A presente etnografia estuda e analisa como, hoje em dia, o trabalho científico é pensado, elaborado, organizado, estruturado, produzido e praticado por três importantes centros de pesquisa antropológica e interdisciplinar que possuem atuação intensiva e destacada no Brasil contemporâneo: LACED (Laboratórios de Pesquisas em Etnicidade, Cultura e Desenvolvimento), CEAO (Centro de Estudos Afro-orientais) e PNCSA (Projeto Nova cartografia Social da Amazônia). Em particular, descreve-se uma forte relação dialógica entre pesquisadores/pesquisadoras e movimentos sociais, um decidido compromisso com grupos sociais organizados (índios, comunidades tradicionais, quilombolas) e temas específicos (sociologia das territorialidades e cartografia; ações afirmativas e educação superior indígena; poder, religiosidade e etnicidade afrodescendente; tutela, poder e Estado; direitos humanos, violência, resistências e sobrevivências). Esta ligação torna-se concreta historicamente quando conexa aos esforços feitos pelos movimentos sociais durante a preparação e realização da Constituinte de 1988 e como essa interferiu, e ainda interfere, na prática etnográfica da Antropologia brasileira. Essa questão está imbricada visceralmente com a definição de poder constituinte, ou seja, uma continuidade de operações de renovação, uma potência que se realiza no tempo (imediato e amplo) de um processo de mudanças, mais ou menos radical, e apesar de tudo, contínuo (Negri, 2015). Os centros são descritos como oficinas artesanais do pensamento, como processo coletivo de produção científica e nexos, através de uma etnografia da práxis – gestos práticos e teóricos – em suas múltiplas dimensões (observação participante, entrevistas, estudo de materiais literários e expositivos dos principais protagonistas). Também vistos como espaços institucionais ocupados onde acontecem encontros e nascem propostas, contribuindo à discussão de políticas públicas das diversidades, das convergências culturais e dos posicionamentos políticos que aparecem mais forte no cotejo com as outras instituições (ABA, Fundação Ford, Ministério Público, Mídia, Legislativo e Executivo). A ênfase vai dada à existência de transformações radicais que ocorrem nas situações etnográficas e que têm repercussões intensas no trabalho do antropólogo/antropóloga (Oliveira, 2009).

La seguente etnografia studia e analizza come, oggigiorno, il lavoro scientifico viene pensato, elaborato, organizzato, strutturato, prodotto e praticato da tre importanti centri di ricerca antropologica e interdisciplinare che hanno azione intensiva e rilevante nel Brasile contemporaneo. LACED (Laboratórios de Pesquisas em Etnicidade, Cultura e Desenvolvimento), CEAO (Centro de Estudos Afro-orientais) e PNCSA (Projeto Nova cartografia Social da Amazônia). Nel particolare, venne descritto un forte rapporto dialogico tra ricercatori/ricercatrici e movimenti sociali, un deciso compromesso con gruppi sociali organizzati (indigene, comunità tradizionali, quilombolas) e temi specifici (sociologia delle territorialità e cartografia; azioni affermative e educazione superiore indigena; potere, religiosità ed etnicità afro-discendenti; tutela, potere e Stato; diritti umani, violenza, resistenze e sopravvivenze). Questo legame diventa concreto storicamente quando connesso agli sforzi spesi dai movimenti popolari durante la preparazione e realizzazione dell’Assemblea Costituente del 1988 in Brasile e come questo vincolo ha interferito, e ancora interferisce, nella pratica etnografica dell’Antropologia brasiliana. Aspetti che sono imbricati con la definizione di potere costituente, ovvero, una continuità di operazioni di rinnovamento, una potenza che si realizza nel tempo (immediato e ampio) di un processo di cambiamento, più o meno radicale e, malgrado tutto, continuo (Negri, 2005). I centri sono descritti come bottega artigianale del pensiero, come processo collettivo di produzione scientifica e nessi, attraverso una etnografia della praxis – gesti pratici e teorici – nelle sue multiple dimensioni (osservazione partecipante, interviste, studio di materiali letterari e espositivi dei principali protagonisti). Sono anche visti come spazi istituzionali occupati dove succedono incontri e nascono proposte, che contribuiscono alla discussione di politiche pubbliche delle diversità, delle convergenze culturali e dei posizionamenti politici che appariscono più forti nel confronto con altre istituzioni (ABA, Ford Fundation, Ministero Pubblico, Media, Legislativo e Esecutivo). L’enfasi venne data all’esistenza di trasformazioni radicali che occorrono nelle situazioni etnografiche e che hanno ripercussioni intense nel lavoro dell’antropologo/antropologa (Oliveira, 2009).

