The aim of the thesis is to investigate the structure, the contents and the amendment of statements of case in damage actions. It also compares the Italian and the English jurisdictions on this topic. The first chapter analyses the structure, the content and the cases when a damage demand is not valid (due to the complete lack, or the lack of details of causa petendi and petitum), under art. 163 and 163 of Italian civil procedure code; the Italian theory regarding the “unity” of the substantive right and of the action for damages as well; the role played by the juridical qualification in action for damages; the theory of the “implicit allegation” of damages in statements of case; the admissibility of splitting out of a demand; it also provides a description of how statements of case including the description of continuing torts should be structured and of the variety of remedies in civil damage actions. The second chapter investigates the provision ruling the “amendment of demand” in the Italian jurisdiction, under art. 183, comma VI, n. 1), c.p.c., when an action for damages is brought; the meaning and the limits of the “amendment” of demand; the admissibility of an new allegation of substantive facts after the trial has commenced; the hypothesis when the demand can be updated after preclusions have already occurred, under art. 153, comma II, c.p.c.; the admissibility of a judgment under art. 278 and/or 186 quarter c.p.c. involving heads of damages already ascertained during the process; the admissibility of an amendment to the demand after the expert’s report has been filed; the role played by the Supreme Court’s overruling judgments on pending proceedings; the amendment of demand during the second-grade trial under art. 345 c.p.c. The third chapter studies the structure, the contents, the cases of invalidity, the amendment to a statement of case involving damages dispute under English civil procedure rules (CPR): after a description of the main features of the English civil justice, the analysis focuses on the contents of the claim form under par. 16 CPR (in particular, on “cause of action” and “remedy sought”). The chapter also highlights the variety of civil remedies for damages actions provided by the civil procedure rules (as, for instance: lump sum, provisional damages, periodical payments). It also highlights the benefits of the Court’s power to strike out a statement of case (when it is abusive or there are the action has no reasonable ground). Finally, the chapter provides an in depth analysis of the rule governing the “amendment to statement of case”, in those cases when an action for damages is filed.

Lo studio indaga alcuni profili processuali delle azioni risarcitorie: in particolare, quello del contenuto e quello della modificazione della domanda risarcitoria. Vengono, in tale materia, comparati l’ordinamento italiano e quello del Regno Unito. Nel primo capitolo vengono analizzate la struttura, il contenuto, le cause di invalidità della domanda giudiziale (e in particolare nei suoi profili oggettivi: petitum e causa petendi), ex art. 163 e 164 c.p.c.; la teoria dell’unitarietà del diritto e dell’azione risarcitoria; la necessarietà della qualificazione giuridica dell’azione; la teoria della c.d. “allegazione implicita” del danno; la nozione di “fatti principali” e “fatti secondari” nell’azione risarcitoria; l’ammissibilità della “frammentazione” della domanda giudiziale risarcitoria; la domanda volta al risarcimento di un fatto illecito c.d. “permanente”; il petitum risarcitorio. Nel secondo capitolo viene indagato l’istituto della modificazione della domanda, ex art. 183, comma VI, n. 1), c.p.c., nei casi di azione risarcitoria; il significato e i limiti operativi della “modificazione” e della “specificazione” della domanda risarcitoria; l’ammissibilità dell’allegazione di una nuova voce di danno in corso di causa; i casi in cui il libello introduttivo può essere aggiornato oltre i termini preclusivi grazie all’istituto della rimessione in termini ex art. 153, comma II, c.p.c. (manifestazione, aggravamento/miglioramento o insorgenza di un nuovo danno); l’ammissibilità di una condanna provvisionale ex art. 278 c.p.c. e/o di una ordinanza successiva alla chiusura dell’istruttoria ex art. 186 quater c.p.c. sulle voci di danno già accertate; l’ammissibilità di una modifica della domanda a seguito di consulenza tecnica d’ufficio; l’efficacia sui processi pendenti di un revirement giurisprudenziale operato dalla Corte di cassazione; la modifica della domanda risarcitoria in grado di appello ex art. 345 c.p.c. (e in particolare la nozione di “danni patiti dopo la sentenza di primo grado”). Nel terzo capitolo, vengono studiate la struttura, il contenuto, i casi di invalidità e di “emendamento” della domanda risarcitoria secondo il codice di diritto processuale del Regno Unito: dopo aver tracciato i caratteri del processo civile inglese, ci si concentra sul contenuto dell’atto introduttivo dell’attore (e in particolare sulla cause of action e sul remedy). Si indagano le deroghe consentite sulla base del case law al principio secondo il processo risarcitorio deve essere uno soltanto. Si ripercorre la nozione di remedy, concentrandosi sulle possibili modulazioni della somma risarcitoria che possono essere domandate dalla vittima. Si verifica analizza l’istituto dello “strike out” della domanda priva di un “ragionevole fondamento” o che costituisca un “abuso del processo”. Nella seconda parte del capitolo, una volta analizzati la parte 17 CPR dedicata alla modificazione dell’atto introduttivo inglese nelle sue linee generali e i precedenti giurisprudenziali che guidano il giudice nella decisione di accoglimento o di rigetto dell’istanza di parte volta ad “emendarlo”, si ripercorrono i casi paradigmatici nei quali è possibile “aggiornare” l’atto introduttivo risarcitorio: fondando la pretesa, dunque, su un diverso e nuovo duty o su un diverso e nuovo breach of duty; integrando l’atto, come spesso avviene, anche in una fase molto avanzata del processo, con la richiesta del risarcimento di una nuova head of damage; allegando l’aggravamento di una voce di danno già descritta nell’atto introduttivo, oltre che l’insorgenza di un pregiudizio; aumentando il quantum.

