Milano è una città con bassi livelli di segregazione, se comparata ad altre grandi città europee. Un quartiere, tuttavia, risulta essere particolarmente segnato da una forte segregazione spaziale e sociale: Quarto Oggiaro. Edificato nella periferia nord di Milano nel corso degli anni ‘50 e ‘60 per ospitare i lavoratori immigrati dal Sud Italia, il quartiere è stato costruito concentrando una popolazione assai omogenea di classe popolare, essenzialmente immigrata dal Mezzogiorno, pianificando un basso livello di mix sociale. A questa popolazione è stato aggiunto un gruppo cospicuo di persone in carico ai servizi di salute mentale, con una concentrazione negli stabili di edilizia popolare assai maggiore rispetto alla media cittadina. Nel corso degli anni la segregazione del quartiere non si è ridotta, ma anzi si è accentuata anche grazie ad una presenza massiccia della criminalità organizzata e ad un effetto di stigma che è pesato sul quartiere. In questo quadro, la segregazione scolastica ha avuto un ruolo importante di amplificazione e consolidamento degli svantaggi legati all’abitare nel quartiere. Se consideriamo le due scuole medie del quartiere, nell’anno scolastico 2007/2008 la percentuale di alunni frequentanti la propria scuola di bacino era il 35%. Ciò significa che più del 65% delle famiglie degli alunni appartenenti ai singoli bacini delle due scuole di quartiere hanno evitato la scuola di quartiere e hanno scelto in base a criteri altri rispetto alla prossimità e alla comodità. La frequentazione della scuola media di quartiere ha degli effetti importanti sull’identità dei ragazzi, e marca un effetto di intrappolamento. Ad esempio, per uno studente della media “Graf” di Quarto Oggiaro la probabilità di iscriversi ad un liceo è sensibilmente inferiore alla media cittadina: il 6% circa, contro il 38% della media di Milano. Inoltre, aumenta il rischio di compiere carriere fortemente irregolari o di abbandonare gli studi prima della fine dell’obbligo scolastico. Così, la segregazione scolastica amplia gli effetti della segregazione spaziale in termini di riduzione delle opportunità sulle nuove coorti che via via si susseguono nel quartiere. Inoltre, aumenta la distanza sociale addirittura all’interno delle stesse classi popolari, anche fra gli immigrati, e favorisce e alimenta il reclutamento dei più giovani all’interno della criminalità organizzata.

Torri, R., Vitale, T. (2009). Quale nesso tra coesione sociale e sviluppo economico?. SKILL, 36, 99-121.

Quale nesso tra coesione sociale e sviluppo economico?

VITALE, TOMMASO
2009

Abstract

Milano è una città con bassi livelli di segregazione, se comparata ad altre grandi città europee. Un quartiere, tuttavia, risulta essere particolarmente segnato da una forte segregazione spaziale e sociale: Quarto Oggiaro. Edificato nella periferia nord di Milano nel corso degli anni ‘50 e ‘60 per ospitare i lavoratori immigrati dal Sud Italia, il quartiere è stato costruito concentrando una popolazione assai omogenea di classe popolare, essenzialmente immigrata dal Mezzogiorno, pianificando un basso livello di mix sociale. A questa popolazione è stato aggiunto un gruppo cospicuo di persone in carico ai servizi di salute mentale, con una concentrazione negli stabili di edilizia popolare assai maggiore rispetto alla media cittadina. Nel corso degli anni la segregazione del quartiere non si è ridotta, ma anzi si è accentuata anche grazie ad una presenza massiccia della criminalità organizzata e ad un effetto di stigma che è pesato sul quartiere. In questo quadro, la segregazione scolastica ha avuto un ruolo importante di amplificazione e consolidamento degli svantaggi legati all’abitare nel quartiere. Se consideriamo le due scuole medie del quartiere, nell’anno scolastico 2007/2008 la percentuale di alunni frequentanti la propria scuola di bacino era il 35%. Ciò significa che più del 65% delle famiglie degli alunni appartenenti ai singoli bacini delle due scuole di quartiere hanno evitato la scuola di quartiere e hanno scelto in base a criteri altri rispetto alla prossimità e alla comodità. La frequentazione della scuola media di quartiere ha degli effetti importanti sull’identità dei ragazzi, e marca un effetto di intrappolamento. Ad esempio, per uno studente della media “Graf” di Quarto Oggiaro la probabilità di iscriversi ad un liceo è sensibilmente inferiore alla media cittadina: il 6% circa, contro il 38% della media di Milano. Inoltre, aumenta il rischio di compiere carriere fortemente irregolari o di abbandonare gli studi prima della fine dell’obbligo scolastico. Così, la segregazione scolastica amplia gli effetti della segregazione spaziale in termini di riduzione delle opportunità sulle nuove coorti che via via si susseguono nel quartiere. Inoltre, aumenta la distanza sociale addirittura all’interno delle stesse classi popolari, anche fra gli immigrati, e favorisce e alimenta il reclutamento dei più giovani all’interno della criminalità organizzata.
Articolo in rivista - Articolo scientifico
Segregation; Neighborhood; Schooling; Urban Sociology; Mechanismss
Italian
2009
36
99
121
none
Torri, R., Vitale, T. (2009). Quale nesso tra coesione sociale e sviluppo economico?. SKILL, 36, 99-121.
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