(2017). O que estamos fazendo: três centros de pesquisa antropológica e interdisciplinar no Brasil contemporâneo (LACED, CEAO, PNCSA). (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2017).

O que estamos fazendo: três centros de pesquisa antropológica e interdisciplinar no Brasil contemporâneo (LACED, CEAO, PNCSA)

RIBEIRO VIEIRA LIMA, MARCO ANTONIO
2017

Abstract

La seguente etnografia studia e analizza come, oggigiorno, il lavoro scientifico viene pensato, elaborato, organizzato, strutturato, prodotto e praticato da tre importanti centri di ricerca antropologica e interdisciplinare che hanno azione intensiva e rilevante nel Brasile contemporaneo. LACED (Laboratórios de Pesquisas em Etnicidade, Cultura e Desenvolvimento), CEAO (Centro de Estudos Afro-orientais) e PNCSA (Projeto Nova cartografia Social da Amazônia). Nel particolare, venne descritto un forte rapporto dialogico tra ricercatori/ricercatrici e movimenti sociali, un deciso compromesso con gruppi sociali organizzati (indigene, comunità tradizionali, quilombolas) e temi specifici (sociologia delle territorialità e cartografia; azioni affermative e educazione superiore indigena; potere, religiosità ed etnicità afro-discendenti; tutela, potere e Stato; diritti umani, violenza, resistenze e sopravvivenze). Questo legame diventa concreto storicamente quando connesso agli sforzi spesi dai movimenti popolari durante la preparazione e realizzazione dell’Assemblea Costituente del 1988 in Brasile e come questo vincolo ha interferito, e ancora interferisce, nella pratica etnografica dell’Antropologia brasiliana. Aspetti che sono imbricati con la definizione di potere costituente, ovvero, una continuità di operazioni di rinnovamento, una potenza che si realizza nel tempo (immediato e ampio) di un processo di cambiamento, più o meno radicale e, malgrado tutto, continuo (Negri, 2005). I centri sono descritti come bottega artigianale del pensiero, come processo collettivo di produzione scientifica e nessi, attraverso una etnografia della praxis – gesti pratici e teorici – nelle sue multiple dimensioni (osservazione partecipante, interviste, studio di materiali letterari e espositivi dei principali protagonisti). Sono anche visti come spazi istituzionali occupati dove succedono incontri e nascono proposte, che contribuiscono alla discussione di politiche pubbliche delle diversità, delle convergenze culturali e dei posizionamenti politici che appariscono più forti nel confronto con altre istituzioni (ABA, Ford Fundation, Ministero Pubblico, Media, Legislativo e Esecutivo). L’enfasi venne data all’esistenza di trasformazioni radicali che occorrono nelle situazioni etnografiche e che hanno ripercussioni intense nel lavoro dell’antropologo/antropologa (Oliveira, 2009).
MALIGHETTI, ROBERTO
Antropologia brasileira; Etnografia da práxis antropológica, Assembleia e Poder constituinte; Movimentos sociais; Interdisciplinariedade
Antropologia brasiliana, movimenti sociali, costituente
M-DEA/01 - DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE
Portuguese
26-ott-2017
ANTROPOLOGIA DELLA CONTEMPORANEITA': ETNOGRAFIA DELLE DIVERSITA' E DELLE CONVERGENZE CULTURALI - 40R
28
2015/2016
open
(2017). O que estamos fazendo: três centros de pesquisa antropológica e interdisciplinar no Brasil contemporâneo (LACED, CEAO, PNCSA). (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2017).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10281/172090
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