(2017). La domanda risarcitoria: struttura e modificazione.. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2017).

La domanda risarcitoria: struttura e modificazione.

CARDACI, GIACOMO
2017

Abstract

Lo studio indaga alcuni profili processuali delle azioni risarcitorie: in particolare, quello del contenuto e quello della modificazione della domanda risarcitoria. Vengono, in tale materia, comparati l’ordinamento italiano e quello del Regno Unito. Nel primo capitolo vengono analizzate la struttura, il contenuto, le cause di invalidità della domanda giudiziale (e in particolare nei suoi profili oggettivi: petitum e causa petendi), ex art. 163 e 164 c.p.c.; la teoria dell’unitarietà del diritto e dell’azione risarcitoria; la necessarietà della qualificazione giuridica dell’azione; la teoria della c.d. “allegazione implicita” del danno; la nozione di “fatti principali” e “fatti secondari” nell’azione risarcitoria; l’ammissibilità della “frammentazione” della domanda giudiziale risarcitoria; la domanda volta al risarcimento di un fatto illecito c.d. “permanente”; il petitum risarcitorio. Nel secondo capitolo viene indagato l’istituto della modificazione della domanda, ex art. 183, comma VI, n. 1), c.p.c., nei casi di azione risarcitoria; il significato e i limiti operativi della “modificazione” e della “specificazione” della domanda risarcitoria; l’ammissibilità dell’allegazione di una nuova voce di danno in corso di causa; i casi in cui il libello introduttivo può essere aggiornato oltre i termini preclusivi grazie all’istituto della rimessione in termini ex art. 153, comma II, c.p.c. (manifestazione, aggravamento/miglioramento o insorgenza di un nuovo danno); l’ammissibilità di una condanna provvisionale ex art. 278 c.p.c. e/o di una ordinanza successiva alla chiusura dell’istruttoria ex art. 186 quater c.p.c. sulle voci di danno già accertate; l’ammissibilità di una modifica della domanda a seguito di consulenza tecnica d’ufficio; l’efficacia sui processi pendenti di un revirement giurisprudenziale operato dalla Corte di cassazione; la modifica della domanda risarcitoria in grado di appello ex art. 345 c.p.c. (e in particolare la nozione di “danni patiti dopo la sentenza di primo grado”). Nel terzo capitolo, vengono studiate la struttura, il contenuto, i casi di invalidità e di “emendamento” della domanda risarcitoria secondo il codice di diritto processuale del Regno Unito: dopo aver tracciato i caratteri del processo civile inglese, ci si concentra sul contenuto dell’atto introduttivo dell’attore (e in particolare sulla cause of action e sul remedy). Si indagano le deroghe consentite sulla base del case law al principio secondo il processo risarcitorio deve essere uno soltanto. Si ripercorre la nozione di remedy, concentrandosi sulle possibili modulazioni della somma risarcitoria che possono essere domandate dalla vittima. Si verifica analizza l’istituto dello “strike out” della domanda priva di un “ragionevole fondamento” o che costituisca un “abuso del processo”. Nella seconda parte del capitolo, una volta analizzati la parte 17 CPR dedicata alla modificazione dell’atto introduttivo inglese nelle sue linee generali e i precedenti giurisprudenziali che guidano il giudice nella decisione di accoglimento o di rigetto dell’istanza di parte volta ad “emendarlo”, si ripercorrono i casi paradigmatici nei quali è possibile “aggiornare” l’atto introduttivo risarcitorio: fondando la pretesa, dunque, su un diverso e nuovo duty o su un diverso e nuovo breach of duty; integrando l’atto, come spesso avviene, anche in una fase molto avanzata del processo, con la richiesta del risarcimento di una nuova head of damage; allegando l’aggravamento di una voce di danno già descritta nell’atto introduttivo, oltre che l’insorgenza di un pregiudizio; aumentando il quantum.
