbale ma, sorprendentemente, in misura moderata. Inoltre, è stato possibile osservare un pattern di cambiamento nel corso del primo anno di vita che si discosta da quello caratterizzante altre lingue non-tonali. Infine, sono emerse caratteristiche prosodiche distintive per enunciati con funzione pragmatica diversa, elemento che evidenzia il ruolo altamente informativo della prosodia. Il terzo lavoro ha indagato longitudinalmente gli antecedenti dello sviluppo linguistico, valutando il contributo delle competenze comunicative precoci del bambino e il ruolo dell’input - di cui sono state esaminate qualità e stabilità - temi rispetto ai quali la letteratura riporta ancora risultati contrastanti. I dati ottenuti indicano che lo sviluppo linguistico nel secondo anno di vita rispecchi le abilità comunicative precoci e sembri favorito da un input ricco, ridondante e sintatticamente articolato. Infine, il quarto contributo ha analizzato, con un disegno sperimentale, i possibili effetti del canto rivolto ai bambini, ipotizzando un ruolo facilitatore rispetto al parlato nel processo di discriminazione fonetica, precursore preverbale dello sviluppo linguistico. Si tratta di un tema piuttosto trascurato nella letteratura che, invece, si è di fatto sempre concentrata sugli effetti della prosodia tipica del parlato rivolto ai bambini. I risultati principali hanno messo in luce come il ruolo facilitatore del canto in tale registro emerga alla fine del primo anno di vita quando, da un punto di vista evolutivo, si verifica un cambiamento nella capacità di discriminare i fonemi nativi e non nativi. È stato altresì possibile individuare benefici di una maggiore esposizione alla musica e al canto in fase preverbale, sia rispetto alla discriminazione fonetica che al successivo sviluppo lessicale.

(2019). L'infant-directed speech nella lingua italiana: caratteristiche lessicali, sintattiche, prosodiche e relazione con lo sviluppo linguistico. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2019).

L'infant-directed speech nella lingua italiana: caratteristiche lessicali, sintattiche, prosodiche e relazione con lo sviluppo linguistico

GENOVESE, GIULIANA
2019

Abstract

Il presente lavoro di ricerca intende indagare le caratteristiche del linguaggio rivolto ai bambini nella lingua italiana nel primo anno di vita e i suoi effetti sullo sviluppo del linguaggio, dai prerequisiti allo sviluppo lessicale e sintattico. La cornice teorica su cui si fondano le ricerche qui presentate assume che il processo di acquisizione linguistica abbia basi sociali. La prima parte dell’elaborato comprende due studi che descrivono le proprietà lessicali, sintattiche e prosodiche del linguaggio rivolto ai bambini. La seconda, invece, è costituita da due lavori che indagano la qualità e gli effetti dell’input linguistico nello sviluppo del linguaggio, prendendo in considerazione sia un prerequisito in fase verbale, sia le competenze lessicali e sintattiche nel secondo anno di vita; in questa seconda parte sono stati inoltre definiti i predittori dell’apprendimento linguistico, considerando sia le caratteristiche dell’input ma anche il contributo delle competenze comunicative precoci del bambino. Il primo studio presentato è un’indagine a carattere longitudinale nella quale sono state descritte, mediante misure globali e specifiche, le caratteristiche lessicali e sintattiche del linguaggio rivolto ai bambini nella lingua italiana. Ciò che è emerso è un registro semplificato ma non semplice che presenta un periodo di massima semplificazione nella seconda metà del primo anno di vita. La seconda ricerca, sempre a carattere longitudinale, ha preso in esame le proprietà prosodiche del linguaggio rivolto ai bambini e la caratterizzazione prosodica di enunciati con funzione pragmatica differente. I risultati hanno messo in luce una prosodia generalmente enfatizzata nel linguaggio rivolgo ai bambini nel periodo preverbale ma, sorprendentemente, in misura moderata. Inoltre, è stato possibile osservare un pattern di cambiamento nel corso del primo anno di vita che si discosta da quello caratterizzante altre lingue non-tonali. Infine, sono emerse caratteristiche prosodiche distintive per enunciati con funzione pragmatica diversa, elemento che evidenzia il ruolo altamente informativo della prosodia. Il terzo lavoro ha indagato longitudinalmente gli antecedenti dello sviluppo linguistico, valutando il contributo delle competenze comunicative precoci del bambino e il ruolo dell’input - di cui sono state esaminate qualità e stabilità - temi rispetto ai quali la letteratura riporta ancora risultati contrastanti. I dati ottenuti indicano che lo sviluppo linguistico nel secondo anno di vita rispecchi le abilità comunicative precoci e sembri favorito da un input ricco, ridondante e sintatticamente articolato. Infine, il quarto contributo ha analizzato, con un disegno sperimentale, i possibili effetti del canto rivolto ai bambini, ipotizzando un ruolo facilitatore rispetto al parlato nel processo di discriminazione fonetica, precursore preverbale dello sviluppo linguistico. Si tratta di un tema piuttosto trascurato nella letteratura che, invece, si è di fatto sempre concentrata sugli effetti della prosodia tipica del parlato rivolto ai bambini. I risultati principali hanno messo in luce come il ruolo facilitatore del canto in tale registro emerga alla fine del primo anno di vita quando, da un punto di vista evolutivo, si verifica un cambiamento nella capacità di discriminare i fonemi nativi e non nativi. È stato altresì possibile individuare benefici di una maggiore esposizione alla musica e al canto in fase preverbale, sia rispetto alla discriminazione fonetica che al successivo sviluppo lessicale.
ROMERO LAURO, LEONOR JOSEFINA
FASOLO, MIRCO
ID-speech; sviluppo linguistico; lessico; sintassi; prosodia
ID-speech; language acquisition; lexical features; syntactic features; prosodia
M-PSI/02 - PSICOBIOLOGIA E PSICOLOGIA FISIOLOGICA
Italian
8-feb-2019
PSICOLOGIA, LINGUISTICA E NEUROSCIENZE COGNITIVE - 77R
31
2017/2018
open
(2019). L'infant-directed speech nella lingua italiana: caratteristiche lessicali, sintattiche, prosodiche e relazione con lo sviluppo linguistico. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2019).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/241109
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