BACKGROUND: Identifying reliable markers associated with events after acute myocarditis (AM) is clinically relevant to planning a future follow-up. We aimed to clarify the prognostic performance of previously described cardiac magnetic resonance imaging (CMRI) markers including septal late gadolinium enhancement (LGE), versus evidence of left ventricular ejection fraction (LVEF)<50% on baseline CMRI, vs. complicated clinical presentation (CCP) of AM (defined as the presence of sustained ventricular arrhythmias [SVT] or LVEF <50% on the first echocardiogram of fulminant presentation). METHODS: We assessed 248 AM patients with onset of cardiac symptoms <30 days before admission, increased troponin, and CMRI consistent with myocarditis (median time from admission to CMRI of 6 days). The patients were retrospectively collected between February 2006 and April 2019 from 6 hospitals with a median follow-up of 1708 days (first to third quartile [Q1-Q3], 1000-2751). We assessed the prognostic performance of septal LGE vs. LVEF<50% on CMRI vs. CCP. RESULTS: The study population had a median age of 34 years (Q1-Q3: 23-41) with a male prevalence of 87.1% and a median LVEF of 61% (Q1-Q3, 55-66%) on baseline CMRI. Thirteen patients (5.2%) experienced at least one major cardiac event (including cardiac death, heart transplantation (N=1), aborted cardiac death (N=3), SVT (N=5), or heart failure hospitalization (N=5). Among these 13 patients, 10 (76.9%) had septal LGE, 8 (61.5%) had LVEF<50%, on CMRI, and 12 (92.3%) had a CCP. The best performance for these prognostic markers was the negative predictive value (NPV) ranging between 0.98 and 0.99 for CCP, while predictive value was low, ranging between 0.14 and 0.25 for LVEF<50%. CONCLUSIONS: We confirmed that the rate of major cardiac events after an AM is relatively low, and septal LGE, LVEF<50% on CMRI, and CCP are significantly associated with events. The most relevant finding is the high NPV of these markers to identify patients without events after an AM. This observation can help clinicians to monitor the patients after an AM, in fact, patients without these markers had an uneventful follow-up.

BACKGROUND: L'identificazione di marcatori affidabili associati a eventi dopo una miocardite acuta (AM) è clinicamente rilevante per pianificare un futuro follow-up. Abbiamo cercato di chiarire la performance prognostica dei marcatori di risonanza magnetica cardiaca (CMRI) precedentemente descritti, tra cui l'aumento tardivo del gadolinio settale (LGE), rispetto all'evidenza della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) <50% sulla CMRI basale, rispetto alla presentazione clinica complicata (CCP) della AM (definita come la presenza di aritmie ventricolari sostenute [SVT] o LVEF <50% al primo ecocardiogramma di presentazione fulminante). METODI: Abbiamo valutato 248 pazienti AM con insorgenza di sintomi cardiaci <30 giorni prima del ricovero, aumento della troponina e CMRI coerente con la diagnosi di miocardite (tempo mediano dal ricovero alla CMRI di 6 giorni). I pazienti sono stati raccolti retrospettivamente tra febbraio 2006 e aprile 2019 da 6 ospedali Lombardi con un follow-up mediano di 1708 giorni (primo - terzo quartile [Q1-Q3], 1000-2751). Abbiamo valutato la performance prognostica di LGE settale vs. LVEF<50% su CMRI vs. CCP. RISULTATI: La popolazione dello studio aveva un'età mediana di 34 anni (Q1-Q3: 23-41) con una prevalenza maschile dell'87,1% e una LVEF mediana del 61% (Q1-Q3, 55-66%) alla CMRI basale. Tredici pazienti (5,2%) hanno sperimentato almeno un evento cardiaco maggiore (tra cui morte cardiaca, trapianto di cuore (N=1), arresto cardiaco resuscitato (N=3), SVT (N=5), o ricovero per insufficienza cardiaca (N=5). Tra questi 13 pazienti, 10 (76,9%) avevano LGE settale, 8 (61,5%) avevano LVEF<50%, su CMRI, e 12 (92,3%) avevano un CCP. La migliore performance per questi marcatori prognostici era il valore predittivo negativo (NPV) che variava tra 0,98 e 0,99 per CCP, mentre il valore predittivo positivo era basso, tra 0,14 e 0,25 per LVEF<50%. CONCLUSIONI: Abbiamo confermato che il tasso di eventi cardiaci maggiori dopo una AM è relativamente basso, e LGE settale, LVEF<50% su CMRI, e CCP sono significativamente associati agli eventi nel follow-up. Il risultato più rilevante è l'alto NPV di questi marcatori per identificare i pazienti senza eventi dopo una AM. Questa osservazione può aiutare i medici a monitorare i pazienti dopo una AM ed impostare un corretto monitoraggio nel follow-up sulla base di tali dati all'esordio.

(2022). PROGNOSTIC PERFORMANCE OF CLINICAL PRESENTATION AND CARDIAC MAGNETIC RESONANCE IMAGING PARAMETERS IN PATIENTS WITH ACUTE MYOCARDITIS. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).