MARINUCCI, ELENA SARA CHIARA
CASTAGNOLA, ANGELO
The aim of the thesis is to investigate the structure, the contents and the amendment of statements of case in damage actions. It also compares the Italian and the English jurisdictions on this topic. The first chapter analyses the structure, the content and the cases when a damage demand is not valid (due to the complete lack, or the lack of details of causa petendi and petitum), under art. 163 and 163 of Italian civil procedure code; the Italian theory regarding the “unity” of the substantive right and of the action for damages as well; the role played by the juridical qualification in action for damages; the theory of the “implicit allegation” of damages in statements of case; the admissibility of splitting out of a demand; it also provides a description of how statements of case including the description of continuing torts should be structured and of the variety of remedies in civil damage actions. The second chapter investigates the provision ruling the “amendment of demand” in the Italian jurisdiction, under art. 183, comma VI, n. 1), c.p.c., when an action for damages is brought; the meaning and the limits of the “amendment” of demand; the admissibility of an new allegation of substantive facts after the trial has commenced; the hypothesis when the demand can be updated after preclusions have already occurred, under art. 153, comma II, c.p.c.; the admissibility of a judgment under art. 278 and/or 186 quarter c.p.c. involving heads of damages already ascertained during the process; the admissibility of an amendment to the demand after the expert’s report has been filed; the role played by the Supreme Court’s overruling judgments on pending proceedings; the amendment of demand during the second-grade trial under art. 345 c.p.c. The third chapter studies the structure, the contents, the cases of invalidity, the amendment to a statement of case involving damages dispute under English civil procedure rules (CPR): after a description of the main features of the English civil justice, the analysis focuses on the contents of the claim form under par. 16 CPR (in particular, on “cause of action” and “remedy sought”). The chapter also highlights the variety of civil remedies for damages actions provided by the civil procedure rules (as, for instance: lump sum, provisional damages, periodical payments). It also highlights the benefits of the Court’s power to strike out a statement of case (when it is abusive or there are the action has no reasonable ground). Finally, the chapter provides an in depth analysis of the rule governing the “amendment to statement of case”, in those cases when an action for damages is filed.
domanda; modificazione; illecito; danno; responsabilità
amendment; statement; case; claim; responsabilità
IUS/17 - DIRITTO PENALE
Italian
SCIENZE GIURIDICHE - 84R
29
2015/2016
(2017). La domanda risarcitoria: struttura e modificazione.. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2017).
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Descrizione: tesi di dottorato
Tipologia di allegato: Doctoral thesis
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