CONVERGENZA – Da qualche anno, l’innovazione tecnologica ha sconvolto il sistema delle telecomunicazioni. Le tre piattaforme tradizionali (telefono, televisione, internet) si sovrappongono nell’area della “convergenza”. Il diritto delle telecomunicazioni, tradizionalmente regolato dal diritto pubblico, oggi è regolato da norme privatistiche. Con gli interventi della Corte costituzionale e sulla spinta del diritto comunitario, dal monopolio di Stato nelle Poste, nella Televisione, nella Telefonia si è passati, con le privatizzazioni e la liberalizzazione dei servizi, a un sistema concorrenziale. In questo quadro tumultuoso e affascinante, il diritto d’autore sta vivendo la sua crisi. Un settore del diritto, tradizionalmente associato alle più elevate ed elitarie espressioni dell'ingegno umano, alla musica, alla pittura, alla scultura e alle opere letterarie si trova, improvvisamente, proiettato nel mondo della tecnologia più avanzata e sofisticata. E da scudo di autori, compositori, musicisti ed artisti squattrinati, è divenuto “arma di distruzione di massa”. Secondo alcuni, siamo tutti pirati. E occorre controllare la rete, per giungere a controllare l’intera area della “convergenza”. Non esistono più, nel nuovo diritto d’autore, “utilizzazioni libere”, sì, invece, solo “eccezioni e limitazioni”. Questo studio vuole essere una difesa della “copia privata” e della liceità della “riproduzione per fruizione” di ogni opera. Occorre, nell’area della convergenza, difendere i diritti costituzionalmente garantiti di libertà di comunicazione, di riservatezza, di libera diffusione della cultura. E’ paradossale che gli italiani abbiano il diritto di riunirsi pacificamente senz’armi (art. 17 della nostra Costituzione), ma non abbiano il diritto di riunirsi pacificamente a guardare una videocassetta a casa propria. Insomma, bisogna trovare un compromesso. I principi da difendere nell’era della convergenza sono i diritti economici del fornitore di contenuti – e quindi dell’autore – e il diritto all’informazione e alla fruizione della cultura (e, perché non, dell’entertainment, visto che non si vive di solo pane). Il punto di equilibrio è individuato, in questa ricerca, nell’uso personale, che appartiene storicamente alla stessa filosofia del diritto d’autore e che, nell’era tecnologica, si estrinseca e presuppone il diritto alla copia privata per uso personale. Diritto che deve tener conto, nell’era tecnologica in cui viviamo, della libera riproduzione per fruizione dell’opera protetta. Non siamo tutti pirati. E occorre trovare il modo di distinguere in modo chiaro e netto tra le organizzazioni criminali dell’industria del falso e cittadini della Repubblica. I primi vanno combattuti. I cittadini lasciati stare.

Franceschelli, V. (2009). Convergenza. La "convergenza" nelle telecomunicazioni e il diritto d'autore nella società dell'informazione. Milano : Giuffrè.

Convergenza. La "convergenza" nelle telecomunicazioni e il diritto d'autore nella società dell'informazione

FRANCESCHELLI, VINCENZO
2009

Abstract

CONVERGENZA – Da qualche anno, l’innovazione tecnologica ha sconvolto il sistema delle telecomunicazioni. Le tre piattaforme tradizionali (telefono, televisione, internet) si sovrappongono nell’area della “convergenza”. Il diritto delle telecomunicazioni, tradizionalmente regolato dal diritto pubblico, oggi è regolato da norme privatistiche. Con gli interventi della Corte costituzionale e sulla spinta del diritto comunitario, dal monopolio di Stato nelle Poste, nella Televisione, nella Telefonia si è passati, con le privatizzazioni e la liberalizzazione dei servizi, a un sistema concorrenziale. In questo quadro tumultuoso e affascinante, il diritto d’autore sta vivendo la sua crisi. Un settore del diritto, tradizionalmente associato alle più elevate ed elitarie espressioni dell'ingegno umano, alla musica, alla pittura, alla scultura e alle opere letterarie si trova, improvvisamente, proiettato nel mondo della tecnologia più avanzata e sofisticata. E da scudo di autori, compositori, musicisti ed artisti squattrinati, è divenuto “arma di distruzione di massa”. Secondo alcuni, siamo tutti pirati. E occorre controllare la rete, per giungere a controllare l’intera area della “convergenza”. Non esistono più, nel nuovo diritto d’autore, “utilizzazioni libere”, sì, invece, solo “eccezioni e limitazioni”. Questo studio vuole essere una difesa della “copia privata” e della liceità della “riproduzione per fruizione” di ogni opera. Occorre, nell’area della convergenza, difendere i diritti costituzionalmente garantiti di libertà di comunicazione, di riservatezza, di libera diffusione della cultura. E’ paradossale che gli italiani abbiano il diritto di riunirsi pacificamente senz’armi (art. 17 della nostra Costituzione), ma non abbiano il diritto di riunirsi pacificamente a guardare una videocassetta a casa propria. Insomma, bisogna trovare un compromesso. I principi da difendere nell’era della convergenza sono i diritti economici del fornitore di contenuti – e quindi dell’autore – e il diritto all’informazione e alla fruizione della cultura (e, perché non, dell’entertainment, visto che non si vive di solo pane). Il punto di equilibrio è individuato, in questa ricerca, nell’uso personale, che appartiene storicamente alla stessa filosofia del diritto d’autore e che, nell’era tecnologica, si estrinseca e presuppone il diritto alla copia privata per uso personale. Diritto che deve tener conto, nell’era tecnologica in cui viviamo, della libera riproduzione per fruizione dell’opera protetta. Non siamo tutti pirati. E occorre trovare il modo di distinguere in modo chiaro e netto tra le organizzazioni criminali dell’industria del falso e cittadini della Repubblica. I primi vanno combattuti. I cittadini lasciati stare.
Monografia o trattato scientifico - Monografia di Ricerca - Prima edizione
Telecomunicazioni; Diritto d'autore; Convergenza; Libertà nella rete; Copia privata
Italian
2009
88-14-14501-6
Giuffrè
255
Franceschelli, V. (2009). Convergenza. La "convergenza" nelle telecomunicazioni e il diritto d'autore nella società dell'informazione. Milano : Giuffrè.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/10218
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