PROGNOSTIC PERFORMANCE OF CLINICAL PRESENTATION AND CARDIAC MAGNETIC RESONANCE IMAGING PARAMETERS IN PATIENTS WITH ACUTE MYOCARDITIS

VARRENTI, MARISA
2022-07-18T00:00:00+02:00

Abstract

BACKGROUND: L'identificazione di marcatori affidabili associati a eventi dopo una miocardite acuta (AM) è clinicamente rilevante per pianificare un futuro follow-up. Abbiamo cercato di chiarire la performance prognostica dei marcatori di risonanza magnetica cardiaca (CMRI) precedentemente descritti, tra cui l'aumento tardivo del gadolinio settale (LGE), rispetto all'evidenza della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) <50% sulla CMRI basale, rispetto alla presentazione clinica complicata (CCP) della AM (definita come la presenza di aritmie ventricolari sostenute [SVT] o LVEF <50% al primo ecocardiogramma di presentazione fulminante). METODI: Abbiamo valutato 248 pazienti AM con insorgenza di sintomi cardiaci <30 giorni prima del ricovero, aumento della troponina e CMRI coerente con la diagnosi di miocardite (tempo mediano dal ricovero alla CMRI di 6 giorni). I pazienti sono stati raccolti retrospettivamente tra febbraio 2006 e aprile 2019 da 6 ospedali Lombardi con un follow-up mediano di 1708 giorni (primo - terzo quartile [Q1-Q3], 1000-2751). Abbiamo valutato la performance prognostica di LGE settale vs. LVEF<50% su CMRI vs. CCP. RISULTATI: La popolazione dello studio aveva un'età mediana di 34 anni (Q1-Q3: 23-41) con una prevalenza maschile dell'87,1% e una LVEF mediana del 61% (Q1-Q3, 55-66%) alla CMRI basale. Tredici pazienti (5,2%) hanno sperimentato almeno un evento cardiaco maggiore (tra cui morte cardiaca, trapianto di cuore (N=1), arresto cardiaco resuscitato (N=3), SVT (N=5), o ricovero per insufficienza cardiaca (N=5). Tra questi 13 pazienti, 10 (76,9%) avevano LGE settale, 8 (61,5%) avevano LVEF<50%, su CMRI, e 12 (92,3%) avevano un CCP. La migliore performance per questi marcatori prognostici era il valore predittivo negativo (NPV) che variava tra 0,98 e 0,99 per CCP, mentre il valore predittivo positivo era basso, tra 0,14 e 0,25 per LVEF<50%. CONCLUSIONI: Abbiamo confermato che il tasso di eventi cardiaci maggiori dopo una AM è relativamente basso, e LGE settale, LVEF<50% su CMRI, e CCP sono significativamente associati agli eventi nel follow-up. Il risultato più rilevante è l'alto NPV di questi marcatori per identificare i pazienti senza eventi dopo una AM. Questa osservazione può aiutare i medici a monitorare i pazienti dopo una AM ed impostare un corretto monitoraggio nel follow-up sulla base di tali dati all'esordio.
GIANNATTASIO, CRISTINA
AMMIRATI, ENRICO
GIANNATTASIO, CRISTINA
BACKGROUND: Identifying reliable markers associated with events after acute myocarditis (AM) is clinically relevant to planning a future follow-up. We aimed to clarify the prognostic performance of previously described cardiac magnetic resonance imaging (CMRI) markers including septal late gadolinium enhancement (LGE), versus evidence of left ventricular ejection fraction (LVEF)<50% on baseline CMRI, vs. complicated clinical presentation (CCP) of AM (defined as the presence of sustained ventricular arrhythmias [SVT] or LVEF <50% on the first echocardiogram of fulminant presentation). METHODS: We assessed 248 AM patients with onset of cardiac symptoms <30 days before admission, increased troponin, and CMRI consistent with myocarditis (median time from admission to CMRI of 6 days). The patients were retrospectively collected between February 2006 and April 2019 from 6 hospitals with a median follow-up of 1708 days (first to third quartile [Q1-Q3], 1000-2751). We assessed the prognostic performance of septal LGE vs. LVEF<50% on CMRI vs. CCP. RESULTS: The study population had a median age of 34 years (Q1-Q3: 23-41) with a male prevalence of 87.1% and a median LVEF of 61% (Q1-Q3, 55-66%) on baseline CMRI. Thirteen patients (5.2%) experienced at least one major cardiac event (including cardiac death, heart transplantation (N=1), aborted cardiac death (N=3), SVT (N=5), or heart failure hospitalization (N=5). Among these 13 patients, 10 (76.9%) had septal LGE, 8 (61.5%) had LVEF<50%, on CMRI, and 12 (92.3%) had a CCP. The best performance for these prognostic markers was the negative predictive value (NPV) ranging between 0.98 and 0.99 for CCP, while predictive value was low, ranging between 0.14 and 0.25 for LVEF<50%. CONCLUSIONS: We confirmed that the rate of major cardiac events after an AM is relatively low, and septal LGE, LVEF<50% on CMRI, and CCP are significantly associated with events. The most relevant finding is the high NPV of these markers to identify patients without events after an AM. This observation can help clinicians to monitor the patients after an AM, in fact, patients without these markers had an uneventful follow-up.
Miocardite acuta; Cardiac RM; LGE; FE; Clinica
acute myocarditis; Cardiac MRI; LGE; EF; Clinica
MED/11 - MALATTIE DELL'APPARATO CARDIOVASCOLARE
English
34
2020/2021
(2022). PROGNOSTIC PERFORMANCE OF CLINICAL PRESENTATION AND CARDIAC MAGNETIC RESONANCE IMAGING PARAMETERS IN PATIENTS WITH ACUTE MYOCARDITIS. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2022).
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